18 aprile 2006

blog (parte terza)

Si può continuare il nostro percorso su blog e identità (prima parte - seconda parte) cercando in prima battuta di comprendere quale sia il gioco identitario che si può svelare, quali siano le "regole" e fino a che punto si può dipanare il groviglio senza a nostra volta "entrare nel gioco". [E' mia opinione che si possa dipanare molto poco senza mettersi in gioco]. Una indagine del tutto empirica sembra rivelare che, a differenza di quanto accade per il resto del web, - che vede una maggiore presenza maschile - per quello che riguarda i blog ci sembra di notare una prevalente presenza femminile.
O, almeno, questo è ciò si nota. Ed è chiaro che l'osservazione a volte dice di più su chi osserva piuttosto che su chi è osservato. E allora diciamo che noto (e leggo) prevalentemente blog femminili, di donne mediamente colte, che vanno dai trenta ai cinquanta anni di età.
Il “mediamente colte” non vi tragga in inganno. Si tratta perlopiù di donne laureate, ma che rivelano all'analisi del loro blog una buona – non ottima – capacità di re-inventarsi inventando una realtà che potrebbe reggere alla prova dei fatti.
Dico “potrebbe reggere” perchè ci sono almeno due variabili difficili da tenere sotto controllo: le variabili tempo e spazio.
Analisi della variabile “tempo”.
Se il vostro blog non è una creatura estemporanea, ma lo seguite e lo aggiornate con costanza nell'arco di qualche anno, è assolutamente inevitabile lasciare indizi più che sufficienti a far risalire non solo al vostro nome e al vostro lavoro; non solo, offrirete anche la possibilità di ricostruire con sufficiente approssimazione la vostra vita “reale”, compresi eventuali figli, ex mariti, amanti estemporanei, fidanzati in fuga. In gergo “usenettiano” questa particolare operazione di ricerca si chiama "stalkerare". Stalkerare qualcuno significa cercare attraverso il web, sui forum, sui gruppi di discussione notizie, post, informazioni su qualcuno. E negli anni di informazioni sulla rete se ne lasciano moltissime, oserei dire che si lasciano quasi tutte le informazioni più importanti della propria vita. Dalle foto della mamma a quelle del raduno con gli amici bloggaroli, fino al matrimonio della cugina che ha messo l'album su yahoo photo o qualcosa del genere.
Insomma il tempo mina la “prima” identità del blogger, quella reale. Quella che è ritenuta l'identità “vera” a discapito di quelle virtualmente costruite in un'opera di social engineering al contrario: quanto sia vera questa identità “reale” è qualcosa da stabilire, anche attraverso l'analisi di quella “virtuale”.
D'altro canto il tempo fa crescere la profondità dei rapporti con le persone conosciute via rete e, a meno di essere stati sinceri fin dall'inizio, riesce sempre più difficile riuscire a scrivere un blog che sia allo stesso tempo coerente con le informazioni che hanno (o che possono trovare) coloro che ci seguono via rete e non susciti incomprensioni con coloro che sono divenuti una frequentazione reale (1).
Qui entra in gioco la seconda variabile: lo spazio. Lo spazio che le costruzioni virtuali e le persone che grazie ad esse interagiscono con noi.
(1) vedremo qualche esempio più avanti

5 commenti:

Antonio Saccoccio ha detto...

ciao Ipazia
scusa l'off topic, ma non vedo email e non so dove scriverti.

Ho visitato il tu blog e lo trovo molto interessante.
Volevo invitarti ad iscriverti a Razblog.org.
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Si parte il 26 Aprile!
Ciao e a presto

Antonio Saccoccio

Anonimo ha detto...

Naturalmente qui si parla dell'identità primaria...
poi ci sono tutte quelle secondarie.

rosalux ha detto...

anonimo:
che intendi dire, con identità primarie e secondarie?

annarella ha detto...

Leggo adesso :) e nel frattempo leggevo un pezzo sui diversi profili che presentiamo nel cyberspace a seconda delle diverse attivita' che portiamo avanti e di come possa essere un problema se il mio profilo su MySpace (ambito ludico-sociale) viene trovato da chi mi cerca su Linkedin (ambito lavorativo).
Molto interessanti le tue riflessioni sul tema del cyberspace. Grazie

ipazia ha detto...

ciao annarella, grazie!