07 maggio 2008
Omicidio a Verona
Tre link, per tre letture diverse che analizzano aspetti diversi. Da leggere tutti e tre.
uriel, letturalenta e rosalucsemburg.
uriel, letturalenta e rosalucsemburg.
01 maggio 2008
Note a margine: Vattimo all'università di Bologna
Su Repubblica di oggi, nella prima pagina dell'edizione locale di Bologna (online potete vedere solo il pdf non leggibile) Franco Carinci, in un editoriale dal titolo Bononia docet ma non la coerenza contesta la decisione del preside di lettere di non concedere un'aula a Gianni Vattimo per illustrare le ragioni del boicottaggio culturale a Israele in occasione della Fiera del Libro di Torino.
Ne ho parlato brevemente qui. (ho mandato più o meno le considerazioni che seguono a repubblica, vediamo che ne fanno)
Le argomentazioni con cui Carinci si oppone alla decisione di Sassatelli sono però ampiamente discutibili, - in tutti i sensi. Le sintetizzo brevemente, visto che online l'articolo non si trova.
Scrive Carinci che l'aula non si poteva negare per ragioni di principio e di opportunità.
Le ragioni di principio le estrinseca con queste parole:
"perchè non si vede come si poteva negare a un professore universitario a pieno titolo cioè non per mero biglietto da visita, ma per autorevolezza scientifica - di dire la sua".
1. mi sfugge la distinzione tra professore universitario a pieno titolo e tra professore universitario per "mero biglietto da visita".
Sarebbe illuminante qualche esempio da parte di Carinci.
Per caso i professori universitari "per mero biglietto da visita" potrebbero essere quelli che su giornali a tiratura nazionale sostengono che la propria disciplina si basa sulla copia e sul plagio come ha fatto Vattimo qualche tempo fa sul Corriere della Sera?
2. Vattimo è docente universitario di filosofia teoretica. Ha chiesto l'aula non per tenere una lezione sulla sua disciplina ma per intervenire su un avvenimento di politica contemporanea. L'essere docenti universitari consente di chiedere l'uso di una struttura pubblica per propagandare le proprie idee sull'universo mondo? E Carinci avrebbe difeso comunque questa richiesta se l'argomento presentato da Vattimo fosse stato la Coppa dei Campioni? E se invece Vattimo avesse voluto illuminarci sulla reale possibilità del moto perpetuo? A mio avviso, l'essere docente universitario di filosofia a questo riguardo non offre particolari privilegi rispetto a essere un operatore ecologico.
Continua Carinci dicendo che quando si parla in università:
"se lo fa un professore, di norma lo fa ex cathedra, con la sua brava lezione che spesso non tollera né interruzioni né domande finali, senza che sia previsto alcun duetto cantilenante"
1. Ormai sono molti anni che bazzico l'università, prima da studente e poi da docente. Devo ammettere che una lezione universitaria senza domande non mi è mai capitata. Non vi ho mai assistito e non ne ho mai tenute. A volte, se non ci sono, mi capita di sollecitarle. Strano ma vero.
2. Si suppone che si parli ex cathedra della propria disciplina. Del proprio ambito di competenze scientifiche e accademiche, non di posizioni politiche che, anzi, come tali devono sostenere il contraddittorio. O dobbiamo ascoltare Vattimo ex cathedra anche quando ci parla delle sue senili infatuazioni per cubani cubisti?
Carinci passa poi alle ragioni di opportunità e scrive:
"E' ben noto che questi gruppi cercano visibilità pubblica e non per nulla avevano questa volta scelto un personaggio come Vattimo, sicché, se si voleva farne parlare in lungo e in largo, questa era la maniera giusta; non solo il divieto avrebbe avuto luogo solo se si fosse stati in grado di garantirne l'osservanza, cosa che già a priori si dava per esclusa."
1. Curiosa argomentazione che esplicita come Vattimo si sia prestato a fare da utile udiota a un gruppo politico che cercava solo pubblicità. Epperò Carinci la responsabilità di questa pubblicità tenta di scaricarla su chi ha cercato di evitare che l'università fosse strumentalizzata da un manipolo di press-agent in pectore.
2. Mi sfugge la coerenza argomentativa del fatto che si possa vietare qualcosa solo se il divieto è efficace. Che significa? Che siccome non possiamo fermare il traffico di organi umani dobbiamo legalizzare la vendita dei reni?
Dopo di che i collettivi occupano un'aula universitaria. E' già accaduto in passato e accadrà ancora in futuro, non mi pare una tragedia. Quello che invece mi sembra il caso di sottolineare è che un professore universitario - Gianni Vattimo - in spregio totale dell'istituzione a cui appartiene, l'università, e in spregio totale del rispetto accademico, sia entrato in quell'aula, novello Wanda Osiris nella ola dei suoi boys "accolto come un trionfatore, con un mistico rigurgito di trasgressione" come acutamente scrive Carinci.
A me pare che Sassatelli non avrebbe potuto comportarsi in maniera migliore. Ha legittimamente negato un'aula universitaria per un'iniziativa ambigua e pubblicitaria e ha mostrato sensibilità e coraggio nell'essere nel luogo che gli studenti avevano occupato, perchè l'università è degli studenti, anche quando sbagliano.
Che ne siano consapevoli o no, gli studenti di Bologna hanno visto in azione due tipi ben diversi di docenti universitari: Sassatelli e Vattimo. Meno male.
Ne ho parlato brevemente qui. (ho mandato più o meno le considerazioni che seguono a repubblica, vediamo che ne fanno)
Le argomentazioni con cui Carinci si oppone alla decisione di Sassatelli sono però ampiamente discutibili, - in tutti i sensi. Le sintetizzo brevemente, visto che online l'articolo non si trova.
Scrive Carinci che l'aula non si poteva negare per ragioni di principio e di opportunità.
Le ragioni di principio le estrinseca con queste parole:
"perchè non si vede come si poteva negare a un professore universitario a pieno titolo cioè non per mero biglietto da visita, ma per autorevolezza scientifica - di dire la sua".
1. mi sfugge la distinzione tra professore universitario a pieno titolo e tra professore universitario per "mero biglietto da visita".
Sarebbe illuminante qualche esempio da parte di Carinci.
Per caso i professori universitari "per mero biglietto da visita" potrebbero essere quelli che su giornali a tiratura nazionale sostengono che la propria disciplina si basa sulla copia e sul plagio come ha fatto Vattimo qualche tempo fa sul Corriere della Sera?
2. Vattimo è docente universitario di filosofia teoretica. Ha chiesto l'aula non per tenere una lezione sulla sua disciplina ma per intervenire su un avvenimento di politica contemporanea. L'essere docenti universitari consente di chiedere l'uso di una struttura pubblica per propagandare le proprie idee sull'universo mondo? E Carinci avrebbe difeso comunque questa richiesta se l'argomento presentato da Vattimo fosse stato la Coppa dei Campioni? E se invece Vattimo avesse voluto illuminarci sulla reale possibilità del moto perpetuo? A mio avviso, l'essere docente universitario di filosofia a questo riguardo non offre particolari privilegi rispetto a essere un operatore ecologico.
Continua Carinci dicendo che quando si parla in università:
"se lo fa un professore, di norma lo fa ex cathedra, con la sua brava lezione che spesso non tollera né interruzioni né domande finali, senza che sia previsto alcun duetto cantilenante"
1. Ormai sono molti anni che bazzico l'università, prima da studente e poi da docente. Devo ammettere che una lezione universitaria senza domande non mi è mai capitata. Non vi ho mai assistito e non ne ho mai tenute. A volte, se non ci sono, mi capita di sollecitarle. Strano ma vero.
2. Si suppone che si parli ex cathedra della propria disciplina. Del proprio ambito di competenze scientifiche e accademiche, non di posizioni politiche che, anzi, come tali devono sostenere il contraddittorio. O dobbiamo ascoltare Vattimo ex cathedra anche quando ci parla delle sue senili infatuazioni per cubani cubisti?
Carinci passa poi alle ragioni di opportunità e scrive:
"E' ben noto che questi gruppi cercano visibilità pubblica e non per nulla avevano questa volta scelto un personaggio come Vattimo, sicché, se si voleva farne parlare in lungo e in largo, questa era la maniera giusta; non solo il divieto avrebbe avuto luogo solo se si fosse stati in grado di garantirne l'osservanza, cosa che già a priori si dava per esclusa."
1. Curiosa argomentazione che esplicita come Vattimo si sia prestato a fare da utile udiota a un gruppo politico che cercava solo pubblicità. Epperò Carinci la responsabilità di questa pubblicità tenta di scaricarla su chi ha cercato di evitare che l'università fosse strumentalizzata da un manipolo di press-agent in pectore.
2. Mi sfugge la coerenza argomentativa del fatto che si possa vietare qualcosa solo se il divieto è efficace. Che significa? Che siccome non possiamo fermare il traffico di organi umani dobbiamo legalizzare la vendita dei reni?
Dopo di che i collettivi occupano un'aula universitaria. E' già accaduto in passato e accadrà ancora in futuro, non mi pare una tragedia. Quello che invece mi sembra il caso di sottolineare è che un professore universitario - Gianni Vattimo - in spregio totale dell'istituzione a cui appartiene, l'università, e in spregio totale del rispetto accademico, sia entrato in quell'aula, novello Wanda Osiris nella ola dei suoi boys "accolto come un trionfatore, con un mistico rigurgito di trasgressione" come acutamente scrive Carinci.
A me pare che Sassatelli non avrebbe potuto comportarsi in maniera migliore. Ha legittimamente negato un'aula universitaria per un'iniziativa ambigua e pubblicitaria e ha mostrato sensibilità e coraggio nell'essere nel luogo che gli studenti avevano occupato, perchè l'università è degli studenti, anche quando sbagliano.
Che ne siano consapevoli o no, gli studenti di Bologna hanno visto in azione due tipi ben diversi di docenti universitari: Sassatelli e Vattimo. Meno male.
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30 aprile 2008
Intolleranze
Esterno giorno: una molto trafficata via bolognese, questa:

Io, in automobile, in doppia fila, in attesa che qualcuno liberi il suo posto. Immediatamente dietro di me, dopo qualche minuto, un'auto si accende e inizia la retromarcia. Sbucato dal nulla, un BMW argento, questo:

Il coro cacofonico della sua reazione imbestialita ha accompagnato il suono argentino delle mie risate per la via.

Io, in automobile, in doppia fila, in attesa che qualcuno liberi il suo posto. Immediatamente dietro di me, dopo qualche minuto, un'auto si accende e inizia la retromarcia. Sbucato dal nulla, un BMW argento, questo:

manovra in modo tale da impedirmi l'accesso al posto che già s'infutura vuoto. Mi giro perplessa, lo guardo, abbozzo un cenno ma l'energumeno al volante, sguardo fisso nel vuoto, pare chiuso alle percezioni esterne. In una frazione di secondo decido che la rabbia e lo stress accumulati nelle ultime settimane rendono impossibile qualunque azione offensiva, perchè essa (l'azione) arriverebbe all'ultimo sangue - dell'energumeno, e indipendentemente dalla taglia.
Indi mi giro in avanti e - meraviglia quotidiana - vedo un posto libero. Parcheggio, cancellando completamente dalla mia mente l'energumeno in Suv. (n.b. non penso AFFATTO che l'arroganza automobilistica dipenda dalle dimensioni dell'auto o dal sesso. Uno è stronzo indipendentemente dalla macchina posseduta e dagli attributi di genere).
Scendo, compio il mio dovere inondando di monetine il parchimetro e, sulla via del ritorno all'auto, biglietto in mano, mi ricade l'occhio sul Suv, ancora in doppia fila, che la macchina che sembrava liberasse il posto stava - ahilui! - solo facendo manovra.
Per agire l'uomo necessita dell'oblio dice Nietzsche, e in un lampo ho dimenticato infatti le assennate considerazioni di qualche minuto prima. Prima di averlo deciso mi sono diretta verso il Suv, ho delicatamente bussato con le nocche al finestrino e, avendo finalmente ottenuta l'attenzione dell'energumeno, ho completato l'azione così:
Indi mi giro in avanti e - meraviglia quotidiana - vedo un posto libero. Parcheggio, cancellando completamente dalla mia mente l'energumeno in Suv. (n.b. non penso AFFATTO che l'arroganza automobilistica dipenda dalle dimensioni dell'auto o dal sesso. Uno è stronzo indipendentemente dalla macchina posseduta e dagli attributi di genere).
Scendo, compio il mio dovere inondando di monetine il parchimetro e, sulla via del ritorno all'auto, biglietto in mano, mi ricade l'occhio sul Suv, ancora in doppia fila, che la macchina che sembrava liberasse il posto stava - ahilui! - solo facendo manovra.
Per agire l'uomo necessita dell'oblio dice Nietzsche, e in un lampo ho dimenticato infatti le assennate considerazioni di qualche minuto prima. Prima di averlo deciso mi sono diretta verso il Suv, ho delicatamente bussato con le nocche al finestrino e, avendo finalmente ottenuta l'attenzione dell'energumeno, ho completato l'azione così:
Il coro cacofonico della sua reazione imbestialita ha accompagnato il suono argentino delle mie risate per la via.
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27 aprile 2008
Vattimo, il debole
Ordunque, l'università di Bologna e - nello specifico - la facoltà di Lettere e Filosofia non concedono l'aula a Vattimo per la sua filippica contro la Fiera del Libro di Torino e a favore del boicottaggio culturale contro Israele. E di questo siamo particolarmente contenti e felici.
"Noi non siamo obbligati a concedere spazi - spiega il preside al Corriere - figuriamoci se questi servono a propagandare iniziative antidemocratiche, non condivisibili, inaccettabili in una logica di tolleranza. L'Università non può ospitare eventi che incitano al boicottaggio di Israele".
"Noi non siamo obbligati a concedere spazi - spiega il preside al Corriere - figuriamoci se questi servono a propagandare iniziative antidemocratiche, non condivisibili, inaccettabili in una logica di tolleranza. L'Università non può ospitare eventi che incitano al boicottaggio di Israele".
Non sapendo come altro far parlare di sé, Vattimo qualche giorno fa sul corriere ha teorizzato la filosofia come plagio.
Tutti copiano tutti scrive in pratica il debole filosofo Vattimo sul maggior quotidiano nazionale.
Meno male che qualcuno non è d'accordo. Sul giornale. it qui e qui.
Senza equivoci la posizione di Roberta de Monticelli: "«Dissento completamente dall’intervento di Vattimo, è spaventosamente al ribasso, fa diventare tutto lo stesso, è quasi una caricatura del pensiero debole..."
Tutti copiano tutti scrive in pratica il debole filosofo Vattimo sul maggior quotidiano nazionale.
Meno male che qualcuno non è d'accordo. Sul giornale. it qui e qui.
Senza equivoci la posizione di Roberta de Monticelli: "«Dissento completamente dall’intervento di Vattimo, è spaventosamente al ribasso, fa diventare tutto lo stesso, è quasi una caricatura del pensiero debole..."
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25 aprile 2008
25 aprile
Monumento ai caduti di Sabbiuno.A quanto pare le preoccupazioni di mmax, per quanto legittime, paiono infondate. A guardare la prima pagina di repubblica di oggi si capisce che è il 25 aprile solo cercando la data nella testata. E vale anche per l'edizione cartacea.
"Il 14 dicembre 1944 un gruppo di prigionieri viene fatto uscire dal carcere di S. Giovanni in Monte e preso in consegna da un ufficiale tedesco delle SS. Nessuno di loro sa dove è destinato, molti pensano al fronte che ormai dista poco da Bologna. È un inverno molto rigido, ha appena nevicato. Il gruppo viene fatto incamminare: passa porta San Mamolo, Paderno e, poco dopo Sabbiuno, arriva a un casolare dove viene fatto fermare. I prigionieri vengono rinchiusi nella stalla. Si sentono, piuttosto vicini, gli spari e gli scoppi dal fronte. Quel fronte e quella libertà così vicine, purtroppo, nessuno le raggiungerà perché, poco dopo, vengono barbaramente trucidati e le loro povere spoglie gettate giù dal calanco.
Dal 14 al 23 dicembre del 1944 furono uccise dai nazisti qui a Sabbiuno un numero imprecisato di persone: 53 le vittime accertate (che con gli anni sono salite a 58), 100 il numero simbolico che ricorda tutti gli altri caduti di cui non è stata possibile l'identificazione. Portati fin quassù in gruppi in giorni diversi, furono fucilati e quindi i loro corpi gettati nel calanco. Erano tutti prigionieri, in prevalenza partigiani, ma non solo, prelevati dal carcere di S. Giovanni in Monte."
Tratto da qui
20 aprile 2008
18 aprile 2008
Darwin
Per chi, come me, ha una venerazione per il grande Charles, online ci sono tutti i suoi scritti.
17 aprile 2008
17.063.874
E' il numero degli italiani che hanno votato la coalizione di Berlusconi.
So che è un gesto perfettamente inutile, ma per tutti costoro l'ultima intervista a Paolo Borsellino, nella quale si parla di Mangano, Dell'Utri, Berlusconi and so on.
Che l'ultima dichiarazione della campagna elettorale (Mangano è un eroe) ben spiega il successo in Sicilia e in Lombardia.
Palermo guadagna e Milano ricicla.
Che l'ultima dichiarazione della campagna elettorale (Mangano è un eroe) ben spiega il successo in Sicilia e in Lombardia.
Palermo guadagna e Milano ricicla.
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15 aprile 2008
Futuri ministri
E' da ieri che arrivano a frotte qui sopra con la key "futuri ministri". Posso assicurare ai miei novelli lettori che non ne so assolutamente nulla.
Fase REM
Normalmente non mi ricordo i sogni. A meno che non siano particolarmente sgradevoli, nel qual caso ogni particolare mi rimane in mente con particolare nitidezza.
Adesso però basta, qualcuno mi svegli.
Adesso però basta, qualcuno mi svegli.
13 aprile 2008
Fermi, Berlusconi e le cellule nucleari
Hat tip: Riccardo
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Voto non voto
Anch'io, come scrive Michele Serra oggi su repubblica, ho un paio di amici che hanno deciso di non votare. E, come lui, anche io per oggi e domani li odio. Poi martedì tutto tornerà come prima.
12 aprile 2008
Bella Ciao
Rosalucsemburg ha parlato qualche tempo fa di Bella ciao, proponendo un'ultima versione australiana.
Oggi repubblica pubblica una delle prime, se non la prima in assoluto.
Bella ciao viene da una ballata yiddish. E Jenner Meletti ne racconta la storia.
Oggi repubblica pubblica una delle prime, se non la prima in assoluto.
Bella ciao viene da una ballata yiddish. E Jenner Meletti ne racconta la storia.
02 aprile 2008
Blogaction
"Ai partiti politici, ai politici italiani, agli organi di informazione, alla cittadinanza tutta..."
il resto su Blogaction.
il resto su Blogaction.
28 marzo 2008
Citazioni
"La Grande Stampa Radiotelevisiva si domanda perché i gggiovani vadano ai rave parties e prendano le pasticche pur sapendo che una volta su settecentomila -a pigliarsi una pasticca- si muore.
Oh, non saprei proprio cosa rispondere.
O sono tutti pazzi o sono tutti laureati in statistica."
Da Cloridrato di Sviluppina.
Oh, non saprei proprio cosa rispondere.
O sono tutti pazzi o sono tutti laureati in statistica."
Da Cloridrato di Sviluppina.
Olimpiadi
Sono strepitosi a volte i tedeschi. Adesso vogliono farci credere che non mandano a Pechino nemmeno un sottosegretario ad assistere alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici. Ma non per boicottare, no. E' solo che non avevano proprio intenzioni di andarci, si sono dimenticati la data, hanno preso altri impegni, devono portare il gatto dal veterinario.
"Berlino, 28 mar. - (Adnkronos/Dpa) - Il cancelliere tedesco Angela Merkel non sara' alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici a Pechino. Ad annunciarlo oggi e' stato il ministro degli ESteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, precisando pero' che questo non va inteso come un boicottaggio, in quanto al momento non era comunque stata prevista una partecipazione ne' della Merkel, ne' dello stesso Steinmeier ne' del ministro dell'Interno, Wolfgang Schaeuble. A Berlino, il vice portavoce governativo Thomas Steg ha confermato che "Angela Merkel non ha mai programmato una sua presenza alle Olimpiadi, alla cerimonia di inaugurazione o agli eventi sportivi."
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test: votometro
Via .mau. arrivo qui, al votometro. E i risultati sono:
PD +27.34, PS +26.03, SA +16.25, IdV +1.9.
PdL -7.23, UdC -15.71, la Destra -16.79, Lega Nord -26.58.
PD +27.34, PS +26.03, SA +16.25, IdV +1.9.
PdL -7.23, UdC -15.71, la Destra -16.79, Lega Nord -26.58.
27 marzo 2008
Intelligenza artificiale?
Ti chiede di pensare a un oggetto e poi cerca di indovinare, attraverso domande, qual è l'oggetto.
Con me si è arreso. Per quattro volte.(porcospino, concetto, cestino da basket, cultura).
Con me si è arreso. Per quattro volte.(porcospino, concetto, cestino da basket, cultura).
test: politometro
L'ho fatto su repubblica, volevo postare il risultato, ma il codice che genera la pagina contiene un paio di errori...
26 marzo 2008
Montezemolo o del surreale.
Davvero, io non so chi scriva i discorsi di Montezemolo. Mi viene davvero il sospetto che risparmi e faccia da solo altrimenti non mi spiego come possa pagare chi pare avere come preciso impegno professionale quello di mandarlo in giro a fare figure da pirla.
A gennaio 2007 Montezemolo propone di risanare l'italica imprenditoria con l'industria della moda, come risposta - anche - alla produttività asiatica. Foulard contro il resto del mondo.
A maggio 2007 si presenta nel tempio universitario della confindustria a incitare gli studenti copiare e barare agli esami.
Oggi, a un convegno organizzato dalla Luiss se ne esce con queste perle:
"Gli industriali, inoltre, vedrebbero anche di buon occhio una eventuale fusione tra il ministero del Commercio internazionale e quello degli Affari esteri, per dare luogo all'auspicata unitarietà d'azione nella nostra politica internazionale». No, poi, al modello federalista nell'internazionalizzazione». Il presidente di Confindustria sollecita un intervento urgente sul ruolo delle regioni. «È ormai provato, al di là di ogni ragionevole dubbio, che le missioni di governatori e assessori, spesso inutili e controproducenti, creano dispersione di energia, di denaro e sono di scarsa utilità per gli imprenditori»." dal sito del sole24ore.
Dunque, secondo Montezemolo la politica estera italiana deve essere dettata dalle esigenze di Confindustria, che lui guida. Lui, che vuole contrastare i cinesi e l'asia in generale con i foulard e i maglioni. Immediatamente dopo si lamenta perchè le persone che eleggiamo noi non fanno gli interessi suoi.
Ora, è evidente che le idee di Montezemolo sono quelle che sono. Certamente non coincidono con le mie (anzi, io trovo anche molto complicato definire le sue come "idee"), ma non ho intenzione di discuterle, anche perché sono indiscutibili. Come si fa a discutere con uno che:
1. pensa che sia economicamente vincente proporre dei foulard contro economie come quelle indiane/cinesi;
2. Non si rende conto che una figura di governo, anche locale, non può (non dico nemmeno non deve) far coincidere tutto il suo operato con l'interesse di una parte - peraltro minoritaria - dell'elettorato?
Quindi, le idee sono quelle che sono. Ma almeno lavorasse sul piano della comunicazione. Invece no. Le dice così, come le pensa.
Suvvia, a casa quei ghostwriter da strapazzo. Trovategli qualcuno che sia in grado di spiegargli come è possibile dire fesserie facendosi prendere sul serio.
A gennaio 2007 Montezemolo propone di risanare l'italica imprenditoria con l'industria della moda, come risposta - anche - alla produttività asiatica. Foulard contro il resto del mondo.
A maggio 2007 si presenta nel tempio universitario della confindustria a incitare gli studenti copiare e barare agli esami.
Oggi, a un convegno organizzato dalla Luiss se ne esce con queste perle:
"Gli industriali, inoltre, vedrebbero anche di buon occhio una eventuale fusione tra il ministero del Commercio internazionale e quello degli Affari esteri, per dare luogo all'auspicata unitarietà d'azione nella nostra politica internazionale». No, poi, al modello federalista nell'internazionalizzazione». Il presidente di Confindustria sollecita un intervento urgente sul ruolo delle regioni. «È ormai provato, al di là di ogni ragionevole dubbio, che le missioni di governatori e assessori, spesso inutili e controproducenti, creano dispersione di energia, di denaro e sono di scarsa utilità per gli imprenditori»." dal sito del sole24ore.
Dunque, secondo Montezemolo la politica estera italiana deve essere dettata dalle esigenze di Confindustria, che lui guida. Lui, che vuole contrastare i cinesi e l'asia in generale con i foulard e i maglioni. Immediatamente dopo si lamenta perchè le persone che eleggiamo noi non fanno gli interessi suoi.
Ora, è evidente che le idee di Montezemolo sono quelle che sono. Certamente non coincidono con le mie (anzi, io trovo anche molto complicato definire le sue come "idee"), ma non ho intenzione di discuterle, anche perché sono indiscutibili. Come si fa a discutere con uno che:
1. pensa che sia economicamente vincente proporre dei foulard contro economie come quelle indiane/cinesi;
2. Non si rende conto che una figura di governo, anche locale, non può (non dico nemmeno non deve) far coincidere tutto il suo operato con l'interesse di una parte - peraltro minoritaria - dell'elettorato?
Quindi, le idee sono quelle che sono. Ma almeno lavorasse sul piano della comunicazione. Invece no. Le dice così, come le pensa.
Suvvia, a casa quei ghostwriter da strapazzo. Trovategli qualcuno che sia in grado di spiegargli come è possibile dire fesserie facendosi prendere sul serio.
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18 marzo 2008
Iscrizioni all'Università
"Dal 1984 ad oggi il numero dei diciannovenni, che s’iscrivono all’università, è diminuito del 42%."
Lo scrivono su ilcapoluogo.it, fonte sconosciuta.
Chissà a cosa servono quelle due virgole. cosa c'è che non va nella frase:
Dal 1984 a oggi il numero dei diciannovenni che s'iscrivono all'università è diminuito del 42%.
(senza la "d" eufonica direi)
Mi sembra una percentuale molto alta.
Lo scrivono su ilcapoluogo.it, fonte sconosciuta.
Chissà a cosa servono quelle due virgole. cosa c'è che non va nella frase:
Dal 1984 a oggi il numero dei diciannovenni che s'iscrivono all'università è diminuito del 42%.
(senza la "d" eufonica direi)
Mi sembra una percentuale molto alta.
17 marzo 2008
Open Access
"L'Università di Harvard ha sposato in pieno il progetto e la filosofia Open Access, mettendo a disposizione dei ricercatori delle varie facoltà un archivio in cui pubblicare, a costo praticamente nullo, i propri risultati e articoli di ricerca. A tale archivio è possibile accedere gratuitamente da Internet, senza nessun vincolo particolare." continua qui e qui.
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