13 luglio 2008

Totò, internet e che si deve fare per campare

Sul blog del mio amico mmax qualche tempo fa ho trovato una perla. Sapevo che era una perla, ma non avendo tempo l'avevo frettolosamente linkata qui e me l'ero dimenticata. Poi la faccenda ha avuto un seguito, e ho letto un articolo in proposito anche sul sito di rosalucsemburg, dal titolo Le due diadi. Allora, stiamo parlando del sito flessibilieprecari. Un aureo blog che ha come mission (ah! la misscion) di raccontare all'universo mondo la diversità tra flessibilità e precarietà; detto in breve, flessibili è bello, precari no. E la differenza tra i due non sta nell'universo del lavoro ma nel mondo ideale. Inteso più platonicamente che hegelianamente direi.
Cito dal sito:
" L'IDEA FLESSIBILE appartiene a una Mente:
  • dinamica
  • in movimento
  • disponilibilie e dotata di spirito di sacrificio
  • orientata al lavoro per obiettivi
  • predisposta a considerare il proprio stipendio in funzione degli obiettivi da raggiungere
  • vogliosa di imparare
(ho fatto cut&paste, "disponibilie" l'hanno scritto loro)

sempre dal sito:
L'IDEA PRECARIA appertiene (sic!) a una Mente:
  • statica
  • ferma nelle proprie posizioni
  • predisposta a richiedere prima diritti di lavoro che a dimostrare le proprie competenze
  • poco predisposta a considerare il proprio stipendio in funzione degli obiettivi da raggiungere
  • solitamente convinta di saper fare solo perchè conosce la teoria.
Proviamo a esaminare queste coppie di opposti:

dinamica/statica: qui si richiama la nota polemica futurista, con le sue invettive al mondo borghese che tarpa le ali alle nuove generazioni, vogliose di velocità, di scontri, di guerra. E tutti i giovani che non si schierano sono nemici e ipso facto alleati dei vecchi. (tra l'altro esiste una sezione di blogger over40 sul sito, a dimostrazione che la storia si ripete in farsa - ricordate il famoso slogan "non fidarti di nessuno sopra ai trent'anni"?).

in movimento/ferma nelle proprie posizioni: qui ci voleva una foto di una Mente (la maiuscola è sempre loro) in movimento, a predisporre i distratti, come me, alla distinzione tra questa e una Mente "ferma nelle proprie posizioni"

disponibile e dotata di spirito di sacrificio/predisposta a chiedere diritti di lavoro prima che a dimostrare le proprie competenze: qui emerge chiaramente un sottofondo culturale cattolico (più da parrocchia che da scuola di teologia verrebbe da dire). E da bravi cattolici animati da nicciano spirito di rivalsa condannano non solo la richiesta di diritti, ma la predisposizione a farlo. Insomma, ciò che conta è l'intenzione; come disse non mi ricordo quale papa: chi guarda una donna con desiderio ha già commesso adulterio in cuor suo. E i flessibilieprecari adeguano la loro filosofia. Nemmeno l'intenzione di combattere per i propri diritti deve lordare un cuore puro.

orientata al lavoro per obiettivi/poco predisposta a considerare il proprio stipendio in funzione degli obiettivi da raggiungere: ovviamente per la prima parte della dicotomia nemmeno si parla di soldi. Altrimenti che razza di flessibili sarebbero?


predisposta a considerare il proprio stipendio in funzione degli obiettivi da raggiungere: qui la dicotomia l'hanno persa a carte, ovviamente. Sei punti per la Mente che possiede un'Idea (anche qui il maiuscolo è loro) flessibile e cinque per la Mente che si deve accontentare di una precaria. E finalmente si parla di soldi. Cosa che l'Idea flessibile ha in comune con l'Idea precaria.

vogliosa di imparare/solitamente convinta di saper fare solo perchè conosce la teoria: anche qui emerge un tratto che presumevo (ahimè) arcaico, la polemica contro la preparazione teorica (scolastica, intellettuale, bof) a favore della pratica, del lavoro "vero", dell'esperienza costruita sul campo. Ora, però. I flessibilieprecari devono decidersi. O fanno una battaglia tra Idee, flessibili contro precarie o prendono precisa posizione a favore della prassi. Tertium non datur.

Ultima notazione: i rilievi di mmax hanno dato luogo a sviluppi interessanti. Potete trovarli qui e anche qui (rotfl).

Concludo con due ipotesi:
1. quel sito è pagato. Qualcuno ha messo su un team (un po' in fretta, diciamolo, soprattutto per quel che riguarda i testi). E allora siamo all'interno di un normale orizzonte lavorativo: il cliente ha sempre ragione. Ma poco professionale, perchè i buoni professionisti sono in grado di far comprendere ai loro clienti quando sbagliano. E gli ottimi professionisti se non ci riescono rinunciano al lavoro.

2. Quel sito è in cerca di clienti. Del tutto legittimo e auspicabile. Allora: a) mettete a posto l'italiano, - e non solo; chi pensa male scrive male. b) rinunciate alle dicotomie, non vi si addicono, meglio un approccio alternativo a uno alternante. c) via le distinzioni dai blogroll. Sono un boomerang, va a finire che il cliente legge una cosa intelligente su un blog che avete linkato come "negativo" e si chiede chi paga. O chi dovrebbe pagare.

6 commenti:

fb-weblog ha detto...

È un modo fumoso di propagandare il lavoro a cottimo tramite delle altisonanti parole chiave dal significato vago.

Nel marasma generale magari si potrebbe anche trovare qualche concetto condivisibile, a cercarlo con il lanternino (soprattutto perché quando si elencano cose a caso capita di sbagliarsi e scriverne qualcuna buona), ma è tutta la struttura a essere offensiva, soprattutto per l'intelligenza del lettore.

maus ha detto...

a casa nuova mi mancano i lampadari, quindi -per ora- ho le lampadine appese ai cavi: una roba *flessibile E precaria*... che dici potrà essere presa in considerazione?

ipazia ha detto...

fb: già.

maus: :-D

Uriel ha detto...

perchè i buoni professionisti sono in grado di far comprendere ai loro clienti quando sbagliano. E gli ottimi professionisti se non ci riescono rinunciano al lavoro.
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Quelli pulcherrimi, invece, scrivono delle cazzate che tutti riconoscono come tali, tranne il clienteche e' un idiota e casca sulle buzzwords. Cosi' vengono pagati da un cliente soddisfatto, e sul web tutti ridono dell'idiota che ha voluto quella roba.

In questo modo, il cliente ha pagato per venire preso per il culo.

Sono soddisfazioni, sono.

Uriel

Uriel ha detto...

Ho letto il sito in questione piu' attentamente. La mia opinione e' troppo prolissa per scriverla qui, ci ho fatto un post sul mio blog.

Non capisco perche' vi ci danniate tanto, e' gente che usa il vocabolario degli indottrinatori di Herbalife ed Amway.

Uriel

ipazia ha detto...

Uriel: perchè non abbiamo il tuo talento per l'invettiva, degno di Voltaire :-)