01 giugno 2006

George Steiner

George Steiner ha bisogno di poche presentazioni; critico della letteratura, studioso del linguaggio, filosofo etico, martedì ha ricevuto a Bologna la laurea honoris causa in Lettere e Filosofia. Purtroppo non sono riuscita ad andarlo a sentire, ma oggi trovate su repubblica la trascrizione della sua lezione magistrale (e se qualcuno me la segnalasse in rete la riproporrei volentieri integralmente qui sopra).
Voglio però riportare qui almeno la conclusione:

"Due convinzioni ha dominato la mia vita intera. La prima: se la barbarie sopraggiunge non c'è nessun luogo, anche quello più caro, che non si possa abbandonare. Quando viene la barbarie, l'importante è partire. Si prende la valigia. Oggi, in Inghilterra, viene proposto nell'unione dei docenti universitari di boicottare Israele non pubblicando le ricerche degli studiosi israeliani, non invitandoli ai convegni. Io sono certo che Oxford e Cambridge rifiuteranno questa idiozia, ne sono assolutamente certo. Ma se per un miracolo di stupidità (esistono, i miracoli di stupidità) questa proposta fosse accettata, credetemi, dopo quarantrè anni nel mio college a Cambridge io partirei. Farei le valigie e direi arrivederci. Rimanere vorrebbe dire essere complice, essere implicato nella barbarie.
La seconda convinzione viene dall'insegnamento di un maestro del Chassidismo, l'imparagonabile Baal Shem: "La verità è sempre in esilio". Meravigliosa parola, immensamente ebraica ma anche universale. "La verità è sempre in esilio"... Appena entrato in porto, Ulisse issò nuovamente le vele per un nuovo viaggio. Povera Penelope. Ma quando io ritorno a Bologna, Alma Mater Studiorum, nobile tra le università, ho la sensazione felice e pericolosa di essere accolto nella mia casa. Grazie di tutto il cuore."

una breve presentazione di George Steiner

8 commenti:

letturalenta ha detto...

Noto una certa qual contraddizione fra queste due frasi:

1. Oggi, in Inghilterra, viene proposto nell'unione dei docenti universitari di boicottare Israele non pubblicando le ricerche degli studiosi israeliani, non invitandoli ai convegni. Io sono certo che Oxford e Cambridge rifiuteranno questa idiozia, ne sono assolutamente certo. Ma se per un miracolo di stupidità (esistono, i miracoli di stupidità) questa proposta fosse accettata, credetemi, dopo quarantrè anni nel mio college a Cambridge io partirei.

2. quando io ritorno a Bologna, Alma Mater Studiorum, nobile tra le università, ho la sensazione felice e pericolosa di essere accolto nella mia casa.

Non che George Steiner sia tenuto a conoscere vita morte e miracoli dell'oscuro ateneo felsineo, per carità, ma quello che a suo dire fanno oggi in Inghilterra, a Bologna lo facevano uguale uguale tre o quattro anni fa, se non ricordo male.

A parte questo, io Steiner non riesco proprio a inquadrarlo. Bravo, neh, ma sempre con quel tono da santone, da dio in terra, da guru... me pare er Coelho della critica, me pare! Lo disse bene un tale sulla Rivista dei libri, un paio di anni fa, e fortuna vuole che il suo articolo sia reperibile in rete: http://www.larivistadeilibri.it/2004/07/erspamer.html.

ipazia ha detto...

no, sono due cose distinte, allora: qualche anno fa è uscita a bologna una lettera aperta a israele firmata da parecchi docenti bolognesi che possiamo definire "equivoca". dubito che steiner ne abbia saputo qualcosa.
poi c'è stata più o meno nello stesso periodo un'altra università italiana (del nordest mi pare, ma francamente non ricordo quale) che se ne è uscita con la proposta di boicottare studenti e docenti israeliani; prontamente rientrata di fronte a una serie di proteste, e non dubito che accadrà lo stesso della proposta inglese (anche questa, mi pare, messa avanti da tre fessi). mi chiedo piuttosto, se con quel "pericolosa" steiner non abbia voluto alludere al fatto che bologna è stata l'unica università italiana ad avere un rettore nazista: goffredo coppola. considerato che costui apparteneva alla stessa facoltà che gli ha dato la laurea potrebbe anche essere.
sullo steiner critico davanti alla tua competenza mi inchino, devo ammettere che il mio è amore, non razionalità.

letturalenta ha detto...

Meglio così. Per la faccenda del boicottaggio alle università italiane, dico: tutto sommato mi fa piacere sapere che l'università in cui ho studiato non è il covo dei peggiori cretini laureati della nazione, e che c'è di peggio altrove. Quanto alla mia competenza, è talmente piccola che se t'inchini rischi l'artrosi! :-)

ipazia ha detto...

ahimè! che già l'artrite cervicale mi tormenta!

per quel che riguarda l'Alma mater direi che essere contenti (e io lo sono con te) di una cosa come questa è già chiaro indice della sua qualità.
cmq, appena ritrovo il tuo indirizzo mail (e dopo che sarò tornata dai lidi ferraresi questa sera) ti manderò un link.

Eugenio Mastroviti ha detto...

A proposito del boicottaggio alle universita' israeliane, e' stato argomento di discussione alla presentazione dell'Euston Manifesto.

Questa proposta di boicottaggio e' la seconda ad essere lanciata, fra l'altro. C'e' un sito - che e' affiliato all'Euston Manifesto - che fu creato per contrastare la prima proposta di boicottaggio e sta lavorando a combattere la seconda.

Lo trovi qui:

http://www.engageonline.org.uk

ipazia ha detto...

grazie per la segnalazione!

Antonio Saccoccio ha detto...

Post segnalato su Razblog.org

http://www.razblog.org

ipazia ha detto...

grazie per la segnalazione