30 dicembre 2008

Guerra ed etica

Tra filosofia morale ed etica passano una serie di differenze che sarebbe lungo e inutile elencare, anche perché il termine "etica" sta assumendo significati che prima non aveva. Uno di questi è quello che, in qualche modo, ne sottolinea l'aspetto "pratico". Ecco così le etiche pratiche: etica della comunicazione, etica della scienza, etica dell'economia, e via discorrendo.
Così, nelle lezioni di etica dell'economia spesso una parte del lavoro didattico consiste nel rendere consapevoli gli studenti del loro percorso etico e della morale che sottende le loro etiche pratiche (o il giudizio etico delle azioni). Capita quindi di porre domande quasi banali, alla ricerca di quel filo che possa, in qualche modo, farli riflettere sulla genesi filosofica e culturale delle loro scelte. Trattandosi di studenti del tutto digiuni di filosofia (nel migliore dei casi hanno qualche vaga rimembranza liceale) è spesso compito difficile, per quanto entusiasmante.
E se nella stragrande maggioranza ritengono eticamente inaccettabile (al di là del reato) rapinare una banca armi in pugno (a parte qualche inconsapevole brechtiano) nondimeno hanno pochi dubbi nell'affermare che difendere la propria casa violata da qualche ladruncolo è azione che può e deve (sic!) contemplare anche l'omicidio. La riflessione parte da qui, dal convincimento pressochè generale che rubare soldi altrui sia riprovevole, ammazzare per salvare i propri no. Messi a confronto con il valore immediato, cominciano - vivaddio - i primi dubbi; uccidere per rubare cinquemila euro no, e uccidere per difendere cinquemila euro però nemmeno; i dubbi persistono quando si sale con la cifra. Arrivati a un milione di euro qualcuno comincia a cedere, e esprime la possibilità di essere in grado di compiere un'azione estrema per impadronirsene o per difenderlo. Ma non se si tratta di un amico, o di un familiare, o del familiare di un amico. Insomma, non si uccide chi si conosce, almeno non per interesse. Da qui un altro passo: quando diviene necessario uccidere? La prima risposta è sempre: quando è necessario salvare la nostra vita. Ma qui è imperativo ricominciare i distinguo; la necessarietà deve essere obiettiva, ovvero deve essere riconosciuta. E' necessario - per salvare la nostra vita - uccidere chi ci naccia verbalmente di morte? O chi da lontano fa roteare un bastone? La risposta prevalente è - vivaddio - no. E allora quando? quando l'altrui intenzione diviene azione priva di equivoco interpretativo. Quando, dopo la dichiarazione verbale, l'altrui gesto è evidente, chiaro e distinto (per usare termini cartesiani).
Non esiste, a mio modo di vedere etica della guerra; e con questa dichiarazione mi rendo conto di sollevare non poche obiezioni. Ma devo ammettere che, nella barbarie della guerra, i distinguo tra diciottenne in divisa - lecitamente ammazzabile - e diciottenne senza divisa, inerme civile che deve essere preservato ad ogni costo pena l'esecrazione universale, mi paiono - laddove non tragicamente ridicoli - eticamente inaccettabili. L'idea che si possa concepire un distinguo tra uccisione auspicabile e lecita e uccisione deprecabile e illecita mi pare faccia parte di mascheramento (in termini nicciani) del reale che deve essere genealogicamente svelato.
Non c'è, a mio modo di vedere, etica nella decisione di entrare in guerra. Perchè l'etica si dà solo quando esiste alternativa, quando possiamo scegliere cosa fare, e di questa scelta assumiamo consapevolmente le responsabilità conseguenti. Scegliere di entrare in guerra, scatenare una guerra, è immorale.
La guerra, gli uomini etici e le loro nazioni, la subiscono sempre, anche quando la cominciano, perchè la guerra, così come la legittima difesa, è l'unica alternativa alla morte. E in questo caso, solo in questo caso, si rende necessaria. Necessaria in linguaggio filosofico, laddove "necessario" ha come significato "può essere solo così, e non in altro modo".
Questo fa cadere ogni ipocrita distinzione tra civili e combattenti. Quella ipocrita convinzione che porta molti a pensare che l'auspicio migliore possibile sia una guerra nella quale muoiono solo coloro che portano una divisa. E in questo caso allora sarebbe possibile ricorrere alla guerra per dirimere controversie su confini, petrolio, materie prima and so on.
Come se la morte di un diciottenne senza divisa fosse davvero il MALE.

23 dicembre 2008

Ritorni

1. Ma perchè diamine si continua a parlare di vittoria del monoteismo quando più di metà della popolazione mondiale è tranquillamente politeista?

2. Ida Magli è una vecchia razzista rincoglionita. (hat tip: rosalux).

3. leggetevi letturalenta su sacconi.

26 novembre 2008

Acqua calda

Il segreto della buona divulgazione non è la semplificazione del complessità, ma il contrario.

06 novembre 2008

Obama presidente

Che tifavo Clinton non è un mistero per i tre lettori di questo blog. Tifavo Clinton per una serie di ragioni, ma quella più importante - come spesso accade - è quella sbagliata; tifavo Clinton perché ritenevo - sbagliando - che Obama non potesse vincere. E invece gli statunitensi mi hanno stupito ancora; quando decidono di cambiare - hanno fatto la rivoluzione prima dei francesi, non dimentichiamolo - lo fanno radicalmente, passando da un petroliere wasp analfabeta a un mezzosangue laureato a Harvard.

Ma cosa significasse questo cambiamento non l'avevo chiaro, per nulla. L'ho capito stamani, davanti a una scuola materna della periferia bolognese, vedendo due bimbi neri; due bimbi neri che da oggi guardando la televisione vedranno che l'uomo più potente della terra è nero. 

31 ottobre 2008

Ridateci Prodi

In ginocchio torneremo da Prodi, a chiedergli se per favore torna per battere Berlusconi, quel nano osceno, per la terza volta. A dirgli: "Ci scusi presidente, siamo ancora noi...abbia pietà..."

16 aprile 2008: Silvio Berlusconi dichiara (dal suo servo Vespa): "Esiste una società italiana che ha il "know how specifico" che, con l'assistenza di un "importante istituto bancario", si è fatta avanti per Alitalia. Credo che la soluzione possa giungere non dico facilmente, entro un mese" 
31 ottobre 2008

27 ottobre 2008

Curricula a confronto

Da pharyngula:

Barack Obama:
Columbia University - B.A.
Political Science with a Specialization in
International Relations.
Harvard - Juris Doctor (J.D.) Magna Cum Laude

Joseph Biden:
University of Delaware - B.A. in History and B.A. in Political Science.
Syracuse University College of Law - Juris Doctor (J.D.)

vs.

John McCain:
United States Naval Academy - Class rank: 894 of 899

Sarah Palin:
Hawaii Pacific University - 1 semester
North Idaho College - 2 semesters - general study
University of Idaho - 2 semesters - journalism
Matanuska-Susitna College - 1 semester
University of Idaho - 3 semesters - B.A. in Journalism

23 ottobre 2008

Call for Paper elvetiche

Visto che la scadenza è il primo dicembre, penso utilizzerò il prossimo raduno usenet - previsto per il 7 novembre - per raccogliere input.

CALL FOR ABSTRACTS

CANNABIS & PHILOSOPHY: WHAT WERE WE JUST TALKING ABOUT?

Dale Jacquette (ed.) Senior Professorial Chair in Theoretical Philosophy University of Bern, Switzerland


Abstracts with titles are solicited for a new volume in the Wiley-Blackwell series Philosophy for everyone, under the general series editorship of Fritz Allhoff. Like previous volumes in the successful ancestral Epicurean Philosophy series including Beer & Philosophy: The Unexamined Beer Isn’t Worth Drinking, Wine & Philosophy: A Symposium on Thinking and Drinking, and Food & Philosophy: Eat, Think, and Be Merry Cannabis and Philosophy will focus on philosophical, social, and economic aspects of a
popular albeit illegal indulgence.

There are countless philosophically interesting issues related to cannabis use. Suggestions for
topics include but are by no means limited to: cannabis gourmandise; phenomenology and
epistemology of cannabis intoxication; distinction between substance use and substance
abuse; morality of illegal substance ingestion; civil disobedience and cannabis use; medicinal
marijuana and the morality of legal sanctions against medically prescribed usage; related
health aspects of cannabis; definitions of ‘soft’ and ‘hard’ drugs; whether cannabis is a gateway
substance to harder substances; cannabis-influenced aesthetics in art and music;
political aspects of cannabis legalization and decriminalization movements; medical and
psychological effects of cannabis use, short- and long-term; social implications of cannabis
prohibition; relativism and cannabis-induced alterations of perception; memory and cannabis
use; impact of cannabis on popular culture; cannabis and nineteenth century literature;
globalism and worldwide cannabis cultivation practices; cannabis tourism; legal and social
dimensions of home cultivation; cannabis and philosophical insight; cannabis and the critical
outlook in philosophy; enhancement of pleasures using recreational drugs.

Contributors to the volume will include philosophers, academics outside of philosophy in
fields related to the volume’s themes, and knowledgeable experts in the industry and
production of cannabis and paraphernalia. There is no presumption that by writing for this volume
a contributor implies either personal cannabis ingestion or an endorsement of cannabis use by
others. The volume introduction will contain explicit disclaimers to this effect, and
individual contributors are welcome if they choose also to emphasize this fact in their own
specific cases. Critics of cannabis are especially invited to contribute. We will be
treating an important theme in an academic fashion like any other of social importance,
although we expect the collection also to feature a certain amount of fun and mature good humor
about marijuana use; contributors are accordingly encouraged if they choose to relate personal
anecdotes and impressions if any of their own or acquaintances’ experience with cannabis.

17 ottobre 2008

Gli ISP italiani e la censura/2

"Impedire che gli italiani accedano a siti sui quali potrebbero spendere i propri denari senza che vi sia un controllo delle autorità nazionali: c'è questo dietro provvedimenti che sempre più spesso ostacolano la navigazione degli utenti nostrani..." Da leggere.

hat tip: marco d'itri

10 ottobre 2008

Crisi!

Della crisi finanziaria sapete già tutto; di quella economica tutti ne sanno molto meno.
Ma al momento la notizia peggiore che si poteva immaginare è arrivata:

07 ottobre 2008

Traffico di schiavi

E poi quando mi capita di dire che in Italia esiste il traffico di schiavi vengo guardata con vivo stupore.

06 ottobre 2008

Il Vaticano e la Borsa

Le parole del papa sulla borsa portano a due considerazioni:
Lo IOR si è liberato dei suoi subprime in tempi non sospetti e si è messo corto sul mercato.

Esiste comunque un reato che si chiama "turbativa dei mercati", chissà come la pensa la Consob in proposito.

02 ottobre 2008

Università e precari

Tre link per seguire cosa accade all'università:




E' che si entra in un circolo vizioso; se da un lato è doveroso opporsi opporsi alla politica intorno all'università di un governo che sta cercando solo di smantellarla, dall'altro prevale l'amara consapevolezza che si cerca di difendere un sistema che vuole esclusivamente perpetuare  il suo potere, e che ha ai suoi vertici personaggi che sono realmente interessati alla ricerca più o meno come Berlusconi e i suoi guitti travestiti da sgherri.

Anche se la ricerca in Italia è finita, e questo ben prima dei tagli degli ultimi dieci anni, nel mondo continua, e l'umanità non soffrirà se nel nostro paese si deciderà di formalizzarne la fine.

E la domanda che mi faccio è: è etico, morale, corretto difendere questo sistema dai tagli del nano? La prima risposta che mi viene è: no; poi chiaro che - obtorto collo - si fa quel che si può, ma fortunatamente è poco.

Università, ricerca e tagli

Due link, due articoli da fronti opposti. 
Che Vattimo firmi un appello contro i tagli che bloccano la ricerca mi muove a una franca risata; se nei dipartimenti di filosofia non si fa (o si fa poca) ricerca la prima responsabilità va cercata in coloro che da quaranta anni lavorano all'università, sono nelle commissioni di concorso e firmano i progetti di ricerca. Per quel che mi riguarda, se decidessero domani di chiudere tutti i dipartimenti di filosofia in Italia e ricominciare da zero (o anche non ricominciare) non mi farei sfuggire una lacrima.

L'altro link porta un sito interessante, precaridellaricerca e narra dell'occupazione della presidenza del CNR e ben illustra anche il comportamento e il ruolo del sindacato all'università; e qui mi viene spontanea una domanda: per la didattica e la ricerca, il sindacato, oltre a mettere in cattedra un plotone di gente per lo più scarsamente portata, che altro ha fatto?

Peculiarità italiane

Tremonti afferma che le banche italiane non hanno problemi di liquidità.
Può essere vero, in fin dei conti, la nostra maggiore industria - la mafia - all'origine muove solo cash.

Repubblica: a futura memoria


Raccattare foto in giro non è buona politica per repubblica

hat tip: marco d'itri

16 settembre 2008

Memento

Questo link meriterebbe un commento articolato, che non ho modo di fare adesso. Però lo bloggo, ché non mi devo dimenticare di farlo.

Anche questo link meriterebbe un commento. E nello stesso post.

E anche questo. Sempre nello stesso post.

Insomma, questo post si intitola memento, ed è praticamente a uso interno.

La Carrefour perde clienti?

Speriamo. Ma saremmo in molti a essere contenti. Della vicenda del bimbo di Assago ormai parla tutta la blogosfera, ma un memento in più, per quelli della Carrefour, non fa male. Speriamo faccia malissimo.

A quanto pare, dopo una prima invereconda e impudica risposta, diretta non al bambino, non alla madre, ma ai clienti, la Carrefour ha contattato chi doveva contattare.

Intanto copioincollo lo splendido post di restodelmondo:
Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago...

e come lei aspetto di vedere se serve.

Poi linko anche kanemukkha e la sua splendida vignetta.

13 settembre 2008

Prostituzione e reato

Ecco, io la penso così:
Ciascuno ha piena sovranità sul suo corpo, quindi ha anche il diritto di venderlo.
Nessuno ha il diritto di comprare il corpo di un altro.

12 settembre 2008

Bologna news

Che bello sapere che il sindaco di Bologna(1) partecipa a una tavola rotonda sul federalismo alla festa dei giovani di An con Alemanno e Flavio Tosi.



(1) con un ufficio stampa estremamente attento alle problematiche della rete.

Sconcerto

C'è una cosa che non capisco (non una sola, sia chiaro, ma cominciamo da quella) nelle vicende di alcuni bambini scomparsi, come Denise Pipitone per intenderci. E sono le modalità, almeno per come le presentano i giornali. Allora, tu sei con un bambino (tuo figlio, tuo nipote, il figlio di un'amica alla quale fai un favore ecc..), passa un turista, un fachiro, un facocero, e nota una rassomiglianza con un bambino scomparso da anni; bambino che costui ha visto solo in foto, magari mesi prima.
E da questo ne consegue che arriva la polizia, vi prendono, vi separano, vi fanno l'esame del DNA e vi sparano sui giornali a tutto campo. Ecco, vorrei sapere se questo può accadere anche a me, o se accade solo a rom, extracomunitari, and so on. Perchè mi viene il dubbio che sia una procedura un po' razzista (molto) che viene messa in atto solo nei confronti di coloro che non sono in grado di far arrivare un avvocato al volo; e non parlatemi di documenti, ché le mamme che vedo in giro per strada dubito si portino dietro qualche documento che attesta che il pargolo è progenie loro.

09 settembre 2008

Scuola e tagli? No grazie

Leggo Uriel sulla scuola, ma non sono tanto convinta. Ha ragione quando dice che la scuola italiana era una scuola d'eccellenza, che ha dato al mondo - tra le altre cose - i ragazzi di via Panisperna; ma quei ragazzi venivano da una scuola superiore e da una università che, nei fatti e nella legge, erano a numero chiuso. Fino agli Sessanta le classi dei nostri licei erano formate da un numero di studenti che arrivava al massimo a sedici/diciotto persone. All'università, fino al 1969, anno della liberalizzazione degli accessi, la situazione variava di poco; chi ha fatto l'università pre-sessantotto non è che trovasse docenti migliori, trovava spazi e tempi, e ci cresceva.
Adesso la situazione media in un buon liceo italiano è questa: classi di venticinque/trenta persone. (e parlo dei licei, tacendo del resto per amor di me).
Vediamo cosa significa in pratica, per l'insegnamento di una disciplina che al liceo ho insegnato per cinque anni (in tutt'altra situazione comunque, perchè ho fatto quattro mesi di insegnamento in una scuola pubblica e sono fuggita inorridita).
Dunque: in una prima liceo classico le ore di filosofia alla settimana sono tre. Le settimane di scuola circa trenta; dunque in una prima liceo si fanno 90 ore di filosofia in un anno. Cominciamo dalle rogne, che insegnare è meraviglioso, ma interrogare e giudicare molto meno; pensiamo alla situazione migliore che mi possa capitare, una classe di venticinque persone. Devo interrogare ciascuno almeno due volte a quadrimestre, (la legge parla di numero "congruo" di valutazioni, senza specificare cosa vuol dire), ma per amore di teoria ammettiamo che ne bastino due, perchè tutti prendono la sufficienza o più in tutte le valutazioni. (quello che prende sei e quattro mi scombina già tutto, e mi rimanda al giro dell'oca). Sono venticinque. Quanto tempo dura ciascuna interrogazione? diciamo mezzora? tre domande, tre risposte. Quattro domande va. Venticinque studenti sono almeno, (almeno) venticinque ore a quadrimestre; I quadrimestri sono due; e le prime cinquanta ore sono volate. Nelle rimanenti quaranta devo spiegare, almeno, i seguenti argomenti:
origine della filosofia
sofisti
materialisti
platone
aristotele
le scuole ellenistiche
almeno, che dovrei arrivare, secondo programma ministeriale, al XV secolo, che l'anno successivo in teoria dovrebbe cominciare dal XVI.
Se va tutto bene, i miei studenti cominciano con un "buco" di settecento anni.
questo se va bene,  che se ci mettiamo che magari, su venticinque, non tutti capiscono al primo colpo, qualcuno si ammala, qualcun altro ha bisogno di un ripasso, tutto va a monte.
Tutto questo solo per cominciare a inquadrare il problema, che salto (ma ci ritorno se serve), tutta la parte burocratica che va assolta. Anche in classe. Per dire, fare l'appello, controllare le assenze, le giustificazioni, ecc...è qualcosa che ruba almeno dieci minuti all'ora.

Qualche soluzione solo alle tre banali cose qui esposte? Raddoppiare il numero delle classi. Al massimo quindici/diciotto persone. Meglio ancora dodici (12). Raddoppiare (raddoppiare) il numero dei docenti. Far eseguire la parte burocratica (controllo delle assenze, delle giustificazione, ecc...) al personale amministrativo, quando il docente entra in classe il suo compito deve essere uno: INSEGNARE.  E ogni insegnante deve insegnare la SUA materia, quella nella quale è laureato. Via con lo scandalo (SCANDALO) che il laureato in Filosofia insegni anche storia, che il geografo insegni matematica, l'economista informatica, il laureato in Lettere Moderne latino. Una materia, un insegnante.

Dopo che tutto questo funziona, pensiamo ai tagli. meditati o meno. Di sinistra o no. 
Perchè la questione è che al momento, chi fa meno danni, è chi sta fermo. Non siamo nemmeno nella paradisiaca situazione di dover scegliere tra geometra o architetto di tendenza. 
Se proprio nessuno ha un progetto,  perché *nessuno* ha un progetto sulla scuola, nemmeno questa sinistra di scalzacani d'accatto,  allora che stiano tutti fermi.

08 settembre 2008

Gli ISP italiani e la censura

Dal blog di Marco D'Itri. Da leggere e diffondere.

Repubblica e Aristotele

Forse non tutti sanno che esiste una cosa che si chiama "filosofia aristoteliana".
Meno male che per l'umor nero esiste repubblica, che comunque quattro risate riesce sempre a farcele fare.

05 settembre 2008

02 settembre 2008

eh si, rosico

Rosico, devo ammetterlo, rosico. Dal Metaponto, a 34 gradi, con il mare blu, la grigliata accompagnata dal Primitivo a 17 gradi servita direttamente in spiaggia, dopo due pernod e un campari, devo ammettere che rosico. Con il wireless in spiaggia e i delfini a vista, rosico. Ammettle sconfitte, ammetto. (per candide e equilibriodinamico, ché non metto i link che con il sole vedo male il maus.)

24 agosto 2008

Shaftesbury

“la libertà di fare dell’ironia” scrive[i] “e di esprimere dubbi su tutto con correttezza di linguaggio, la possibilità di esaminare o confutare qualunque argomento senza offesa per l’avversario, sono i metodi che si devono usare per rendere gradevoli le conversazioni filosofiche. Infatti, a dire il vero, esse sono stare rese tediose dalla angustia delle leggi loro prescritte e dall’oppressione della pedanteria e del bigottismo di coloro che le considerano prerogative proprio e si arrogano il diritto di regnare da despoti in tali provincie del sapere.”


[i] Shaftesbury, Sensus communis, I, IV.

22 agosto 2008

Filosofia italiana

E' passato più o meno un anno da quando ho scritto questo post. Lo riconfermo, lo rivendico, non ho cambiato idea. 

Ma porca miseria, è mai possibile che cercando un sunto del pensiero di Pomponazzi, io prenda in mano un libro sull'umanesimo italiano e prima di sapere cosa accidenti ha strologato Pomponazzi sull'etica mi debba sorbire 35 pagine della sua formazione giovanile e sul pensiero del suo maestro Achillini - "peraltro meno brillante e profondo"? E se è meno brillante e profondo e tu hai un capitolo che si intitola l'etica di Pomponazzi per quale accidenti di motivo gli dedichi tutte quelle pagine?
Che poi la formazione giovanile non è stata poi così lunga, considerato che a 26 anni era in cattedra. 
Ma almeno il contrario si poteva fare? Prima cosa ha detto e POI come (forse, chissà perchè, ipotizziamo) ha imparato a leggere e scrivere.

Intanto Obama (classe 1961) corre per la presidenza usa. Uno dei miei più cari amici (classe 1958) è considerato troppo giovane per fare l'associato.

17 agosto 2008

Democrito

Contemporaneo di Socrate e Platone e concittadino di Protagora, Democrito di Abdera nasce probabilmente intorno al 460 e muore vecchissimo intorno al 370. Fondatore dell’atomismo antico e suo esponente più importante, ci restano purtroppo di Democrito pochissimi frammenti, sebbene la tradizione riporti di lui molti titoli che testimoniano come la sua riflessione filosofica fosse ad ampio spettro e come la sua fama nell’antichità fosse superiore a quella dello stesso Platone, che non lo cita in nessuna delle sue opere come riporta maliziosamente Diogene Laerzio:

“Platone voleva dar fuoco a tutte le opere di Democrito, quante aveva potuto procurarsene, ma ne fu distolto dai pitagorici Amicla e Clinia che gli fecero osservare che non c’era frutto, perché quei libri eran già nelle mani di moltissimi. E si capisce: infatti lo stesso Platone, che fa menzione di quasi tutti gli antichi filosofi, non ricorda mai il nome di Democrito, neppure là dove proprio dovrebbe polemizzare con lui, ben sapendo che si sarebbe cimentato con il migliore dei filosofi.”[1]



[1] Fr. A 40.

storie della filosofia e domande

L’età ellenistica, che convenzionalmente va dalla morte di Alessandro il Macedone nel 323 a.C fino alla conquista romana dell’Egitto nel 31 a.C. segna un mutamento radicale del contesto sociale, del ruolo della polis e della coscienza individuale e l’orizzonte dell’agire umano si allarga contestualmente ai confini e ai cambiamenti che coinvolgono tutti i settori della vita sociale, dalla politica all’economia. Spesso la filosofia ellenistica è stata vista come una sorta di “regresso” rispetto ai grandi temi della filosofia classica, considerando negativamente l’indirizzo della riflessione filosofica verso temi come la felicità individuale, il benessere del singolo, il bene e la possibilità di una vita serena, e in molti manuali di filosofia spesso le filosofie ellenistiche vengono descritte come meno complesse e problematiche della tradizione precedente, e sottovalutato l’impatto delle critiche e delle polemiche che le animano contro i grandi sistemi come quello platonico e aristotelico. E’ necessario ricordare invece che l’orizzonte della polis, non solo nelle sue espressioni politiche, ma anche in quelle filosofiche ed etiche, riguardava una minima parte degli abitanti, quelli che godevano dei diritti politici, erano esclusi gli schiavi, le donne, e gli uomini liberi ma non cittadini, come gli stranieri, i liberti, e coloro che non erano figli di un matrimonio riconosciuto dalla polis. E questo solo all’interno delle città-stato che avevano un ordinamento democratico, poiché non esiste, per esempio, produzione filosofica a Sparta, o nelle colonie spartane, città nelle quali peraltro le donne con cittadinanza vivevano in una condizione di libertà e autonomia che le donne ateniesi non avrebbero mai conosciuto.

Quindi, al di fuori di quella ristretta minoranza che godeva di autonomia politica e individuale, i maschi nati liberi da genitori entrambi liberi e cittadini, per quale motivo tutti gli altri avrebbero dovuto vedere in una filosofia che aveva come argomento principale di ricerca il singolo, la sua comprensione del mondo, la sua possibilità di vita felice, un “regresso”?

16 agosto 2008

Galatea

Il blog di Galatea è assolutamente da seguire.
O almeno non perdetevi gli articoli taggati badilate di cultura.

15 agosto 2008

Concordo

Come spesso accade, con Uriel.
E l'egocentrismo però mi spinge a puntualizzare che l'ipazia del commento non sono io.
Non che gli amici potessero confondermi, vista la diversità dello stile.

13 agosto 2008

Comunicazioni di servizio

L'aggiornamento saltuario di questo blog non vi inganni: non sono in vacanza.
E a questo proposito vorrei sottolineare che ODIO i libri senza indice dei nomi e senza indice analitico.

12 agosto 2008

Nanofrottolo

Opera di Cig. Se la riproducete citate la fonte!

Geografia creativa

update: hanno corretto.


Per La Stampa il Mar Morto è in Romania:
"Elio Bonaci è arrivato sulla costa del Mar Nero da Ostia con la moglie Adriana, anche lei a caccia di idroterapie a portata di assegno Inps. Spiegano, con l’aria soddisfatta di chi se ne frega del fondale un po’ carente del Mar Morto: «Fa schifo anche il mare di Ostia non crede? Ma da noi con 10 euro, la sera, mica ce magni!». Come loro, altri 400 mila italiani, quest’anno. Chi con lo stipendio assassinato dal mutuo a tasso variabile, chi con una moglie licenziata di fresco dal phone center."

e ancora:

"E le ragioni sono molte, come spiega il pasticciere romano Pasquale Gerace, 48 anni, al check-in dell’affollato aeroporto di Timisoara, direzione Mangalia, zona sud del Mar Morto: «Qui si spende poco, ed è un posto da cui ti viene ancora voglia di mandare cartoline. E non perché sia meraviglioso: il mare è asfittico e la spiaggia è meno curata di quella di Fiumicino. Ma l’atmosfera è come se avessimo riavvolto il nastro, si respira aria da Anni Sessanta». E, come per i film da boom economico, ti viene voglia di colorarla."

07 agosto 2008

Giornali radio

Sentita al GR1:

Giornalista (?): "In questo agosto gli italiani che vanno in vacanza in posti esotici sono 18 milioni."
che poi passa la parola all'esperto che informa sulle vaccinazioni utili: malaria, beri beri, colera, and so on.

18 milioni. Potrebbe essere una buona idea quella di lasciarceli, nei posti esotici.
Pubblica post

Dialoghi

Io: "Senti, domani mattina mi spedisci questi plichi?"
L'altro: "Domani mattina? Proprio domani mattina?"
Io: "Assolutamente si. Domani è l'ultimo giorno. DEVONO partire domani."
L'altro: "Ok, domani mattina partiranno."
Io: "Falli con ricevuta di ritorno."
L'altro: "Sicura? Cosa dice il bando?"
Io: "Non mi frega niente di cosa dice il bando, tu falli con ricevuta di ritorno."
L'altro: "..."
Io: "All'utimo concorso a Bologna si sono mandati le pallottole per lettera. Figurati se non si perdono una busta."

03 agosto 2008

Derrida sulla filosofia

Jacques Derrida, Il diritto alla filosofia da un punto di vista cosmopolitico, Il Melangolo, 2003, pp. 54, euro 10,00, ISBN 88-7018-489-7;

Quello che pubblica il Melangolo, con una articolata prefazione di Simone Regazzoni, è il testo di una conferenza che Derrida tiene per l’Unesco nel maggio del 1991. Nelle intenzioni esplicite di Derrida è il richiamo al testo kantiano del 1784, Idea per una storia universale dal punto di vista cosmopolitico per sottolineare come alcune istituzioni internazionali che sono nate dopo la Seconda Guerra Mondiale hanno alle spalle una lunga storia nel pensiero filosofico; come scrive Derrida “sono atti e archivi filosofici, produzioni e prodotti filosofici, non solo perché i concetti che le legittimano hanno una storia filosofica assegnabile [...] ma perché [...] tali istituzioni implicano la condivisione di una cultura e di un linguaggio filosofici, che impegnano quindi a rendere possibile, in primo luogo attraverso l’educazione, l’accesso a questo linguaggio e a questa cultura” (pag. 27).

Il testo, breve e intenso, è un mirabile esempio della capacità decostruttiva del pensiero di Derrida, che rilancia la sfida della filosofia in una articolazione raffinata tra libertà e necessità della filosofia, che emerge, come viene sottolineato nell’introduzione, dall’imprescindibile legame tra la riflessione filosofica e il luogo in essa viene inscritta. Da un lato vi è la necessità per la filosofia del legame con i luoghi istituzionali e dall’altro per quegli stessi luoghi l’esigenza di mettere in gioco il problema del diritto alla filosofia.

Quel luogo è per Derrida l’Unesco che ritiene che sia “il luogo privilegiato” per esporre la questione poiché è il luogo in cui gli stati si sono impegnati “filosoficamente” a favore di “una certa filosofia del diritto, dei diritti dell’uomo, della storia universale” (pag. 28). Il passo successivo che Derrida compie è la risposta alla domanda intorno al cosmopolitismo della filosofia e della ricerca filosofica; si tratta di comprendere la necessità del dispiegamento internazionale del diritto alla filosofia, della dimensione sovranazionale della responsabilità che deve essere assunta. Compito del filosofo è reinventare la filosofia, e l’esistenza di una istituzione come l’Unesco, e il suo dipartimento di filosofia, il fatto che l’Unesco sia, e il fatto che il suo modo d’essere sia preliminarmente filosofico, fa sì che il sistema di valori non solo consenta l’esistenza dei filosofi ma ne prescriva anche il compito, e il compito è quello dell’interrogazione intorno alla situazione che si è creata. A questo punto dell’analisi il richiamo a Kant (anche contro l’idealismo schellinghiano sulla presenza in ogni luogo della filosofia) si fa più presente e puntuale per introdurre la possibilità di superare proprio Kant. E il superamento di Kant può avvenire solo liberandosi del filo conduttore greco-europeo che egli assume, ma allo stesso tempo, evitando di rimanere invischiati – e quindi di opporre – il secco dualismo dell’ultimo secolo tra eurocentrismo e antieurocentrismo perchè esso si configura dice Derrida come coloniale e missionario; la filosofia, secondo il pensiero del filosofo francese, deve essere sempre pensata come “altra via”, è “altra via”. Sotto il nome greco, sotto la memoria europea, ribadisce Derrida, la filosofia è sempre stata “bastarda” e “innestata”. Qui i contorni della questione intorno al cosmopolitismo della filosofia cominciano a essere, allo stesso tempo, più netti e più sfumati: la filosofia si configura come ibrida e poliglotta, e ha come momento di origine della sua identità l’”esposizione all’altro”; come scrive Regazzoni nell’introduzione: “l’”a venire” della filosofia, e il suo diritto; l’avvenire del diritto e della filosofia, legati a un certo diritto alla decostruzione dell’idea di filosofia e delle istituzioni che a partire da essa si strutturano, sono affidate alle inedite forme della sua (re)invenzione dell’altro, in tutte le possibili accezioni di questo sintagma, in cui l’altro non è né il non filosofico, né l’antifilosofico, ma un altro in cui la filosofia non saprebbe forse più riconoscersi, un altro che il nome di filosofia non saprebbe e non potrebbe forse più nominare” (pag. 17).

E qui, e non altrove, si pone il problema del futuro della filosofia intrecciato con il tema della democrazia a venire, e che Derrida riassume nelle pagine finali, dandone i titoli.

In primo luogo viene sottolineata la necessità di appropriarsi dei modelli che la filosofia ha assunto nell’ultimo secolo con l’opposizione tra filosofia continentale e filosofia analitica; viene poi l’esigenza di superare i limiti che vengono posti alla ricerca filosofica, sacrificata alle esigenze dell’economia e dalla diversa valutazione che viene data ad altri ambiti di ricerca (la scienza applicata, la tecnologia).

La conclusione del discorso di Derrida torna a Kant, per sottolineare come il suo scritto sia anche un trattato intorno all’educazione, e ci offre un brano del filosofo tedesco sul quale riflettere, brano che apre la via all’esito del diritto alla filosofia.

01 agosto 2008

Blog e blogger

Se internet, il web, la rete, le reti, la tecnologia and so on, ci avessero dato solo i blog e i blogger ci sarebbe bastato (cit.)

Solo oggi, oggi, uno stramaledetto 31 luglio di lavoro, che si sta rapidamente trasformando in un 1 agosto di lavoro, che diventerà un 2 e poi un 3 e fino al 24 agosto non ci saranno pause degne di nota, solo oggi dicevo, guardate cosa sono capaci di fare e scrivere i blogger:

7yearwinter con Avete rovinato le droghe

adayinthelife con Lune e lodi (con lo splendido, geniale stefano disegni)

leonardo con Apocalistick

l'orologiaio miope con La mosca antropofaga

Buona letture

29 luglio 2008

Domande

La notizia è questa: Prete pedofilo, il muro di gomma della Curia; una delle tante, anzi in Italia una delle poche. Tralasciamo per un attimo il prete condannato. E tralasciamo anche il problema delle gerarchie vaticane e di come (non) affrontano la questione; e guardiamo la cosa da un altro punto di vista. Dal punto di vista individuale, che mi pare sia affrontato raramente. E la domanda è: che razza di individuo è quella persona che viene a sapere che un bambino è (forse) stato violentato e per prima cosa si preoccupa di insabbiare la questione?

Perché si parla sempre di gerarchie, vaticane in questo caso, di istituzioni, di ruoli. E mai di persone.
E invece sono quelle che mi interessano adesso. Ora, un monsignore qualunque sta nel suo ufficio, e una bella mattina chiede di essere ricevuto un genitore, una suora, un educatore; e gli dice che ha il forte sospetto che il suo parroco si diletti con i pargoli. Una persona "normale" secondo voi che reazione ha? E' questo che non mi spiego. Poi viene convocato da un magistrato. E si nega. E non dice. E nega. E parliamo di bambini violentati, non di evasione fiscale, traffico di stupefacenti, lavoro nero, tutte cose che hanno i loro estimatori e che possono essere difese con argomentazioni razionali e credibili.

Il titolo del giornale è errato. Non è il muro di gomma della curia. Non c'era la curia davanti al magistrato. C'era monsignor Vecchi.

Ma voi, con monsignor Vecchi, andreste a prendere un caffe'? Io no.

22 luglio 2008

Sinistra! Sinistra!

Mi accade spesso di non essere d'accordo con quello che scrive Carotenuto. Ma le rare volte in cui questo non accade non cambierei nemmeno una virgola: irredimibili (francescato, pecorario scanio, diliberto, vendola, bertinotti).

Animali e cosmetici

La mia posizione è un po' più articolata di quella della LAV, ma penso possa essere utile l'elenco delle aziende cosmetiche che non testano su animali.

21 luglio 2008

Tecnologia e circoli

Invece di rincorrere il cellulare con più pixel, motorola mette sul mercato una macchina fotografica che telefona. Sul mercato italiano da settembre ci sarà il Motorola Zine ZN5, e la presentazione è sul sole24ore.

20 luglio 2008

Pedofilia e Vaticano

Il Corriere della Sera di oggi, nella sua versione cartacea, dedica due pagine agli abusi sessuali commessi su bambini e minori da parte di sacerdoti cattolici. In uno degli articoli dedicati alla questione M. Antonietta Calabrò scrive che in Italia, dal 1991 al 2006 ci sono state 17 condanne e 22 incriminazioni "ma per avere un termine di confronto va tenuto presente che in Italia i sacerdoti diocesani nel 2003 erano in tutto 35.019". Ora, io non so cosa intendesse dire ma 17 + 22 fa 39. Ora, stabilendo che un'incriminazione non si conclude necessariamente con una condanna, resta il fatto che su 35019 fa - conti della serva - l'1 per mille. Il che mi fa pensare che non sia una percentuale diffusa anche in altri ambiti professionali.
Escluderei, per esempio, che ci sia un pedofilo ogni 1000 insegnanti. O avvocati. O dentisti. O sistemisti.
A voler sparare sulla croce rossa si potrebbero dire due cose: la visione della sessualità così come la presenta la chiesa cattolica attrae in primo luogo coloro che con la sessualità hanno dei problemi e i meccanismi di selezione dei seminari sono tragicamente carenti.

Questo per tacere di tutto quello che si configura come reato penale da parte di esponenti dell'istituzione: complicità, negazione and so on.

17 luglio 2008

Scelte incomprensibili

il link di oggi porta a mmax, con un post dal titolo: 30 anni fa, quasi.

Una modesta proposta

Ma se la prossima volta, sperando che sia molto, molto, molto presto, invece di andare a votare estraessimo a sorte tra i cittadini italiani maggiorenni iscritti nelle liste elettorali tutti i deputati, tutti i senatori, tutti i presidenti di regione, di provincia e tutti i sindaci e i consigli comunali delle città con più di cinquantamila abitanti, in numero pari uomini e donne?

E Brunetta? quale diavolo l'ha punto? Oppure visto il livello di analisi politica possiamo supporre che sia stato cornificato da un dipendente della pubblica amministrazione?

16 luglio 2008

Obama-McCain

Novembre non è lontano e la guerra non vuole prigionieri. A me brucia ancora la sconfitta della Clinton, e quindi questo blog continua a essere partigiano. Quando poi fa la sua parte anche il web...

Lo staff di Obama non ha capito almeno una cosa, per altro non compresa da molti: sul web è per sempre. E adesso McCain usa il web per provare debolezze, indecisioni o semplici correzioni di tiro del suo avversario; nella fattispecie per mostrare come Obama abbia, sull'Iraq, detto cose diverse in occasioni diverse. Non ho indagato sul "quanto" diverse, ma non è importante.

Il primo link va a repubblica, il secondo a versionista.com.

15 luglio 2008

La Carlucci e le scienze antiche

Certo, bisogna ammettere che la Carlucci non si accontenta di bersagli qualunque. Dopo gli attacchi a Maiani, che l'hanno resa ridicola nell'universo mondo adesso ha scelto Salvatore Settis.

E ne chiede le dimissioni.

Tanto per chiarire i termini della questione.

Gabriella Carlucci
(copio/incollo dal suo sito):

"Nel 1983 ha iniziato la carriera televisiva con Portobello, per il quale Gabriella curava i collegamenti con l’estero. Ha presentato le più importanti manifestazioni canore italiane: Azzurro, Festivalbar, Cantagiro, Festival di Sanremo nel 1988 e nel 1990. Si è divisa tra Rai e Mediaset (già Fininvest) con Cocco, Giallo, Luna di Miele, Piccolo Grande Amore e Buona Domenica. Ha condotto importanti serate quali il David di Donatello e Donna Sotto le Stelle. Dal 1998 conduce su Rete 4 Mela Verde, con cui va alla scoperta delle più belle realtà agricole e gastronomiche d’Italia."

Ha chiesto le dimissioni di Salvatore Settis (copio/incollo dal sito della Normale di Pisa):

"frequenta la Normale dal 1959 al 1963 come allievo del corso ordinario della classe di Lettere, e poi del corso di perfezionamento, dal 1963 al 1965. E’ stato Visiting Professor in varie università europee e americane, Preside della Facoltà di Lettere dell’Università di Pisa, Preside della Classe di Lettere alla Scuola Normale Superiore, direttore della Normale dal 1999.

E’ stato inoltre Direttore del Getty Research Institute for the History of Art and the Humanities di Los Angeles dal 1994 al 1999, membro del Comitato Internazionale per la Salvaguardia della Torre di Pisa e del Consiglio Scientifico dell’Enciclopedia Italiana.

I suoi interessi di studio e di ricerca riguardano principalmente la storia dell’arte antica, la storia della tradizione classica e la storia dell’iconografia e dell’arte religiosa in Europa dal Medioevo al Seicento. Negli ultimi anni Salvatore Settis è stato protagonista in Italia di una battaglia contro la svendita del patrimonio culturale, avvenuta tramite articoli sui principali quotidiani e due pubblicazioni: Italia S.p.A. L’assalto al patrimonio culturale. Torino, Einaudi 2002; Battaglie senza eroi. I beni culturali tra istituzioni e profitto , Milano, Electa, 2005. Tra le accademie di appartenenza si segnalano: Accademia dei Lincei, Berlin-Brandenburgische Akademie der Wissenschaften, Académie Royale de Belgique, Academia Europaea e American Academy of Arts and Sciences. "


e l'ha fatto dichiarando: "come di non poco conto è la differenza tra chi è eletto e chi no!”

Non capisco: è evidente che la Carlucci fa il senso della dignità e del ridicolo se l'è giocato molto tempo fa. Ma almeno quello del limite...

Mi piacerebbe lanciare un concorso. Secondo voi quale esperto internazionale chiamerà in causa stavolta la Carlucci? E che domanda farà visto che non esiste un nobel per l'archeologia?

Altre notizie sulla faccenda le trovate qui.

hat tip: marco d'itri


Classifica delle Università

Ieri il sole24ore ha pubblicato la classifica delle università italiane. I punti chiave sono docenza, organizzazione della didattica e ricerca.
Gli indicatori sono:
1. Docenti di ruolo che hanno ottenuto un giudizio positivo su Prin di ateneo.
2. Disponibilità economica per la ricerca scientifica per docente di ruolo
3. Entrate per la ricerca provenienti da enti esterni
4. percentuale di matricole con alto voto di maturità
5. di immatricolati da fuori regione

I link diretti alle classifiche, distinti in voce per voce e complessivi, li trovate sempre nella stessa pagina. (non so perché non riesco a metterli direttamente).

E' possibile discutere i criteri scelti, e anche il peso delle singole voci, ma nella classifica complessiva il 27° (ventisettesimo) posto di Bologna con 495 punti su un massimo di 900 non me l'aspettavo.

Per tornare ai criteri: che senso hanno i primi due, considerando che i docenti a contratto sono una percentuale che in certi atenei supera il 50%? E che - per contratto - sono tenuti alla sola didattica? (prima o poi qualcuno mi spiegherà come sia possibile una didattica universitaria senza ricerca)
E il terzo? A me pare evidente che un ateneo ad alta specializzazione nelle scienze umanistiche e umane attrae meno investimenti esterni all'università rispetto ad altri.


14 luglio 2008

14 luglio

E' oggi l'anniversario della Rivoluzione Francese. In questi tempi grami è doveroso ricordarlo.

13 luglio 2008

Possibilità

Certo che questo papa potrebbe fare molto per il movimento GLBT se facesse coming out.

foto da: claudio caprara.

Totò, internet e che si deve fare per campare

Sul blog del mio amico mmax qualche tempo fa ho trovato una perla. Sapevo che era una perla, ma non avendo tempo l'avevo frettolosamente linkata qui e me l'ero dimenticata. Poi la faccenda ha avuto un seguito, e ho letto un articolo in proposito anche sul sito di rosalucsemburg, dal titolo Le due diadi. Allora, stiamo parlando del sito flessibilieprecari. Un aureo blog che ha come mission (ah! la misscion) di raccontare all'universo mondo la diversità tra flessibilità e precarietà; detto in breve, flessibili è bello, precari no. E la differenza tra i due non sta nell'universo del lavoro ma nel mondo ideale. Inteso più platonicamente che hegelianamente direi.
Cito dal sito:
" L'IDEA FLESSIBILE appartiene a una Mente:
  • dinamica
  • in movimento
  • disponilibilie e dotata di spirito di sacrificio
  • orientata al lavoro per obiettivi
  • predisposta a considerare il proprio stipendio in funzione degli obiettivi da raggiungere
  • vogliosa di imparare
(ho fatto cut&paste, "disponibilie" l'hanno scritto loro)

sempre dal sito:
L'IDEA PRECARIA appertiene (sic!) a una Mente:
  • statica
  • ferma nelle proprie posizioni
  • predisposta a richiedere prima diritti di lavoro che a dimostrare le proprie competenze
  • poco predisposta a considerare il proprio stipendio in funzione degli obiettivi da raggiungere
  • solitamente convinta di saper fare solo perchè conosce la teoria.
Proviamo a esaminare queste coppie di opposti:

dinamica/statica: qui si richiama la nota polemica futurista, con le sue invettive al mondo borghese che tarpa le ali alle nuove generazioni, vogliose di velocità, di scontri, di guerra. E tutti i giovani che non si schierano sono nemici e ipso facto alleati dei vecchi. (tra l'altro esiste una sezione di blogger over40 sul sito, a dimostrazione che la storia si ripete in farsa - ricordate il famoso slogan "non fidarti di nessuno sopra ai trent'anni"?).

in movimento/ferma nelle proprie posizioni: qui ci voleva una foto di una Mente (la maiuscola è sempre loro) in movimento, a predisporre i distratti, come me, alla distinzione tra questa e una Mente "ferma nelle proprie posizioni"

disponibile e dotata di spirito di sacrificio/predisposta a chiedere diritti di lavoro prima che a dimostrare le proprie competenze: qui emerge chiaramente un sottofondo culturale cattolico (più da parrocchia che da scuola di teologia verrebbe da dire). E da bravi cattolici animati da nicciano spirito di rivalsa condannano non solo la richiesta di diritti, ma la predisposizione a farlo. Insomma, ciò che conta è l'intenzione; come disse non mi ricordo quale papa: chi guarda una donna con desiderio ha già commesso adulterio in cuor suo. E i flessibilieprecari adeguano la loro filosofia. Nemmeno l'intenzione di combattere per i propri diritti deve lordare un cuore puro.

orientata al lavoro per obiettivi/poco predisposta a considerare il proprio stipendio in funzione degli obiettivi da raggiungere: ovviamente per la prima parte della dicotomia nemmeno si parla di soldi. Altrimenti che razza di flessibili sarebbero?


predisposta a considerare il proprio stipendio in funzione degli obiettivi da raggiungere: qui la dicotomia l'hanno persa a carte, ovviamente. Sei punti per la Mente che possiede un'Idea (anche qui il maiuscolo è loro) flessibile e cinque per la Mente che si deve accontentare di una precaria. E finalmente si parla di soldi. Cosa che l'Idea flessibile ha in comune con l'Idea precaria.

vogliosa di imparare/solitamente convinta di saper fare solo perchè conosce la teoria: anche qui emerge un tratto che presumevo (ahimè) arcaico, la polemica contro la preparazione teorica (scolastica, intellettuale, bof) a favore della pratica, del lavoro "vero", dell'esperienza costruita sul campo. Ora, però. I flessibilieprecari devono decidersi. O fanno una battaglia tra Idee, flessibili contro precarie o prendono precisa posizione a favore della prassi. Tertium non datur.

Ultima notazione: i rilievi di mmax hanno dato luogo a sviluppi interessanti. Potete trovarli qui e anche qui (rotfl).

Concludo con due ipotesi:
1. quel sito è pagato. Qualcuno ha messo su un team (un po' in fretta, diciamolo, soprattutto per quel che riguarda i testi). E allora siamo all'interno di un normale orizzonte lavorativo: il cliente ha sempre ragione. Ma poco professionale, perchè i buoni professionisti sono in grado di far comprendere ai loro clienti quando sbagliano. E gli ottimi professionisti se non ci riescono rinunciano al lavoro.

2. Quel sito è in cerca di clienti. Del tutto legittimo e auspicabile. Allora: a) mettete a posto l'italiano, - e non solo; chi pensa male scrive male. b) rinunciate alle dicotomie, non vi si addicono, meglio un approccio alternativo a uno alternante. c) via le distinzioni dai blogroll. Sono un boomerang, va a finire che il cliente legge una cosa intelligente su un blog che avete linkato come "negativo" e si chiede chi paga. O chi dovrebbe pagare.

07 luglio 2008

La censura non ci piace

Se, come titola .mau., Ma che Cina è Cina allora anche io linko l'intercettazione-fake del nano, al secolo Silvio Berlusconi, e dal blog di spinoza che ripropone il testo di laprivatarepubblica.

Nella serena consapevolezza che c'è parecchio di insano maschilismo nell'accanirsi contro la Carfagna.

04 luglio 2008

La proposta di Maroni


Dal blog di letturalenta rubo questa immagine che esprime in senso compiuto la mia opinione intorno alla proposta di schedare le impronte dei bambini Rom.

03 luglio 2008

Telegiornali

Oggi al TG3 hanno dichiarato che il petrolio ha raggiunto il massimo storico di millequattrocentosessanta dollari al barile.

Non è che si sono sbagliati a scriverlo, che ci starebbe pure. L'hanno letto e "detto".

Ora, che accidenti di giornalista è quello che non si accorge di un errore del genere?

Ma, soprattutto, in che mondo vive? Davvero crede che con il petrolio a millequattrocentosessanta dollari al barile sarebbe al telegiornale a fare errori?

Da diffondere

Il post di perlecomplottiste che fa le pulci a a una lettera di Giulietto Chiesa. Il numero di fesserie che Chiesa riesce a scrivere in sette righe è da record.

La lettera di Umberto Eco

da Repubblica
Umberto Eco ha inviato questa lettera a Furio Colombo, Paolo Flores d'Arcais, Pancho Pardi, promotori della manifestazione dell'8 luglio in Piazza Navona.


"Cari Amici,
mentre esprimo la mia solidarietà per la vostra manifestazione, vorrei che essa servisse a ricordare a tutti due punti che si è sovente tentati di dimenticare:

1) Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare.

2) Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia."

hat tip: rosalucsemburg

02 luglio 2008

Le notizie di oggi

In pausa da scrittura faccio il giro delle prime pagine dei giornali. E scopro che le notizie di oggi sono il nano spettinato e la droga sonora. Rispetto alla seconda notizia qui a quanto pare ci sono 76 dosi della "nuova droga virtuale" da scaricare.

Qualcuno vuole provare? Io continuo a pensare che in natura non esiste un pasto gratis. (l'indicativo è voluto, lo dico per il solito pignolo)

Google

Gli uffici di Google a Zurigo. Splendidi.

28 giugno 2008

28 giugno - Gay Pride, Bologna







Grazie a noi che c'eravamo.

Non conosco i numeri, variano dai 200mila di repubblica ai ventimila (rotfl) del resto del carlino, che per non sbagliare pubblica solo primi piani o quasi.
Però so che alle 15.30 il primo carro è partito da qui e che alle 16.45 l'ultimo carro era ancora fermo qui.

25 giugno 2008

Bonino due: la smentita

Da AdnKronos:

Roma, 25 giu. (Adnkronos) - "Si tratta di una bufala, dovuta ad un dato di irritazione, oltre che da una riflessione che faccio da tempo sugli stereotipi al femminile". Emma Bonino commenta cosi' ai microfoni di Radio Radicale le notizie anticipate ieri dal settimanale 'Diva e donna' sul fatto di essere 'innamorata'. "Questo giornale -ha raccontato la Bonino- mi aveva chiesto una intervista alla vigilia del vertice Fao sui temi della nutrizione, dell'energia, della poverta'. Mi sono puntualmente preparata su temi che seguo da tempo ed ho scritto un articolo. Il vertice e' passato sotto silenzio anche da noi, perche' assorbito dalla polemica sulla presenza di Ahmadinejad".

peccato!

Emma Bonino

Dal Corriere della Sera:

«A sessant'anni sono innamorata. Lui non è un politico e non è italiano». Lo afferma Emma Bonino, vice presidente del Senato, in una intervista a 'Diva e donna' mercoledì in edicola in cui racconta la sua vita, il figlio mancato, l'amicizia con Pannella: «Marco è uno che a volte mi dà sui nervi», dice la senatrice del suo antico compagno di lotte dei Radicali.

MARCO
- «Non sono mai stata innamorata di lui. E neanche lui di me. Per nostra fortuna non abbiamo mai avuto complicazioni di tipo sentimentale o sessuale. Ci siamo sempre voluti però all'interno di un rapporto di amicizia profonda che abbiamo coltivato e anche molto costruito. Spesso anzi, ci siamo imposti di 'volerci'. Lui a volte mi dà sui nervi quando mi ripete per la terza volta la stessa cosa. Di me non sopporta che io sia pragmatica, terra-terra».

QUIRINALE - Ricordando lo slogan 'Emma for president' e un sondaggio del 1999 che nel gradimento degli italiani la vedeva davanti a Carlo Azeglio Ciampi se la elezione diretta al Quirinale fosse stata possibile, la Bonino rivela di non considerare tramontato quel sogno di salire un giorno al Colle: «Per fare il presidente della Repubblica in Italia bisogna avere 80 anni. Io ne ho appena sessanta e dunque ho vent'anni di tentativi davanti. E poi sono cocciuta».


Che dire? Sarà una notizia estiva, sarà che non sanno cosa scrivere, ma a me Emma Bonino piace sempre più. E come presidente della repubblica sarebbe strepitosa.

24 giugno 2008

Descartes - terza parte

Abbiamo lasciato Cartesio la sera del 10 novembre 1619, precisamente qui: Neuburg sul Danubio. Il luogo dell'illuminazione, per ringraziare Iddio della quale il filosofo fa il voto di un pellegrinaggio a Loreto, che in effetti farà (con calma e con comodo). Quella sera - tra 10 e 11 novembre - fa tre sogni (1); nel primo si ritrova a La Flèche, nel cortile del collegio, mentre cerca di avanzare verso la chiesa per pregare, ma il suo cammino è ostacolato dai fantasmi; in tal spiacevole frangente, mentre cammina, si rende conto di non aver salutato un conoscente e torna quindi indietro, quando un vento impetuoso lo respinge verso la chiesa. Nel frattempo si sente chiamare per andare da un altro conoscente, che doveva recargli un frutto da un paese straniero (per la precisione un melone). Un sogno decisamente complicato, potrete notare.
A questo punto Cartesio si sveglia, molto spaventato, e come dice lui stesso, veglia per circa un paio d'ore pregando Dio di preservarlo dai peccati. Poi si gira sul fianco sinistro e si riaddormenta, solo per svegliarsi di nuovo al suono di un grande fragore e per vedere la stanza invasa da scintille di fuoco. Passata la paura, caparbio quale solo un francese di provincia sa essere, si riaddormenta.
E sogna.
Sogna di prendere un libro dalla sua scrivania, un dizionario. E sotto a questo vede un altro libro il Corpus poetarum. Lo apre a caso e finisce su una poesia di Ausonio, Quod vitae sectabor iter? ma viene interrotto da uno sconosciuto che gli indica un'altra poesia di Ausonio, Est et non.

E qui Cartesio supera se stesso, perché questa volta non si sveglia nemmeno, ma decifra il sogno dormendo! E giunge alla conclusione che il Corpus poetarum fosse simbolo dell'unione tra filosofia e saggezza, il dizionario l'insieme delle scienze e la poesia Est et non indicasse il vero e il falso.
L'interpretazione naturalmente viene portata avanti dal nostro anche da desto.

Il melone rappresenta la solitudine, e il vento che vuole spingerlo verso la chiesa - luogo ove pure si stava recando di sua volontà - un cattivo genio. E qui sarà bene che nessuno osi sottovalutare l'importanza del genio cattivo, che è così cattivo da spingere Cartesio verso un luogo nel quale voleva andare...

Le scintille sono la verità che, volente o nolente Cartesio, ha deciso di impadronirsi di lui.

La poesia che gli viene mostrata dallo sconosciuto sta a indicare la nuova missione che deve intraprendere: unificare tutte le scienze.

Qualcuno ha negato la veridicità dell'episodio dei sogni, preferendo intenderlo come una finzione letteraria, qualcuno invece ha parlato di crisi mistica.

Naturalmente ha detto la sua anche Sigmund Freud, per il quale i sogni di Cartesio rientrano nella categoria dei "sogni dall'alto", cioè "formazioni ideative che avrebbero potuto essere create sia durante lo stato di veglia, sia durante lo stato di sonno, e che soltanto in certe parti hanno tratto il loro contenuto da stati psichici abbastanza profondi."

In casi come questi, prosegue Freud, il miglior interprete è il paziente stesso, perchè il contenuto del sogno è molto vicino al suo pensato. Fa un'eccezione per il melone, che a suoi occhi è la possibile "raffigurazione di un'immagine sessuale che abbia occupato la fantasia del giovane solitario". (d'altro canto sappiamo bene che se non c'è sesso Freud non se ne occupa. E comunque, a che altro deve pensare un giovane in buona salute in un accampamento militare?)

E, alla fin fine, che avrebbe potuto dire Freud, davanti a un Cartesio che pone a fondamento della sua filosofia proprio la mancata distinzione tra sonno e veglia? Che dubita di essere sveglio e vestito perchè spesso ha sognato di esserlo e non si ritiene quindi in grado di cogliere la differenza? Tormentato com' è dall'idea del genio maligno?

"Io penserò che il cielo, l'aria, la terra, i colori, le figure, i suoni e tutte le cose esterne che vediamo, non siano che illusioni e inganni [...] Considererò me stesso come privo affatto di mani, di occhi, di carne, di sangue, come non avente alcun senso, pur credendo falsamente tutte queste cose [...] Baderò accuratamente a non accogliere alcuna falsità, e preparerò così bene il mio spirito a tutte le astuzie di questo grande ingannatore, che, per potente ed astuto ch'egli sia, non mi potrà mi imporre nulla."

E questo è Cartesio, il campione della razionalità del XVII secolo e seguenti, uno che immagina di non esistere per non farsi fregare da un genio cattivo. (tutti parlano di 'sto episodio della stufa e nessuno che si occupi della lampada)

Ho già capito che 'sta cosa sarà lunga. Stay tuned.
La prima e la seconda parte

(1) La cui esposizione dettagliata potete trovare in Oeuvres de Descartes, par Ch. Adam et P. Tannery, Paris 1887-1913, 12 voll.

Obama

Qualche spunto interessante di riflessione viene da noisefromamerica: Dove va la sinistra, negli Usa e in Italia. (Qui non si è ancora elaborato il lutto per la Clinton, sia chiaro)

21 giugno 2008

Pubblicità omofoba? No, grazie.


Mi piacerebbe sapere chi ha avuto l'idea di questo spot. Non riesco a capire se sia più ridicolo o più razzista.

Magari potremmo chiedere ai "creativi" della Mercedes di venire a Bologna al Gay Pride sabato prossimo.

Hat tip: ornitolella.

19 giugno 2008

Panico

Ah, si sente il battere dei denti da qui.

Aggiornamento link

Ormai da tempo seguo alcuni blog che non ho ancora linkato. Direi per pigrizia, ma ora è arrivato il momento di farlo. Dovrei anche - forse - cominciare a distinguere i link per categorie, ma le categorie sono un problema da sempre, che tutti hanno sempre rimandato e quindi perchè mai dovrei cimentarmi io, proprio in un giovedì di giugno, dopo una notte senza sogni? Perdonatemi se non li presento, sono molto diversi tra di loro, come stile e contenuti, ma hanno in comune due cose: non mancano di ironia e mi divertono.
Comunque sia, sono questi che trovate di seguito e anche nella barra a sinistra.

noisefromamerica
7yearwinter
lostranierodielea
chinaski77
filosofoaustroungarico
viverestphilosophari
sviluppina
baffo
corrado
viaggisraele
schifezza
magarisultardi
stark
spinoza
marsspirit
odiamore
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18 giugno 2008

Kuros!

E a questo punto, con il permesso dell'autore, nella colonna di sinistra il link a colui che ci delizia ad ogni vigilia di esame di stato. (Nonché uno dei troll più famosi di usenet).
Ciro Ascione.

Uriel -Odifreddi 10 - 0

L'analisi e la demolizione di una intervista di Odifreddi. Da non perdere.
Come conclude Uriel: "Dico, ma ci rendiamo conto che questo elemento qui viene dalla stessa universita' di Giuseppe Peano, e non riesce a fare un discorso logico neanche a pagarlo?"

17 giugno 2008

16 giugno 2008

Esame di stato - tracce prova 2008

Rinnovando una tradizione ormai consolidata i titoli della prima prova dell'esame di stato. Dobbiamo ringraziare peskamatura.
In breve:
Tipologia A - analisi del testo: D'annunzio, Il tiglio nostrale (1919)

Tipologia B - saggio breve/articolo di giornale:
ambito artistico-letterario: La creatività come eversione delle regole sociali
ambito socio-economico: Paure e speranze dell'uomo nel terzo millennio
ambito storico-politico: Come lo scorrere del tempo mitiga le rivalità politico-cylturali
ambito tecnico-scientifico: Razionalità della fede e irrazionalità della scienza

Tipologia C - tema di argomento storico: I moti indipendentisti delle isole Vanuatu

Tipologia D - tema di argomento generale, da una riflessione di Norberto Bobbio.

Le tracce complete sono reperibili a partire dal blog di peskamatura.

Aggiornamento: qui potete trovare il link diretto alle tracce.

Buon esame a tutti!

Giorgio Manganelli - ebreo

Dal blog di mmax un articolo di Manganelli da leggere.

Sull'antisemitismo qualcosa dice.

12 giugno 2008

Gay Pride!

Il post di Uriel mi ricorda che il 28 giugno a Bologna c'è il Gay Pride nazionale.
Chi viene?

08 giugno 2008

Italia, giugno 2008

Da letturalenta:

«Il primo atto ufficiale del commissario per i rom di Milano è proprio il monitoraggio della famiglia Bezzecchi, Rogoredo, Milano. “Sono arrivati alle cinque e mezzo - racconta Giorgio - hanno circondato il campo, lo hanno illuminato, sono venuti casa per casa, roulotte per roulotte, ci hanno svegliato, ci hanno fatto uscire, hanno fotografato le case e poi i nostri documenti. Hanno finito intorno alle sette e mezzo."

30 maggio 2008

Descartes - seconda parte

E arriva a Breda, Olanda. E li conosce Isaak Beeckman. Sappiamo quasi tutto del rapporto tra i due, perché Beekman teneva un diario dettagliatissimo della sua vita e delle sue ricerche (ritrovato solo nel 1905). Allora, Cartesio è in giro per Breda, indossa un cappello verde molto ricercato sui lunghi capelli ondulati, una divisa e ha una spada d'argento al fianco. Cammina molto impettito, anche perchè - diciamolo - non è poi una stanga. Tutt'altro. I due guardano, insieme ad altri, uno strano manifesto scritto in fiammingo, e Cartesio attacca discorso chiedendo a Beeckman cosa c'è scritto. L'olandese gli spiega che è un problema matematico e se ne chiede la soluzione.
Non era un metodo strano, tutt'altro. Fin dal secolo prima anche in Italia si usava fare la stessa cosa; i matematici si sfidavano a vicenda alla dimostrazione dei teoremi più svariati. Comunque sia Beeckman traduce in latino per Cartesio e - quasi certamente per sfotterlo, visto che sul diario scrive che non credeva affatto che quel soldatino potesse trovare la soluzione - gli dice: "Posso presumere che mi darai la soluzione, una volta che avrai risolto il problema?"
Cartesio non fa una piega, gli chiede l'indirizzo e se ne va.
Beeckman stava a Breda, anche se era di Middelburg, perchè sperava di diventare vicedirettore della scuola latina di Utrecht, aveva studiato medicina e matematica e in attesa della carriera scolastica dava una mano allo zio ad allevare maiali.
La mattina dopo Cartesio si presenta a casa dello zio con la soluzione del problema. Quale problema fosse non è dato sapere, riguardava degli angoli e Cartesio aveva abilmente concluso che in quel problema non esistevano angoli. Pare una fesseria ma è un'argomentazione che alla fin fine Cartesio usa spesso. I cartesiani sostengono che parla "per assurdo". I cartesiani.

Intanto Maurizio di Nassau non va in guerra, e Cartesio resta nell'esercito. Come ufficiale volontario fa un po' quello che gli pare, e quindi ne approfitta: qualche donna, qualche festa, e lo sfizio di imparare il fiammingo, così da poter leggere da solo i manifesti per le strade. Che allora il fiammingo era una lingua utilissima da conoscere, quasi come oggi. Ah, dipinge anche. Aver brillantemente risolto il problema geometrico che non conosciamo lo riempie di entusiasmo; adesso a letto tutte le mattine non fa altro che leggere e scrivere di matematica e geometria, e studia anche le opere di combinatoria di Lullo. Che poi in questo non è che sia molto originale; gratta gratta dietro ogni filosofo-matematico-pensatore-ecc...tra cinquecento e seicento c'è Lullo.

Intanto il principe di Nassau non combatte, e Cartesio, che si era arruolato solo per assistere alle battaglie (non partecipare) un po' si incazza pure. E' arrivato da Parigi per vedere un po' di mossa e invece gli tocca stare a letto a leggere, come se fosse in una delle sue case di campagna. Intanto è morto Rodolfo II, e qualche casino dalle parti della Germania può scoppiare; visto che dall'Olanda nessuno si muove Cartesio si congeda e parte da solo, con l'idea di arruolarsi da quelle parti. Va a Copenaghen, poi in Polonia, prosegue per l'Ungheria e arriva a Francoforte in tempo per vedere l'incoronazione di Ferdinando II d'Asburgo. Mentre succede di tutto - comincia la Guerra dei Trent'anni per dire - Cartesio fa il turista, molto tranquillo, e si dirige in Boemia per vedere i combattimenti tra l'impero e l'esercito boemo e alla fine decide di arruolarsi, sempre alle solite condizioni - niente partecipazione ai combattimenti, il suo valletto resta con lui, e molto tempo libero - nell'esercito di Massimiliano, duca di Baviera.

A me sta cosa di uno che vaga per mezza Europa alla ricerca di un esercito in cui arruolarsi per non combattere nel bel mezzo di un conflitto che durerà trent'anni mi sembra semplicemente geniale.

L'esercito passa l'inverno sulle rive del Danubio, ed è lo stesso Cartesio che ci racconta, nel Discorso sul metodo:

"Mi trovavo allora in Germania, richiamatovi dalle guerre che colà ancora si combattono. Ritornando all'esercito dopo aver assistito all'incoronazione dell'imperatore, fui costretto dall'inverno incipiente ad acquartierarmi in una località dove, non essendo disturbato da alcuna conversazione e non essendo turbato, per fortuna, né da preoccupazioni né da passioni, trascorrevo tutto il giorno da solo chiuso in una stanza ben riscaldata da una stufa, dove avevo tutto l'agio di trattenermi con i miei pensieri".

E la notte tra il 10 e l'11 di novembre del 1619 Cartesio fa i tre sogni che lo portano alla conquista del successo perchè gli indicano, secondo l'analisi che ne fa lui stesso, la via per la nuova filosofia. Interessante notare che quella sera è la vigilia di San Martino, e tutti erano in festa e palesemente sbronzi. Tranne Cartesio, che quella sera non beve - anzi! non beve vino da tre mesi. (segue)