25 settembre 2006

Darfur/1

Sul corriere della sera Franco Venturin nel suo articolo dal titolo Se l'Africa chiama ricorda alcuni piccoli particolari, ignoti a quanto pare al grande pubblico e alla stragrande maggioranza dei giornalisti e inviati nostrani:

"In Darfur le incursioni dei miliziani arabi contro le popolazioni civili di origine africana hanno fatto 300.000 morti in poco più di tre anni. Due milioni di rifugiati vivono a ridosso dei confine con il Ciad, ma la furia dei janjaweed li insegue anche nei campi profughi dove uccisioni, stupri e rapimenti sono all'ordine del giorno. Per chi sopravvive alle pallottole, c'è in agguato la morte per denutrizione: come in altre regioni africane le carestie sono ormai un appuntamento fisso, e quel che non distrugge la siccità viene bombardato o incendiato dalle milizie filogovernative. Già, perché il governo di Karthoum e il suo presidente Omar al-Bashir promettono aiuti e interventi pacificatori, ma nei fatti appoggiano la pulizia etnica attuata dalle bande arabe."

Pulizia etnica. Arabi contro neri. Così, tanto per ricordare che la storia passa invano. O qualcuno ignora ancora che i più grandi commercianti di schiavi erano proprio arabi?

2 commenti:

Eugenio Mastroviti ha detto...

Non vale, mi dicono che se non sono coinvolti degli occidentali (almeno come "amici" del governo in carica) non è lecito parlare di pulizia etnica.

ipazia ha detto...

bizzarro criterio, che escluderebbe anche le stragi dei giapponesi in cina durante la seconda guerra mondiale (hint: lo stupro di nanchino.