14 settembre 2006

Veca e Sanguineti

La prima volta che ho visto Salvatore Veca è stato molti anni fa quando, per la mia tesi di laurea, andai nella biblioteca della Fondazione Feltrinelli di cui lui all'epoca era direttore. La sua gentilezza mi colpì. E anche la sua immediata disponibilità ad aiutarmi nelle ricerche.
Di Veca come studioso ci sarebbe moltissimo, e di buono, da dire. Troverò il tempo prima o poi. Adesso mi limito a segnalarvi un articolo di Jacopo, che fa il resoconto di un dibattito tra Veca e Sanguineti. Che dire? I poeti dovrebbero scrivere poesie. Specialmente quando lo fanno bene.

5 commenti:

jacopo ha detto...

che dire, non vedo proprio l'ora di leggere, anche perchè considero Veca un mio maestro, al netto - ovvio - dell'indegnità del me allievo... così l'hai conosciuto quando presiedeva la fondazione e reinventava la sinistra italiana. Formidabili - quelli sì - quegli anni

e grazie per la citazione

ipazia ha detto...

un incontro breve, di cui dubito molto che lui si ricordi :-).
sul resto proverò a cercare tra le mie carte, da qualche parte un paio di riflessioni sulle opere di veca le avevo buttate giù. (pazienza eh?)

jacopo ha detto...

beh, dovresti dire anche su cosa hai fatto la tesi ecc ecc : )

ipazia ha detto...

testi utopici del settecento francese, da qualche parte in rete ho anche una pagina web con un curriculum :-)

jacopo ha detto...

come a dire... buona ricerca :)

Trovare il modo di segnalarla no eh?!