28 novembre 2007

new entry

Arriva un altro blog nel menù a sinistra: Perle complottiste.

Hat tip: mmax

26 novembre 2007

Delizioso

Archimede che grida "Eureka!" e Karl Marx che si scalda a bordo campo. In questo delizioso video dei Monty Pithon anche il risultato finale è filosoficamente corretto.



Hat tip: rosalux

23 novembre 2007

Varie ed eventuali

Riprendere a scrivere sul blog dopo una pausa relativamente lunga non è semplice.
Per rompere il ghiaccio vi mando a leggere un post di Massimo Manca intorno al dottorato di ricerca. Alle sue considerazioni aggiungo solo una piccola nota personale. Anche io stavo facendo il dottorato all'epoca dell'assassinio di Marta Russo (o forse l'avevo appena finito) e notai che improvvisamente (e purtroppo vista la ragione) tutta l'Italia imparò che c'eravamo anche noi al mondo.

08 novembre 2007

Heinlein


A dire il vero io avrei preferito essere in Fanteria dello spazio oppure, ancora meglio, in Una famiglia marziana.


You belong in the Cat Who Walks Through Walls. You are creative and cunning. Your works often feel empty to you, though others love them. You suspect that the universe and everyone in it are just characters in someone else's story.
Take this quiz!





Respiro lieve

19 ottobre:
" Ed una lupa, che di tutte brame
sembiava carca ne la sua magrezza,
e molte genti fé già viver grame,
questa mi porse tanto di gravezza
con la paura ch’uscia di sua vista,
ch’io perdei la speranza de l’altezza."

8 novembre:
"Lo duca e io per quel cammino ascoso
intrammo a ritornar nel chiaro mondo;
e sanza cura aver d’alcun riposo,
salimmo sù, el primo e io secondo,
tanto ch’i’ vidi de le cose belle
che porta ‘l ciel, per un pertugio tondo.
E quindi uscimmo a riveder le stelle."

17 ottobre 2007

Sogni solatii

Anche stasera cercheranno di trascinarmi a vedere un film impegnato. Io tremo sempre in queste occasioni, e cerco di sottrarmi alla noia che mi prende non appena l'idea sorge nella mente di qualcuno che mi sta accanto.
Non cercate nella mia biblioteca letteratura "alta" e nemmeno tra i miei dvd (o finanche VHS) film d'autore. Non li trovereste.
Ringrazio un paio d'anni adolescenziali che mi hanno trascinato, precoce e noiosa intellettuale in erba, nei territori della letteratura e del cinema, così almeno su qualche classico, chessò Proust - riesco a imbastire una conversazione, anche se molto sintetica (di solito: Proust? che rottura di coglioni! o, se l'ambiente non lo consente: Proust? e bevo un sorso di vino).
In particolar modo - l'amico letturalenta stia attento a non rovesciare la birra - non amo la letteratura e il cinema contemporaneo.
Non fraintendetemi - non tollero essere fraintesa, mi viene il dubbio di pensare male, con fallacie - se per letteratura intendete gialli, noir, horror, fantascienza e per cinema pure, allora eccomi.
Ma non tentate di farmi leggere Pamiuk o farmi vedere Viaggio a Kandahar.

Mi piacciono i romanzi storici, e così, qualche tempo fa ho comprato un libro di Pamiuk che dalla quarta di copertina pareva strepitoso, ambientato nel XVII secolo.
Alla quinta pagina di descrizione della miniatura di un cavallo le mie imprecazioni avevano varcato la soglia dei decibel fissata per legge per i rumori molesti.

E la visione di Viaggio a Kandahar ha messo in seria crisi la stagione sentimentale più bella della mia vita (grazie a dio il film è finito ma la stagione continua).

La mia posizione è semplice: considerato il mio lavoro, io non leggo per hobby, e nemmeno guardo film. Se devo concentrarmi e pensare, allora lavoro. Se non è lavoro è cazzeggio. E se è cazzeggio non può essere Viaggio a Kandahar o Pamiuk. (tengo a precisare che sono solo due esempi, vale anche per Joyce e Antonioni).

E non mi piace il cinema italiano. Tutto, in blocco, non mi piace. Non faccio distinguo, per distinguere è necessario pensare, e pensare è lavoro. Non cazzeggio.

16 ottobre 2007

Ramarri ridenti

Non cercate ragioni in questo titolo. E nemmeno in questo post. Del blog non parliamo neppure.
Chiarito questo, possiamo continuare.
Sono quattro notti che intorno alle due vengo svegliata dall'abbaiare frenetico e frustrato di due dei miei cani. Riepilogando: i cani sono quattro, ma due vivono tra casa e giardino e altri due solo in giardino; non c'è razzismo in questa scelta, e nemmeno rifiuto della multiculturalità, solo che due sono cuccioli e in casa incontenibili.
Orbene, quando scende la sera i due cuccioli - mediamente 40 chili l'uno, due bestie insomma - vengono chiusi in un recinto (largo per carità e ben pulito, e coperto, e con due cuccie imbottite); non fanno storie, di regola.
Però da qualche notte, verso le due appunto, impazziscono di latrati. E mi svegliano. E tocca bestemmiare, alzarsi, buttarsi qualcosa addosso, uscire nel buio e arrampicarsi per cinquanta metri in salita, in mezzo all'erba, per convincerli che non è né il caso né l'ora.
Resta il mistero della motivazione.
Sciolto stanotte.
Che sulla collina vagassero cervi, cervidi, e ogni sorta di altro quadrupede con le corna era cosa ben nota.
Che un paio di questi bastardi cornuti avesse deciso di sfruculiare i miei cani bramendo protetti dal recinto ove essi vivono reclusi le ore notturne no.
Ma domani notte apro il cancello.
Preparatevi, stufato di cervo con polenta nei prossimi we invernali.

Detto questo, qualche tempo fa un'amica mi ha rimproverato dicendo che devo smetterla di pensare al mio corpo come se fosse quello di qualcun altro; non nel banale desiderio di me, che non mi abbandona mai, ma nelle attenzioni, in particolar modo quelle relative alla salute, che dovrei dedicare all'involucro che avvolge le mie cellule cerebrali. (che sono ovunque, ma in particolare concentrazione nel fegato, pare). Ci ho riflettuto sopra e ho deciso che non ha torto. Comincerò quindi dal blog, essendo la mia posizione filosofica assolutamente certa dell'identità tra reale e virtuale.
Scriverò un sacco di post d'ora in poi.

15 ottobre 2007

Primarie e primati

Non sono andata a votare alle primarie.
Solo che il punto non pare essere questo, ma il fatto che si debbano spiegare le motivazioni. Le quali motivazioni sono in contraddizione tra loro, e questo è un bel problema. Non per me, ma per chi crede che le ragioni per le quali si fa o no una cosa debbano essere coerenti, cogenti e finanche in ordine (crescente o decrescente) di importanza e pertinenza. (vedi post di nullo, per esempio).

Non sono andata a votare alle primarie.
L'altro giorno un'amica - rosalux - mi ha suggerito di leggere un post in cui veniva citata Susan Sontag. Mi sono rifiutata, non per il post (che per altro avevo già letto, ma avevo voglia di fare i capricci) ma perchè non sopporto Susan Sontag. E anche a questa affermazione ha fatto seguito una richiesta di spiegazioni. Perchè non ti piace Susan Sontag? Non mi piace nemmeno la mostarda!

Non sono andata a votare alle primarie.
Qualche giorno fa, in giro per Urbino, riflettevo come le città ideali della filosofia e della letteratura siano fortunatamente ideali. Basta leggere la Repubblica di Platone e poi chiedersi: ma io ci vorrei vivere in questo posto? Chiunque sia minimamente ragionevole e che abbia a cuore la sua serenità, per non dire felicità, non ha dubbi sulla risposta.
Il luogo adatto alle città ideali è nella spazzatura della storia. (sono certa che una macchina di amorosa grazia non sarebbe d'accordo).

Non sono andata a votare alle primarie.
I test hanno su di me un'attrazione fatale; no, non quelli del mensa o compagnia, ma le frattaglie dell'interpretazione psicologica o finanche quelli un po' più seri e strutturati.
Perdo tempo a fare e a cercare test quando non vengo a capo di qualche problema; allora lo lascio da solo a risolversi e vado a vedere quanto sono geek (per esempio).

Non sono andata a votare alle primarie.
Tra giovedì e sabato ho avuto un vero e proprio crash informatico che, partito dalla chiavetta usb, ha pensato bene di coinvolgere tutto ciò che di informatico - hardware o software che fosse - potevo toccare. Giovedì sera, in preda allo stress da preconferenza, alle ventitrè accendo portatile e attacco la chiavetta usb con sopra testo e immagini che dovevo presentare il giorno dopo.
Il portatile emette la sua condanna definitiva "PERIFERICA NON RICONOSCIUTA". E tutti i miei tentativi di presentarli nuovamente sono stati vani. Altro non mi rimane da fare che prendere la penultima versione e aggiornarla. Ho finito alla quattro di mattina. Murphy evidentemente mi teneva una mano sul capo, perchè decido non solo di salvare sul portatile l'ultima versione, ma anche di spedirmela a due indirizzi mail che controllo solo da web.
Alle sette la sveglia. Alle dieci sono a Pesaro, davanti alla stazione, e ho mezzora da perdere in un'attesa. Accendo il portatile. Si spegne. Lo riaccendo. Si spegne di nuovo. Mi consolo pensando che nell'aula predisposta per la conferenza c'è un pc e che Urbino è coperta dal wireless. Posso recuperare il mio file in un qualunque momento prima dell'inizio della conferenza.
E invece no. L'aula è un bunker sotterraneo. (comunque alla fine ci sono riuscita).

Non sono andata a votare alle primarie.
Eh, no.

12 ottobre 2007

storia del web

Tu gli dici che il web è nato nel 1602 e loro ti guardano - e si guardano - attoniti e un po' confusi.
Poi glielo dimostri.
E dopo cinque ore ti rintronano ancora le orecchie.

06 ottobre 2007

dirlo non dirlo

Tra rosalux, palmiro e cadavrexquis un'interessante discussione. La trovate qui, e qui.
Cosa posso aggiungere? Che comprendo le posizioni di tutti e tre. La sfera della sessualità è privata, dice Palmiro, nessuno può essere costretto a parlarne. Ha ragione. Rosalux e cadavrexquis ne fanno una questione politica e sociale: se un politico rende nota la sua omosessualità compie un'azione con innegabili ricadute positive per tutti gli omosessuali (e non, ricordiamocelo sempre). Hanno ragione.

cadavrexquis spiega molto meglio di quanto potrei fare io perchè ha ragione.

Il mio cuore sta con palmiro, ma la mia ragione con cadavrexquis e rosalux.

05 ottobre 2007

Un'ovvia soluzione

Non sarebbe molto più semplice dare la cittadinanza a tutti gli extracomunitari che sono in Italia da più di tre giorni?

02 ottobre 2007

Posta troppo poco

Candide posta poco, troppo poco. E, come pedagogia insegna, quando lo fa va premiata.
E poi il dialogo che propone è troppo seduttivo e affascinante per non farne il link di oggi. La fabbrica dei mostri.

27 settembre 2007

Il ridicolo non muore mai

Sempre a proposito del dittatore iraniano, il link di oggi vi porta da cadavrexquis.
Ma il tema è centrato sulla stampa italiana (e in particolare su quello straccio antisemita che continua ad essere il Manifesto).

Le risate non seppelliscono

[Aggiornamento: adesso il link al video dovrebbe funzionare.]

Non seppelliscono, ma a volte sono uno spettacolo da non perdere.
Via anellidifumo il video nel quale gli studenti ridono in faccia ad Ahmadinejad.

25 settembre 2007

La decadenza degli intellettuali

E' il titolo di un vecchio libro di Bauman che vi consiglio caldamente di leggere; per essere più precisi è il titolo italiano, quello inglese suona diverso, e anche la scelta del titolo italiano mi sembra un sintomo preciso. (adesso non ho il libro sottomano, ma mi riservo di essere più chiara in seguito, e comunque non è del libro che voglio parlare, ho solo rubato il titolo).

Un chiaro sintomo della decadenza degli intellettuali - e con questa definizione in questo post voglio intendere in primo luogo filosofi, scienziati, docenti universitari - mi pare questo: si sentono legittimati e vengono legittimati, in virtù del loro ruolo professionale, ad esprimersi in pratica su qualsiasi argomento. E così ci ritroviamo un ingenuo scienziato che non distingue luoghi, definizioni e discipline (leggete il bellissimo post di azione parallela) oppure un filosofo (?) che non sapendo più che fare firma appelli imbecilli e in malafede che trattano questioni politiche delle quali non sa nulla e scrive su argomenti che professionalmente ignora.
Ecco, se un filosofo oggi è questo, cioè una persona che esprime un'opinione su qualunque cosa, pretendendo legittimazione in quanto filosofo e/o docente universitario allora io e Vattimo non facciamo lo stesso mestiere.
E meno male.

24 settembre 2007

Un blogger nato

Se regge per qualche mese ancora lo linko.
E' un blogger nato. Clemente Mastella.

Definizioni

Dal blog di rosalux riporto la traduzione, l'originale sta su Dr.Psycho ma io l'ho letto su amorosa grazia.

"Cristianesimo: La credenza che uno zombie ebreo cosmico possa farti vivere in eterno, purchè tu ne mangi simbolicamente le carni e gli dica per via telepatica che lo accetti come tuo Signore per consentirgli di rimuovere la forza maligna nella tua anima, forza che affligge l'umanità intera da quando una donna-costola fu indotta da un serpente parlante a mangiare il frutto di un albero magico ."

20 settembre 2007

Porta Pia

L'anniversario della presa di Porta Pia è oggi. Così, tanto per ricordarlo.

19 settembre 2007

07 settembre 2007

Pag

Ha smesso di piovere. E si torna ad andare di snorkel.

31 agosto 2007

A proposito di lavavetri

Il link di oggi porta al sito dell'Unità: Sinistra al semaforo, ma anche rosalux è da leggere: Teatrino fiorentino.

30 agosto 2007

geek!

Via danzasull'acqua il geek test!
Io sono: +++++ Super Geek ...................................≥45%

29 agosto 2007

Pico della Mirandola

Un matto, sostanzialmente. E ricchissimo. Certo, geniale.
Ma anche uno con del culo, se vogliamo. Allora nasce ricco, e va bene. Ha voglia di studiare, e sembra anche bravino, allora la mamma, per evitare che i fratelli maggiori gli facciano le scarpe gli intesta un terzo del ducato e lo manda a Bologna a studiare diritto canonico. Lui quindi se ne frega dell'amministrazione, lascia che se ne occupino i fratelli e si limita a incassare. Studia a Bologna, poi la madre muore e visto che il diritto canonico gli interessa ancora meno dell'amministrazione terriera se ne va a Ferrara, dove conosce Vespasiano Strozzi e Giambattista Guarini. Poi va a Padova e a Pavia. A un certo punto va a Firenze; Firenze in quegli anni è come la Barcellona della movida o la Berlino di Weimar: ci passano tutti quelli che contano, e come può mancare Pico? E' il 1484, e Pico - che ha 21 anni - a Firenze conosce Marsilio Ficino e Angelo Poliziano (pare che il Poliziano avesse una predilezione per i bambini, che gli costa un anno di esilio da Firenze, anno che passa insieme a Pico a girovagare per l'Italia), insomma dopo Aristotele (Padova) conosce Platone.
Non ha un carattere facile Pico. Passionale, irruento, affatto convinto delle divisioni filosofiche e religiose, gira con il suo ebraista personale, Elia del Medigo, e a volte anche con Manuele Adramitteno, che gli insegna il greco. Insomma è una star, con tanto di personal team al seguito. Tanto per non farsi notare si mette a litigare con Ermolao Barbaro, che in quel momento è il massimo conoscitore di Aristotele in un momento in cui Aristotele è considerato il top (ed è anche un grande diplomatico).
Più o meno come se un laureando in fisica si incazzasse con Fermi, sostenendo che non capisce niente di fisica.
Nel 1585 è a studiare a Parigi, e - a parte che da quel momento in poi si sente parigino dentro - comincia a pensare all'individuazione, all'interno delle singole correnti filosofiche, di quei principi comuni che possono portare alla pace universale tra gli uomini. Non ci pensa sopra a lungo comunque, l'anno dopo torna a Firenze e poi va a Roma perchè vuole organizzare a sue spese un convegno tra i sapienti per discutere le novecento tesi che ha stilato. Parigi, Firenze, Roma. Nel tragitto tra Firenze e Roma si ferma ad Arezzo e incontra una sua ex amante, vedova di un Medici, ma risposata a non mi ricordo chi. Pensa bene di "rapirla", chè il viaggio pare monotono altrimenti, infatti si anima subito, perchè gli aretini si alterano, li inseguono, ammazzano i servi di Pico e arrestano lui. A quel punto ovviamente la signora, Margherita, comincia a urlare che è stata rapita. (fa diverso, dicono dalle mie parti). Comunque interviene Lorenzo de' Medici e Pico viene rilasciato.
A Roma va dal papa, con le sue novecento tesi (ha 24 anni) e il suo progetto di convegno, paga tutto lui aggiunge (che gli frega? è il fratello maggiore che si sbatte a Mirandola per far rendere il feudo!).
Le novecento tesi hanno il pomposo titolo di Conclusiones philosophicae, cabalisticae et theologicae e nelle sue intenzioni i partecipanti alla discussione devono trovare i punti di accordo. Come introduzione scrive il De homini dignitate (che, come tutte le prefazioni che si rispettino, è scritta dopo).
Il papa è un po' perplesso. Chi sarebbe questo giovanotto, un rapitore di vedove che gira con un ebraista, pieno di soldi, e che ha l'ambizione di mettere di mettere su una giostra di sapienti in una situazione politicamente e ideologicamente spinosa? Prende tempo, il papa, e istituisce una commissione per avere un giudizio. La commissione decide che sette tesi sono eretiche e altre sei discutibili.
Ma Pico non sta capito, e scrive l'Apologia per contestare le contestazioni. E il papa gli manda a dire, ah si? E allora ti dico che sono eretiche tutte e novecento.
Ma ancora Pico non sta capito. E allora il Papa glielo scrive, e gli scrive anche di smetterla con tutte quelle storie.
Pico capisce che tira una brutta aria e scappa in Francia, ma viene arrestato a Lione. A Parigi un po' si incazzano per l'arresto, interviene anche Carlo VIII e allora dopo un mese viene rilasciato a condizione che torni a Firenze. E che ci rimanga.
Il solito Lorenzo de' Medici gli offre una villa a Fiesole. Lui ci studia, e mentre studia cerca di convincere Lorenzo che è il caso di richiamare a Firenze il Savonarola. (la gratitudine eh?)

Non abbastanza sicuro di avere pochi guai Pico si mette a studiare la cabala (con un personaggio un po' ambiguo, Fabio Mitridate).
Muore il 17 novembre 1494, proprio il giorno in cui Carlo VIII entra a Firenze.
Un mistero la morte, si parla ancora di avvelenamento.

Cronache Marziane

Ieri sera ho fatto un giro alla festa dell'unità nazionale, che quest'anno si tiene a Bologna. Meglio di altre edizioni, sicuramente, anche se la libreria continua a sembrare un mix tra alfabetizzazione e mercato.
Stendo un velo sul programma culturale e racconto invece dell'intervento del nostro magnifico sindaco, Cofferati, che ha illustrato le grandi e magnifiche sorti progressive che attendono la città.
Per farla breve, alcuni giornalisti intervistavano il sindaco. C'erano tutti i giornali di Bologna, o che hanno una cronaca dedicata alla città: repubblica, il corriere della sera, il resto del carlino, il domani.
Posso dire un incontro- truffa? Nessuna domanda non dico spinosa, ma nemmeno vagamente problematica, un teatro dell'assurdo nel quale le domande erano costruite perché Cofferati potesse rispondere con ampio agio, spesso sfiorando i toni da comizio. A mezzora dall'inizio qualcuno tra il pubblico ha provato a intervenire, peraltro con toni decisamente educati, ma è stato immediatamente zittito dal moderatore del "dibattito" che ha chiarito che non era affatto previsto dal programma che si potessero porre domande al sindaco (eppercarità).
Per cinque volte (poi ho smesso di contare) Cofferati ha chiarito come:
"la cittadinanza non ha la percezione di quello che sto facendo per questa città".
Insomma, per almeno cinque volte ci ha definito imbecilli. E questo senza che nessuno dei giornalisti presenti (visto che il pubblico era stato zittito) pensasse bene di intervenire.
Il punto mi pare invece che la percezione l'abbiamo chiarissima, ed è questo il suo problema.
E infatti, in una platea tradizionalmente amica come quella della festa dell'unità il sindaco ha incassato ben pochi applausi e tutti su affermazioni assolutamente generiche. (anche perché non ne poteva fare altre).

Perché "cronache marziane"? Perchè mi è parso evidente come giornalisti e sindaco vivano (o fingano di) in una città diversa rispetto ai cittadini comuni. Per giornalisti e sindaco i problemi di Bologna sono i lavavetri e gli occupanti di case del comune, e - ovviamente - gli immigrati clandestini.
Non una parola sui rapporti, sempre in peggioramento, con l'università, non una parola sugli affitti che affliggono studenti e lavoratori fuori sede, non una parola sugli appalti, sui bandi di concorso, sulla scuola, sui trasporti pubblici.
Non una parola sul futuro culturale di questa città, in coma da decenni.


La città ringrazia e spera che Cofferati si tolga dai dintorni anche prima della fine della legislatura.

27 agosto 2007

24 agosto 2007

Keynes

"Contro la stupidità anche gli dei sono impotenti. Ci vorrebbe il Signore. Ma dovrebbe scendere lui di persona, non mandare il Figlio; non è il momento dei bambini".

18 agosto 2007

Motivi

Ci deve essere un motivo - o più di uno - per cui andare da Milano a Lipsia costa 9.99 euro e da Bologna a Rodi milletrecentocinquanta.

E' che una settimana a Lipsia non mi attira per nulla.