14 marzo 2008

Olimpiadi?

E' mostruosa (nel senso etimologico del termine) l'opportunistica acquiescenza del mondo intero nei confronti della Cina, in particolar modo per quello che riguarda le Olimpiadi.

Non manco di realismo, e penso che il mondo economico (e del lavoro in generale) segua regole proprie.

Si può, e forse si deve, lavorare anche con persone che non ci piacciono, delle quali non condividiamo le idee, anche con persone che conducono vite e fanno scelte che possiamo aborrire.

Ma non ci pranziamo insieme, non ci andiamo al cinema, in vacanza, non le coinvolgiamo in ciò che lavoro non è.

Con la Cina e le Olimpiadi nessuno ragiona in questo modo. E qui il famoso occidente democratico mostra tutta la sua fragilità.

Ho sempre seguito i giochi olimpici. Da quando posso ricordare almeno. Anche la vicenda di Monaco, con l'ignavia e la vigliaccheria del mondo intero, non è riuscita ad allontanarmi da quell'appuntamento.

I giochi olimpici li guardo tutti, riesco a provare emozioni anche davanti al curling.

Sarà l'eredità classica, sarà la spiccata propensione individuale alla competizione e al gioco (all'agone), non saprei dirlo; ma l'idea che i tutti i paesi mandino la loro gioventù migliore a gareggiare mi coinvolge e mi appassiona.

Per questo escluderei dalle Olimpiadi tutti i paesi che non consentono alle loro donne di partecipare ai giochi. Escluderei tutti quei paesi che discriminano i loro cittadini. Escluderei tutti i quei paesi che reprimono i loro cittadini con la violenza, con le torture, con le condanne a morte indiscriminate. La prima della lista sarebbe la Cina.

E allora perchè ci andiamo?

Regole, ruoli

Di regola, i partiti si presentano alle elezioni per vincerle, gli uni contro gli altri. E' politicamente così banale che non mi sognerei mai di sostenerla come ipotesi.

In Italia l'attuale legge elettorale fa prevedere un risultato che non consentirà a nessuno dei due schieramenti di avere i numeri per prevalere.

Anche per questo, ma non solo, il timore di molti è la cosiddetta "grande intesa" tra PD e PdL, intesa che punterebbe in primo luogo a far fuori i partiti minori con il voto e in secondo luogo ad accordarsi, ad elezioni avvenute, per governare.

Una delle tattiche di questa intesa sarebbe una sorta di teatrino elettorale nel quale Berlusconi dice la solita fesseria e tutti gli vanno dietro con commenti esecrandi, e ne ho parlato nel post precedente.

Un'altra mossa potrebbe essere quella della contiguità dei programmi, o meglio delle parole d'ordine, degli slogan, che i programmi sono ben diversi. Non a caso Berlusconi ha fatto la sceneggiata di strappare quello del PD, sostenendo che dopo il voto non l'avrebbero mantenuto. (il che significa che qualcosa di buono c'è in quel programma, se l'unica cosa che gli è venuta in mente di dire è che sarebbe stato disatteso).
Così come Berlusconi ha promesso qualche anno fa un milione di posti lavoro questa volta Veltroni rilancia con "almeno mille euro a precario".

Ora, la grande intesa non è qualcosa dovuta esclusivamente a un risultato elettorale incerto, che non consente a nessuna delle due coalizioni di prevalere, ma è una necessità dettata dalla politica. Non è possibile governare un paese CONTRO l'espressione popolare di una larga fetta di cittadini. Ci piaccia o no, una marea di italiani (lascio il compito di quantificare quanti a coloro che sono preposti) voterà PdL.
Lo voterà con Ciarrapico, con l'erede Savoia, con le veline prestate alla politica, con Dell'Utri.

Una buona parte di italiani voterà un partito mafioso, corrotto, fascista.

Cosa vogliamo fare? Ora, possiamo fare alcune cose:

1. Non votare, sputare con disprezzo sulle masse, utilizzare l'equivalente intellettuale del "signora mia, sono tutti uguali, tutti ladri". E guardare con un sardonico sorriso compiaciuto coloro che come noi si astengono dal voto, riconoscendoci a vicenda come esponenti dell'elite intellettuale del paese.

2. Votare per un partito minore, immolando il voto nel nome dell'ideale e di una visione romantica (nel senso filosofico del termine) di come vorremmo fosse il mondo invece di com'è.

3. Decidere di agire tenendo conto di necessità concrete (e qui ognuno prende la decisione che ritiene più coerente).

4. Dichiarare chiusa la partita democratica e prepararsi alla guerra civile.

Eh, si. Perchè qui non stiamo ragionando solo di Berlusconi e Veltroni. E di grandi inciuci, o larghe intese, and so on.

Stiamo parlando del fatto che una persona su due che incontriamo per strada, che lavora con noi, che ci serve il cappuccino al bar, che ci cura i calli o che ci tiene i figli vota per un partito mafioso, corrotto, fascista.

Perchè questo post si intitola Regole, ruoli?

Perchè in una situazione in cui sia le regole che i ruoli sembrano (e sono) confusi, in cui il gioco delle parti sembra più il risultato di una confusione mentale che il gioco freddo dei cinici componenti di una casta (magari fossero così intelligenti e lucidi da gestire una commedia del genere!) è necessario, secondo me, cominciare a rispettare le une e gli altri.

Ora, il sistema politico democratico (non sempre, non ovunque, ma abbastanza spesso da essere un dato di fatto e non un'ipotesi teorica) si basa sulla competizione elettorale che vede contrapposti più partiti. I partiti possono essere istituzioni che lavorano anche nell'intervallo tra un'elezione e un'altra - come accade nella maggior parte dei paesi europei, o organismi molto più "leggeri", ma anche molto più influenzabili dal potere economico, come accade negli Stati Uniti.

Gli elettori, un mondo dove regole e ruoli sono rispettati, decidono di votare in base alle loro personali inclinazioni unite alla valutazione dei programmi elettorali.

13 marzo 2008

Appello a Napolitano per la ricerca

L'appello chiede che vengano utilizzate sempre, per l'assegnazione dei finanziamenti, delle procedure di peer review, ovvero in base a una valutazione scientifica nel merito, regolamentata, anonima e indipendente. Io l'ho firmato. Sul sito del sole24ore

Don't feed the troll

Seguo poco di norma la politica quotidiana. Ma a volte accadono fatti che si impongono all'attenzione.
Come oramai tutti sanno Berlusconi alla giovane precaria ha dato la risposta che trovate su tutti i giornali.
Dietro tutti gli altri:
Veltroni dice che Berlusconi è lontano dai giovani, Bertinotti sostiene che la battuta "è allarmante e indicativa di una cultura che propone ai giovani una realizzazione sempre fuori dalle loro condizioni di vita".
Non manca nemmeno Barbara Pollastrini (nome omen) che abbocca: "stavolta tocca a una giovane donna angosciata perché non trova lavoro".

Ma evitare di cadere nelle trappole mediatiche e continuare a spiegare alla gente normale cosa si intende fare una volta di nuovo al governo?

Clinton vs. Obama

Sull'argomento - visto che ho già dichiarato altrove la mia preferenza per la Clinton - vi mando a leggere il post di inminoranza.

Blog Addiction

71%How Addicted to Blogging Are You?



hat tip: misswelby

12 marzo 2008

Usenet, moderazione e icq

Diotima: "Si, ma il tuo problema?"

Cochin: "Allora, su 20 post 17 sono di xxxxxx"

Diotima: "hahahahahahahahahahah"

Cochin: " xxxxxx mi prende un quarto d'ora della mia vita"

Diotima: "No"

Cochin: "Io no vole che xxxxxx ruba mia vita"

Diotima: "La risposta è no"

Cochin: "Guarda, ci ho già provato"

Diotima: "No"

Cochin: "Senza dirtelo"

Diotima: "No, ti inculo"

Cochin: "E' inutile che dici di no. Ci ho già provato"

Diotima: "Lo tolgo"

Cochin: "E' andata male. No, no"

Diotima: "Cioè?"

Cochin: "Ci ho provato tipo 2 settimane fa"

Diotima: "Non se riuscita a metterlo in wl?"

Cochin:"No, non funziona. L'ho messo in wl. Ma non funziona lui. Fa casino, spamma, non capisce 'na sega. Nun ce po' stà"

Diotima: "E questo va benissimo"

Cochin: "E infatti l'ho tolto. Ma non va bene per un cazzo. Mi allessa i coglioni, a morte"

Diotima: "Poi ragioniamo del fatto che hai messo uno in wl senza consultarmi. Almeno dirmelo, intendo"

Cochin: "Tutti quelli che ho messo io in wl li ho messi senza consultarti eh?"

Diotima: "Poi io ti dicevo no, e tu provavi lo stesso"

Cochin: "Così come quelli che hai messo tu"

Diotima: "Poi io dicevo no, e tu provavi lo stesso"

Cochin:"E infatti è andata così"

Diotima: "Cazzo vuol dire? xxxxxxx è un problema a parte. Non va in white list. Punto"

Cochin: "Non mi hai detto no alla xyz, per altro, si quando te ne ho parlato non sei stata perentoria, per questo mi sono concessa un tentativo"

Diotima: "io non sono mai perentoria"

Cochin: "hahahahahahahahahahha"

Diotima: "a meno che non stia male"

Cochin: "hahahahahahahha, sei fantastica. Certo che sei perentoria!"

Diotima:"dai, io sono perentoria solo quando sto male, altrimenti no"

Cochin: "ma piantala"

Diotima: "Mi devi un negroni. L'ho spruzzato tutto sulla tastiera"

Cochin: "va bene, lol, k. Comunque è orribile dirlo. E' terribile, avevi ragione tu. Xxxxxx non può stare in wl (non dirlo!)

Diotima: "Io ho sempre ragione"

Cochin: "non dirlo. Arghhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh"

Diotima: "L'ho detto"

Cochin: "aaaaaaaaaaaaaaaaaargh"

Diotima: "hahahahahahahahhahaahhahahah, senti cochin"

Diotima: "tu e mio fratello. Uguali uguali"

Cochin: "???"

Diotima: "si, anche lui si incazza. E dice: "tu hai sempre ragione" e non mi parla. Cazzo! io ho sempre ragione perché RAGIONO!!!"

Cochin: "seh seh. Tesoro è che quando hai ragione *lo fai pesare un attimino*, no eh?

Diotima: "amore mio, mai quanto mi pesa dover tutte le volte assistere ai fatti che fanno dire al mio interlocutore: "hai ragione"."

Diotima: LO POSTO STO LOG

Cochin: "No. Tornando a xxxxxx"

Diotima: "Metto xxxxxxx al posto di xxxxxx e xyz al posto di xyz"

Cochin: "Va beh, posta dai. Ti do la liberatoria"

Cochin: "Cmq niente, vorrei levarmelo dal cazzo. Tutto qui. E' solo unq piccola esigenza che ho. E metterlo in nuuke list?"

Diotima: "impossibile"

Cochin:"..."

Diotima: "no"

Cochin: "Mi dimetto"

Diotima: "lo moderiamo a mano. con santa pazienza"

Cochin:" o io o lui"

Diotima: "hahahahahahahah non ti dimetti e lo moderi. Con imparzialità e senso di giustizia."

Cochin: " seeeeeeeeee intanto io ho 20 messaggi e tu 7"

Diotima: "per forza, tu sei internet addicted!"

Censura (aka Gentiloni)

La censura, si sa, ha assunto le forme più diverse. L'Indice per i libri è forse quella più antica; poi si è passati a tutte le altre forme di comunicazione. I film, regolati ancora da una legge promulgata nel 1962, i videogiochi e infine anche Internet. Insomma, in qualche modo la censura cerca disperatamente di inseguire non solo le nuove forme d'arte e di comunicazione, ma anche la loro potenzialità tecnologica. E così si arriva al famoso decreto Gentiloni.

Ma si arriva anche a Marco D'Itri che prima scrive i programmi che servono ai provider per oscurare i siti proibiti (la cui lista è segreta) poi li mette in rete. E pubblica l'indirizzo al quale è possibile trovarli.
Su Punto Informatico trovate l'intervista nella quale Marco spiega modi e ragioni.

10 marzo 2008

Relativismi

In discussioni non tanto a margine del convegno già citato è stato affrontato quello che va sotto il nome di "problema dei contenuti". Non è una questione di metafisica lana caprina, tutt'altro; si tratta di discutere e decidere quali contenuti possano essere più adatti alle diverse tecnologie didattiche possibili. Il punto è che devono essere chiari a monte e, a quanto pare, non è più così.

La risposta alla domanda chi decide cosa devono imparare gli studenti universitari sembra essere semplice: la comunità scientifica, ovvero i docenti (e ricercatori) universitari. Ho messo ricercatori tra parentesi per un motivo ben preciso. Sempre di più, in Italia come altrove, si separa la didattica dalla ricerca; per essere più precisi si direbbe in Italia meno che altrove, dato che a parte i docenti a contratto non esistono nel nostro paese figure legate esclusivamente all'insegnamento, ma se consideriamo che i docenti a contratto sono ormai una percentuale così significativa da essere aberrante (in alcune università sono più del 50% del corpo docente) possiamo tranquillamente affermare di essere trendy anche in questa aberrazione.

Il punto mi pare essere questo: nessuno, o pochi, sembrano in grado di decidere quali debbano essere le nozioni base di uno studente universitario. Scendiamo su un piano concreto: dopo due anni di studio universitario in filosofia uno studente cosa deve necessariamente aver imparato e perchè? Quanti e quali libri deve aver letto e compreso?

Ho scelto come step i primi due anni non a caso, perchè in seguito, dopo il terzo anno, parliamo di studi specialistici e qui il problema sembra essere più semplice. E' chiaro che un epistemologo deve seguire e segue un percorso molto diverso da un filosofo estetico o da uno storico della filosofia o da un filosofo teoretico (sembra, appunto. Ma ci torneremo sopra, prima o poi).

Torniamo ai primi due anni. Quali corsi e con quali programmi? Questa sembra essere una domanda alla quale è sempre più difficile rispondere. Ogni università pare fare storia autonoma, e studiare filosofia a Milano significa studiare cose diverse - parliamo sempre di nozioni base - di quelle che si studiano a Padova o a Napoli o a Bologna.

Disegnare curricula è anche un atto di arroganza scientifica. Significa reputarsi in grado - a torto o a ragione - di decidere cosa deve studiare oggi una persona per fare ricerca e per insegnare a sua volta domani. Significa aver chiarissimi scopi e modalità della propria disciplina, ma anche essere certi della direzione che deve prendere. E', anche, in ultima analisi, un fatto etico.

Nella mia disciplina il relativismo è questo: la sospensione non del giudizio, ma della decisione.
Qualche scientista, o presunto tale, incolpa il pensiero postmoderno. Viene il dubbio che si cerchi un capro espiatorio a buon mercato.

Così come altrove si difendono posizioni come l'imposizione del velo, si giustifica l'infibulazione, la poligamia, la sottomissione del genere femminile, in nome del rispetto delle culture diverse e del contesto.

Saperi virtuali

Tre giorni di convegno con relazioni di dodici minuti (più tre per la discussione) su cinque sessioni parallele comportano un notevole dispendio di calorie. In primo luogo la colazione, lungi dall'essere un lento momento in cui il mondo ti chiede scusa di esistere, diventa una sorta di sudoku (ma quanto è scemo come gioco il sudoku??) in cui si cerca di incastrare una serie di X a contrassegnare le relazioni che si vogliono sentire, saltando da una sala all'altra.
E la fregatura è che sono molte sono davvero interessanti, e altre ti trovi ad ascoltarle per puro spirito accademico/amicale. Se hai condiviso il buffet con Samaya, docente sudafricana di matematica, costringendo un paio di camerieri a doppi giri con la birra, come potresti sottrarti al suo intervendo dedicato all'insegnamento della matematica ai bambini delle tribù rurali?

E ci vogliamo perdere il simpaticissimo belga che parla delle lezioni in mobile-tv sulla banda larga dei treni? Certo, impossibile, dal momento che costui si è sobbarcato l'ingrato compito di spiegare al tizio della piscina che era imprescindibile un portacenere. E pazienza se tra Roma e Bologna a stento esiste il GPRS e che quindi delle nuove nozioni sulla mobile-tv non te ne farai nulla per almeno altri dieci anni.

E' stato uno splendido tuffo nel mondo esterno (esterno all'italia intendo), anche se qualche perplessità non manca. Il convegno era dedicato al rapporto tra didattica e nuove tecnologie, in tutte le sue forme. E-learning, middle learning, web 2.0, tutto quello che può riguardare il mondo wiki, passando dal podcast ai video, ai documentari, and so on.

La prima cosa da ricordare è che gli investimenti in questo settore corrono fluenti e copiosi. Basta presentare progetti di didattica multimediale, a distanza, con l'ipod, con le cuffie stereo, con i video multicolori e si ricevono denari su denari. In mezzo ovviamente c'è di tutto, i progetti seri come no. Ma sembra che ci si ponga, almeno da parte dei più avvertiti, un paio domande per me importanti.

1. Non è possibile insegnare tutto in e-learning o in video. Tutt'altro. Argomenti e discipline vanno scelti con oculatezza, perchè se è vero che è possibile costruire un programma interattivo per l'insegnamento del greco o della matematica, progettare un corso di filosofia teoretica o di fisica delle particelle in e-learning è tutt'altro che semplice.

2. Le nuove forme didattiche sono - appunto - nuove. Vanno testate, modificate in progress. E questo significa che partire con progetti completi di curricula è un passo quantomeno azzardato. Se si rivelassero fallaci avrebbero come conseguenza studenti usati come cavie ed eticamente non mi pare molto corretto.

3. Sarebbe interessante capire perchè noi, che siamo arrivati con le nostre relazioni, i nostri case-study, le nostre presentazioni video e/o power point, avevamo tutti la nostra relazione scritta, molti l'hanno letta, alcuni l'hanno usata come traccia, e, a dispetto di collegamenti video, video conferenze, mail e skype, il must più gettonato per scambiarsi idee e riflessioni è rimasto comunque l'incontro davanti a un caffe'.


04 marzo 2008

Tempi e opportunittà

Finito il convegno, ho un intero giorno di vacanza in Valencia.
Naturalmente la temperatura è precipitata da 25 gradi a 12.
Non scherzo! alle 14.00 di oggi c'erano 25 gradi. Alle 18.50 ce ne sono 12.

Grazie eh?

03 marzo 2008

Valencia


E' ancora più bella di come la ricordavo. E c'è il sole. Per il momento sono al congresso dello Iated, dove domani pomeriggio presento una roba dal titolo altisonante che vi risparmio. Ma il tempo per fare un giro alla città delle arti e della scienza devo trovarlo.

28 febbraio 2008

MicroMega - numero speciale.

Copio pari pari dal sito, ma il grassetto finale è mio, perchè sono davvero stupita che sulla stampa la vicenda Maiani non sia arrivata.

"E' l'inequivocabile titolo del quaderno speciale di MicroMega, che sarà in edicola da venerdì 29 febbraio. Il volume è composto da due parti. La prima risponde con puntualità scientifica e con indignata moralità alla crociata oscurantista che vuole criminalizzare la libertà delle donne e portare diritti civili e laicità indietro di mezzo secolo. Il volume è aperto dall'appello lanciato lo scorso 14 febbraio da 13 autorevolissime donne (Simona Argentieri, Natalia Aspesi, Adriana Cavarero, Cristina Comencini, Isabella Ferrari, Sabina Guzzanti Margherita Hack, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini, Valeria Parrella, Lidia Ravera, Rossana Rossanda ed Elisabetta Visalberghi) e che on-line (www.firmiamo.it/liberadonna) ha già ottenuto oltre 40 mila firme. Una delle proposte dell'appello – l'abolizione dell'obiezione di coscienza sull'aborto - è ripresa da un articolo di Carlo Flamigni, che propone che i reparti di ginecologia non assumano più medici obiettori. Il neonatologo del Meyer di Firenze, Gianpaolo Donzelli, spiega perché le cure intensive sui nati molto prematuri siano nella stragrande maggioranza dei casi accanimento terapeutico. E poi interventi di don Enzo Mazzi (che condanna il ritorno del sacro come fonte primaria di violenza), Carlo Alberto Redi (che descrive i paradossi di una Chiesa che “difende la vita” solo a parole), Bruno Brambati (che spiega perché una riproduzione libera e responsabile non c'entra niente con l'eugenetica), Valeria Parrella (che, sulla scorta di un'esperienza diretta, riflette sulle recenti polemiche sulla rianimazione dei nati ultraprematuri).
La seconda parte del volume riporta tutti, ma proprio tutti, i materiali del noto caso Ratzinger/Sapienza: una cinquantina di editoriali e commenti delle principali testate, le lettere che hanno dato il via alle polemiche, i discorsi del papa, di Veltroni e di Mussi per l'inaugurazione dell'anno accademico. Il tutto inquadrato in una dettagliatissima cronologia dei fatti e con un commento inedito di Luca e Francesco Cavalli Sforza, che sottolineano la piena legittimità della protesta dei 67 professori di fisica."

Per saperne di più : MicroMega

27 febbraio 2008

Universi

Girare per blog cercando di rompere il tedio di un lavoro ripetitivo e necessario (slide, powerpoint, et cetera et cetera) può portare a scoperte tanto gradite quanto inattese.
Devo ringraziare fb che ha rimesso i link perchè ho scoperto brullonulla e dello stesso ho letto, tra le altre cose, dio e il signor everett. E lo segnalo anche a voi.

25 febbraio 2008

Ancora su Maiani, la Sapienza, il Cnr

aggiornamento: lo segnala fb nei commenti, ma voglio riportarlo anche qui, da dr.psycho


Ne ho già parlato, ma repetita iuvant. Il link di oggi porta al blog di Stefano Zapperi, con un articolo dal titolo: Il caso Maiani.

Qui invece trovate una rosicata come nemmeno su usenet, a voi:

Enzo Boschi in tutto il suo splendore dialettico.

23 febbraio 2008

Meraviglia e felicità

Sono stata linkata da una macchina di amorosa grazia.

Binetti fuori?

Andiamo andiamo: la Binetti in uscita.

10:55
Binetti: "Perplessità, smarrimento e preoccupazione per una scelta che, come cattolici, non possiamo capire". Lo dice, in una intervista a 'Repubblica', la senatrice del Pd Paola Binetti a proposito dell'intesa con i Radicali che, dice, "sono portatori di una cultura totalmente opposta a quella dei cattolici".


11:05 Binetti: "Veronesi ministri della Salute? E' una posizione che non prendo in considerazione" dice la senatrice teodem del Pd Paolo Binetti.

da repubblica

22 febbraio 2008

Nanotecnologie

Questa è la nanoriproduzione di un'immagine del sole del XVI secolo, per la precisione di Robert Fludd. E' stata ottenuta con ventimila nanoparticelle d'oro. Avendoci lavorato per qualche tempo, so che in IBM si nasconde una vena di geniale follia, purtuttavia mi piacerebbe davvero sapere chi ha avuto l'idea, per illustrare le possibilità della nanostampa, di usare un'immagine alchemica.

Temo di essere diventata nanofeticista.

Giovanni Allevi

La prima e unica volta che ho visto Giovanni Allevi, nella trasmissione di Fabio Fazio, ho tentato di esprimere qualche perplessità. Con molta cautela, insieme a me assisteva anche un esimio musicologo, e tutto quello che so di musica sta tranquillamente in un A4 a spaziatura 3.

Ciò nonostante, qualche velata osservazione non proprio lusinghiera ho provato a farla.

Di ciò mi consolo stamane, leggendo il post di freddynietzsche e il di lui rimando alle malvestite.

21 febbraio 2008

filosofia

Attraverso azioneparallela arrivo al dipartimento di filosofia di Wellington che prova a rispondere a qualche domanda importante, tipo: perchè devo studiare filosofia?

Bonino ha detto si

E i radicali entrano. E, come scrive anellidifumo, all'uscita della Binetti dovrebbe mancare poco, mentre attendiamo Mussi e compagnia; che secondo me da quando Veltroni ha deciso la strategia si sono pentiti della fuoriuscita. Da questa parte del monitor si incrociano le dita.

Tra l'altro, la caduta del governo - che JP mi perdoni - ha fatto decadere anche un pessimo ministro degli Esteri. Non è colpa sua, ma D'Alema proprio non è adatto a quel ruolo.


20 febbraio 2008

Computer, spine, prese e usb

Ho passato due ore oggi pomeriggio a cercare di razionalizzare lo spazio dedicato a computer e periferiche nel mio studio.

Ora, io ho tre (dicesi tre) ciabatte, con sei prese ciascuna:
pc, monitor, casse, stampante, due dischi rigidi esterni con alimentatore, modem, telefono A, telefono B, scanner, lampada, televisore, decoder; e questo per l'energia elettrica.

Poi ovviamente tutti i cavi che vanno al pc, dotato di due moltiplicatori di usb:
due dischi rigidi esterni (due cavi), stampante (un cavo), scanner (un cavo), tavoletta (un cavo), mouse (un cavetto), tastiera (un cavetto), lettore video (un cavetto), antenna tv (un cavetto) e saltuariamente cellullare, con il suo cavetto, beninteso; casse e microfono hanno i loro jack e rispettivi cavetti, ovviamente.

Aggiungiamo anche i tre che vanno dal modem al pc, al portatile e al telefono.

Domanda: ma voi come fate?

Futuri ministri

Emma Bonino ministro del governo Veltroni in caso di vittoria del Pd alle elezioni e la garanzia di 9 parlamentari "a vostra scelta". Questi alcuni dei punti della proposta che Goffredo Bettini ha sottoposto al partito di Marco Pannella, nell'incontro di oggi. Da repubblica.
Ministro degli Esteri mi auguro.
E speriamo che Emma non faccia come Celestino V.

19 febbraio 2008

Morale -O-Meter

Via Catepol ho trovato Morale -O-Meter, di Buster Mcleod.
Immagino che sarà il giochino di qualche settimana.

18 febbraio 2008

194

E dopo Casini, anche Fini dichiara che "la 194 è una legge equilibrata che va fatta rispettare".

Va a finire che tocca essere grati a Ferrara.

New entry

Un nuovo link a sinistra, sotto "link astorici": contrordinecompagni

15 febbraio 2008

Sparigliamento di carte

La mossa di Veltroni mi pare sempre più azzeccata; non mi piace l'apparentamento con Di Pietro, per antipatia politica che data dai tempi dell'ormai fu tangentopoli. Ma tant'è.
Ha mandato tutto il centrodestra in fibrillazione, liberandosi nello stesso tempo di gentaglia come Pecoraro Scanio e del delirio rossobruno di Diliberto, che in Italia finge di opporsi ai teodem e all'estero appoggia il "partito di Dio".

Qualcuno si muove per prendere su i radicali, e mi pare davvero ottima cosa. Dove si firma per questo appello degli intellettuali a Veltroni?

In compenso, mi pare che a destra regni la confusione sovrana, e tutta la situazione mi diverte molto.

Qualche stralcio:

Silvio Berlusconi ha richiamato al telefono Pier Ferdinando Casini, che lo aveva contattato, senza successo, questa mattina. "Sì, l'ho sentito: è stata una telefonata cordiale, come sempre". Lo ha detto il leader Pdl, a margine della registrazione di una trasmissione tv. Alla domanda se l'Udc entrerà nella lista del Pdl, il leader di Fi ha risposto: "Questo chiedetelo a Casini".

Nel frattempo in Sicilia continuano a muoversi: "Scoppia un caso Udc a Catania. Il segretario provinciale del partito, Filippo Drago, con una lettera fa sapere che l'Udc catanese confluirà nel Pdl di Silvio Berlusconi. E, da Roma, il segretario nazionale Lorenzo Cesa nomina l'ex presidente della Regione, Totò Cuffaro, commissario del partito per la provincia di Catania, "in sostituzione - si legge in un comunicato - del dimissionario Filippo Drago".

Ferrara costringe Casini a difendere la 194: "Intanto sulla questione aborto interviene anche il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. Secondo cui la legge 194 "non va modificata, perchè rappresenta il massimo punto di equilibrio e compromesso possibile".

Immagino come sarà contento Ruini...


Sempre Casini avvisa: Se l'Udc dovesse andare alle prossime elezioni da sola e il centrodestra non raggiungerà la maggioranza i centristi "staranno all'opposizione: pensare oggi di fare alleanze dopo il voto è una cosa che sta tra il grottesco e il ridicolo. Se il centrodestra non avrà la maggioranza si potranno creare situazioni diverse".

Tutto da repubblica, che per la gioia dei nostri fegati e la letizia dei nostri cuori aggiorna minuto per minuto.

Sul corriere invece Mastella prova ad alzare il prezzo, se proprio nessuno se lo compra lui va da solo; Casini ha già fatto sapere che non vuole, giusto il tempo di consultare Cuffaro, immagino. E nel frattempo Cesa apre la strada a un'intesa con la Rosa Bianca, che altro non è che un ponte per traghettare Casini a un'intesa postelettorale con il PD.

Vedremo, nel frattempo mi piacerebbe sapere chi ha suggerito l'idea a Veltroni.

Ps. Ho detto che la mossa è politicamente azzeccata, non ho al momento nessuna intenzione di esprimere se non un parere scacchistico.

12 febbraio 2008

Fascisti, razzisti e miserie

La storia del famoso sito con la lista dei docenti ebrei l'ha spiegata benissimo mmax di bloggoanchio. Cazzate.

Dopodichè passiamo oltre. Un blog con cui condivido poche cose, e certamente non le posizioni sull'America Latina, se ne esce con due post che devo linkare, per onestà intellettuale. Uno è questo:
Non sottovalutiamo la feccia antisemita; va scovata e colpita

e l'altro è questo:
La trappola dei sionisti?

Me li ha segnalati mmax, in questo post.

Non dimentichiamo però le poche, fulminanti, righe di inminoranza.

Fatte salve le doverose citazioni, cerchiamo di riflettere sopra a una certa "sinistra", che - a prima vista incomprensibilmente - fa sue battaglie della destra più becera e fascista.

Vediamo, da dove nasce la sinistra antimperialista?

Se facciamo una mera operazione anagrafica, la sinistra antimperialista viaggia tra i quarantacinque e i sessantanni, il nuovo che avanza insomma.

Se facciamo una mera indagine sociologica, la sinistra antimperialista ha un passato nazifascista in prima persona( se sta tra i cinquanta e i sessanta) o per eredità familiare (se tra i quaranta e i cinquanta). [un padre/nonno porco fascista gasatore in Africa non si nega a nessuno].

Se facciamo una mera indagine classista, la sinistra imperialista fa un mestiere genericamente (e falsamente, ohi, quanto falsamente) definibile come intellettuale (insegnante, giornalista, avvocato di provincia, traduttore).

Ci stupiamo se la sinistra antiimperialista è fatta di fascisti e razzisti? Che altro resta a coloro che hanno perso, niccianamente perso, al gioco etereo della vita? Possiamo solo fermarci e rimanere inorriditi davanti al dolore, alla sofferenza di un'esistenza che ha necessità ontologica di nemici, di battaglie, di sangue.