16 settembre 2008

Memento

Questo link meriterebbe un commento articolato, che non ho modo di fare adesso. Però lo bloggo, ché non mi devo dimenticare di farlo.

Anche questo link meriterebbe un commento. E nello stesso post.

E anche questo. Sempre nello stesso post.

Insomma, questo post si intitola memento, ed è praticamente a uso interno.

La Carrefour perde clienti?

Speriamo. Ma saremmo in molti a essere contenti. Della vicenda del bimbo di Assago ormai parla tutta la blogosfera, ma un memento in più, per quelli della Carrefour, non fa male. Speriamo faccia malissimo.

A quanto pare, dopo una prima invereconda e impudica risposta, diretta non al bambino, non alla madre, ma ai clienti, la Carrefour ha contattato chi doveva contattare.

Intanto copioincollo lo splendido post di restodelmondo:
Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago...

e come lei aspetto di vedere se serve.

Poi linko anche kanemukkha e la sua splendida vignetta.

13 settembre 2008

Prostituzione e reato

Ecco, io la penso così:
Ciascuno ha piena sovranità sul suo corpo, quindi ha anche il diritto di venderlo.
Nessuno ha il diritto di comprare il corpo di un altro.

12 settembre 2008

Bologna news

Che bello sapere che il sindaco di Bologna(1) partecipa a una tavola rotonda sul federalismo alla festa dei giovani di An con Alemanno e Flavio Tosi.



(1) con un ufficio stampa estremamente attento alle problematiche della rete.

Sconcerto

C'è una cosa che non capisco (non una sola, sia chiaro, ma cominciamo da quella) nelle vicende di alcuni bambini scomparsi, come Denise Pipitone per intenderci. E sono le modalità, almeno per come le presentano i giornali. Allora, tu sei con un bambino (tuo figlio, tuo nipote, il figlio di un'amica alla quale fai un favore ecc..), passa un turista, un fachiro, un facocero, e nota una rassomiglianza con un bambino scomparso da anni; bambino che costui ha visto solo in foto, magari mesi prima.
E da questo ne consegue che arriva la polizia, vi prendono, vi separano, vi fanno l'esame del DNA e vi sparano sui giornali a tutto campo. Ecco, vorrei sapere se questo può accadere anche a me, o se accade solo a rom, extracomunitari, and so on. Perchè mi viene il dubbio che sia una procedura un po' razzista (molto) che viene messa in atto solo nei confronti di coloro che non sono in grado di far arrivare un avvocato al volo; e non parlatemi di documenti, ché le mamme che vedo in giro per strada dubito si portino dietro qualche documento che attesta che il pargolo è progenie loro.

09 settembre 2008

Scuola e tagli? No grazie

Leggo Uriel sulla scuola, ma non sono tanto convinta. Ha ragione quando dice che la scuola italiana era una scuola d'eccellenza, che ha dato al mondo - tra le altre cose - i ragazzi di via Panisperna; ma quei ragazzi venivano da una scuola superiore e da una università che, nei fatti e nella legge, erano a numero chiuso. Fino agli Sessanta le classi dei nostri licei erano formate da un numero di studenti che arrivava al massimo a sedici/diciotto persone. All'università, fino al 1969, anno della liberalizzazione degli accessi, la situazione variava di poco; chi ha fatto l'università pre-sessantotto non è che trovasse docenti migliori, trovava spazi e tempi, e ci cresceva.
Adesso la situazione media in un buon liceo italiano è questa: classi di venticinque/trenta persone. (e parlo dei licei, tacendo del resto per amor di me).
Vediamo cosa significa in pratica, per l'insegnamento di una disciplina che al liceo ho insegnato per cinque anni (in tutt'altra situazione comunque, perchè ho fatto quattro mesi di insegnamento in una scuola pubblica e sono fuggita inorridita).
Dunque: in una prima liceo classico le ore di filosofia alla settimana sono tre. Le settimane di scuola circa trenta; dunque in una prima liceo si fanno 90 ore di filosofia in un anno. Cominciamo dalle rogne, che insegnare è meraviglioso, ma interrogare e giudicare molto meno; pensiamo alla situazione migliore che mi possa capitare, una classe di venticinque persone. Devo interrogare ciascuno almeno due volte a quadrimestre, (la legge parla di numero "congruo" di valutazioni, senza specificare cosa vuol dire), ma per amore di teoria ammettiamo che ne bastino due, perchè tutti prendono la sufficienza o più in tutte le valutazioni. (quello che prende sei e quattro mi scombina già tutto, e mi rimanda al giro dell'oca). Sono venticinque. Quanto tempo dura ciascuna interrogazione? diciamo mezzora? tre domande, tre risposte. Quattro domande va. Venticinque studenti sono almeno, (almeno) venticinque ore a quadrimestre; I quadrimestri sono due; e le prime cinquanta ore sono volate. Nelle rimanenti quaranta devo spiegare, almeno, i seguenti argomenti:
origine della filosofia
sofisti
materialisti
platone
aristotele
le scuole ellenistiche
almeno, che dovrei arrivare, secondo programma ministeriale, al XV secolo, che l'anno successivo in teoria dovrebbe cominciare dal XVI.
Se va tutto bene, i miei studenti cominciano con un "buco" di settecento anni.
questo se va bene,  che se ci mettiamo che magari, su venticinque, non tutti capiscono al primo colpo, qualcuno si ammala, qualcun altro ha bisogno di un ripasso, tutto va a monte.
Tutto questo solo per cominciare a inquadrare il problema, che salto (ma ci ritorno se serve), tutta la parte burocratica che va assolta. Anche in classe. Per dire, fare l'appello, controllare le assenze, le giustificazioni, ecc...è qualcosa che ruba almeno dieci minuti all'ora.

Qualche soluzione solo alle tre banali cose qui esposte? Raddoppiare il numero delle classi. Al massimo quindici/diciotto persone. Meglio ancora dodici (12). Raddoppiare (raddoppiare) il numero dei docenti. Far eseguire la parte burocratica (controllo delle assenze, delle giustificazione, ecc...) al personale amministrativo, quando il docente entra in classe il suo compito deve essere uno: INSEGNARE.  E ogni insegnante deve insegnare la SUA materia, quella nella quale è laureato. Via con lo scandalo (SCANDALO) che il laureato in Filosofia insegni anche storia, che il geografo insegni matematica, l'economista informatica, il laureato in Lettere Moderne latino. Una materia, un insegnante.

Dopo che tutto questo funziona, pensiamo ai tagli. meditati o meno. Di sinistra o no. 
Perchè la questione è che al momento, chi fa meno danni, è chi sta fermo. Non siamo nemmeno nella paradisiaca situazione di dover scegliere tra geometra o architetto di tendenza. 
Se proprio nessuno ha un progetto,  perché *nessuno* ha un progetto sulla scuola, nemmeno questa sinistra di scalzacani d'accatto,  allora che stiano tutti fermi.

08 settembre 2008

Gli ISP italiani e la censura

Dal blog di Marco D'Itri. Da leggere e diffondere.

Repubblica e Aristotele

Forse non tutti sanno che esiste una cosa che si chiama "filosofia aristoteliana".
Meno male che per l'umor nero esiste repubblica, che comunque quattro risate riesce sempre a farcele fare.

05 settembre 2008

02 settembre 2008

eh si, rosico

Rosico, devo ammetterlo, rosico. Dal Metaponto, a 34 gradi, con il mare blu, la grigliata accompagnata dal Primitivo a 17 gradi servita direttamente in spiaggia, dopo due pernod e un campari, devo ammettere che rosico. Con il wireless in spiaggia e i delfini a vista, rosico. Ammettle sconfitte, ammetto. (per candide e equilibriodinamico, ché non metto i link che con il sole vedo male il maus.)