04 dicembre 2006

Fioroni e internet

A mia discolpa posso solo dire che la politica quotidiana - intesa come interviste, polemiche, e quant'altro - non mi piace e non la seguo. Per questo motivo arrivo con qualche giorno di ritardo sulla sparata del ministro Fioroni, e devo ringraziare giudamaccablog (che linko immediatamente a sx).
Dal giudamaccablog, da un post dal titolo sito in aggiornamento traggo questa perla:

" Lo sa che nemmeno gli Usa hanno una norma simile? Che il governo Bush ha provato a chiedere a Google l’elenco dei suoi utenti per individuare i consumatori di pornografia online e Google ha detto «no, grazie»?
«Mi risulta che ci siano altri Paesi invece che sono riusciti a ottenere fior di filtri».

Intende la dittatura di Pechino?
«Sì, anche se i nostri obiettivi sono diversi dai loro: non la libertà d’espressione, ma il rispetto del nostro principio costituzionale di libertà senza danneggiare la libertà altrui. Nella fattispecie, la libertà dei minori di non essere esposti a contenuti violenti o criminali».

Ripetete assieme a me: Intende la dittatura di Pechino? Sì."

L'intervista completa a Fioroni la trovate su La stampa.

Avete commenti? Io sono senza parole

4 commenti:

Eugenio Mastroviti ha detto...

Sì, ma i loro obiettivi sono diversrotfl.

emanuele ha detto...

E dire che tutto nasce da un caso, quello della scuola di Torino, che ha visto il web identificare un problema al suo interno e risolverlo da sè (http://tinyurl.com/yh3a5k). Questa intervista mette i brividi, è un'esplicita ammissione di ignoranza abissale sul tema. Se anche Gentiloni sta messo così ne vedremo delle belle, non l'avrei mai detto ma forse rimpiangeremo Urbani. Che schifo, davvero.

Uriel ha detto...

anche i filtri cinesi sono del tutto inutili, sul piano informatico. Ne ho gia' scritto qui: http://www.wolfstep.cc/archives.php?subaction=showfull&id=1163236500&archive=1164960164&start_from=&ucat=13&page=3&page=2

Uriel

Numero 6 ha detto...

All'epoca della formazione del governo qualche blog (non mi ricordo quale) chiamò Fioroni "il Giovanardi di sinistra".
Ha sbagliato per difetto.