13 giugno 2007

Gay Pride - 16 giugno 2007

Ho appena prenotato i biglietti per Roma. Anche quest’anno, come sempre, l’appuntamento con il Gay Pride è necessario, nel senso che non può non accadere.

Nel corso degli anni la partecipazione al Gay Pride per me è diventata un punto discriminante.

Chi non partecipa, chi non lo sente come un momento preciso e puntuale di lotta politica, chi non è consapevole che è un punto irrinunciabile, allora non so da quale parte politica militi, ma è un mio nemico.
Non avversario politico, nemico.

Perché un avversario si ha nel gioco, i nemici sono solo quelli che attentano alla tua vita, e non ci sono regole che tengano con i nemici.
Non mi interessa sapere cosa vota, chi sfila al Gay Pride.
Non è affatto importante una scelta elettorale e nemmeno la collocazione politica quotidiana.
Non mi interessa sapere cosa pensa del mediooriente, della guerra in iraq e del buco dell’ozono.

Chi sfila al Gay Pride mi offre la certezza di essermi accanto nelle scelte fondamentali, nell’indicazione alta e illuminista dell’agire politico, nella lotta non solo contro il pregiudizio radicato in italia, ma contro tutte le forme di discriminazione in tutti i paesi, e in primo luogo in quei paesi che per gli omosessuali prevedono la galera, la tortura, la morte.

Penso che il Gay Pride sia l’unica risposta possibile al fondamentalismo, religioso e laico.

Si, esiste anche un fondamentalismo laico, quello che non si riconosce nelle parole di Mill:

“Over himself, over his own body and mind, the individual is sovereign”.


E non parlo qui degli atei devoti, invenzione tutta giornalistica e italiana. Non sto pensando alla destra becera e reazionaria, o al cascame preconciliare.
Non sono quelli il problema per chi si riconosce nel Gay Pride.
O, meglio, lo sono anche loro, ma non nell’accezione che voglio ricordare qui.

Il primo nemico è quella “sinistra” (tra mille virgolette) che è pronta a spaccare vetrine e fermare treni, non diversa nei modi e nel pensiero dagli ultras, ma che per le battaglie di vita e civiltà non si mobilita mai.
E spesso usa i termini “frocio” e “troia” come insulto.
La “sinistra radicale” non sarà in piazza con noi sabato.
Non ci sono voti da raccogliere, non ci sono cassonetti da rovesciare.

Il primo nemico è quella “sinistra” (tra mille virgolette) che sui Pacs, sui Dico, e su ogni possibile variante sta affogando in un mare di ambiguità e di infamia.
Un’ambiguità e un’infamia che non riescono a celare la sostanziale omofobia di una classe dirigente cattocomunista nel pensiero se non nei modi.
La “sinistra riformista” non sarà in piazza con noi sabato.
Non ci sono voti da raccogliere, non ci sono preti da omaggiare.

Sabato 16 giugno, con il Gay Pride, non sfila solo l’orgoglio omosessuale, sfila anche la forza e la determinazione di dire no.
No a chi vuol controllare la nostra sessualità.
No a chi vuol controllare il nostro corpo.
No a chi vuol controllare la nostra vita.

Sabato 16 giugno, con il Gay Pride, ci contiamo.
E sapremo che chi non c’è sabato, per noi non ci sarà mai.

9 commenti:

Numero 6 ha detto...

Calma, calma, ci sarò anch'io.

ipazia ha detto...

ottimo, magari facciamo una sfilata di blogger :-)

MMAX ha detto...

Sign of the times..nel 2000 sfilammo come usenet..ora come blogosfera.

MMAX

Uriel ha detto...

mettiamola cosi': anni fa avevo iniziato a chiedermi se non ci fossero altri modi. Dopo la discesa di Bagnasco e Co, ogni mezzo e' lecito. Tette siliconate comprese.



Uriel

restodelmondo ha detto...

Vorrei poterci essere. Mi limiterò a rompere le scatole a più gente possibile perché ci sia.

ipazia ha detto...

uriel: concordo.

restodelmondo: tu sei sotto esami, non deconcentrarti. e poi la tua parte la fai, e su questo non v'è dubbio alcuno.
ecco, qualche mail di sollecito la puoi mandare, dobbiamo essere centinaia di migliaia.

fB ha detto...

> anni fa avevo iniziato a chiedermi se non ci fossero altri modi

Perbenismo strisciante, a volte capita anche a me.

Per esempio, anche se ho cominciato a trovare offensive le truci e sanguinose rappresentazioni di sacrifici umani e cannibalismo, non ho cominciato a richiedere a gran voce l'abolizione di queste crude cerimonie, ma ho bensí smesso di visitare chiese durante la messa.

Eupastor ha detto...

Io ci saro'. Non fisicamente, non posso venire, vivo in Olanda, ho due figli, ma io ci sono. Credo di essere della sinistra riformista, ex comunista, ex autonomo, ex tutto. Ma io ci saro'. E non saro' il solo. Di sinistra. Comunista. A sostenere i diritti degli omosessuali. Come sempre.

inquilina g ha detto...

Vero, verissimo. Quando ho visto la manifestazione m'è venuta l'uggia che qui tutta questa normalità ci sarà forse mai. Per adesso gli omosessuali sono il nemico numero uno e si issano bandiere contro di loro, contro la loro propaganda. Corruttori, sobillatori... Loro, noi. Una vergogna. Par di essere nel '65.