28 marzo 2007

Progetti di vita

Ci sono molte cose che alla maggioranza delle persone sembrano normale fluire della vita, e che invece continuano a stupirmi - nonostante l'età non sia più verde.
Una di queste sono i progetti di vita in comune, in breve, le relazioni, le convivenze, i matrimoni.
Per quel che mi riguarda non hanno mai avuto spazio, fosse mentale o fisico.
E quando qualcuno mi racconta delle sue intenzioni a questo riguardo io sono sempre molto perplessa, e qualunque sia l'età del mio interlocutore inevitabilmente penso che sia troppo giovane.
Dopodiché nella pratica quotidiana anche per me le cose sono andate in maniera diversa ma, appunto, non pensate tantomeno programmate. E anche ora, una delle chiavi di volta perchè la situazione non muti è quella di pensare - magari ingannandomi quasi consapevolmente - che sia una situazione transitoria. Convivo si, oggi. Domani chissà. E la convivenza oggi si fonda sul fondamento roccioso della sua presunta precarietà.
Così, davanti al progetto di vita di una persona a me molto vicina (e ormai sopra i trenta) che prevede l'acquisto di una casa a due mi chiedo (e gli chiedo) quanta certezza abbia in questa decisione.
La risposta che mi viene, un po' stupita, è che è il normale fluire della vita, due persone si incontrano, si innamorano e progettano un futuro insieme. E quando si decide di vivere insieme, matrimonio o meno, non si mette in conto che potrebbe finire.
E davanti ad argomentazioni così semplici, io resto perplessa, adesso come dieci anni fa.

4 commenti:

inquilina g ha detto...

Improvvisare, che grande cosa.

letturalenta ha detto...

"quando si decide di vivere insieme, matrimonio o meno, non si mette in conto che potrebbe finire".

Secondo me c'è del vero in quel che dice il tuo amico: è il grande (forse l'unico?) vantaggio dell'inesperienza, quello stadio esistenziale nel quale si compiono le migliori imprese *e* le peggiori cazzate.

Uriel ha detto...

In genere sono le cose precarie a durare per sempre. Lo sforzo di rendere eterne le cose le distrugge. Del resto, la sola situazione davvero immutabile e' la morte, e' ovvio che se vuoi rendere immutabile qualcosa lo ucciderai.

Se invece lo lasci vivere, con la scusa che sia precario o reversibile, spesso dura molto a lungo.

Uriel

Numero 6 ha detto...

Più in generale, nessuno progetta la sua sofferenza, mentre tutti progettano la propria felicità.