16 aprile 2007

Quando si è vecchi?

A differenza di Cicerone non penso affatto che la vecchiaia sia - da sola - una malattia. E negli ultimi tempi sono accadute alcune cose che hanno confermato la mia opinione: la vecchiaia non è una questione biologica.
Un paio di settimane fa mi chiama uno degli ultimi patriarchi della mia famiglia, uno zio ultranovantenne, ex diplomatico, che vive stabilmente a Londra ormai da decenni. Bisnonno di 12 nipoti, lo zio quasi centenario non molla nemmeno per istante il suo ruolo di patriarca e programma da sempre con mano di ferro vita e lavoro della sua progenie.
Aveva una richiesta, diciamo meglio un ordine, ma è sempre molto cortese, legata al futuro universitario dei suoi due nipoti più piccoli (otto e undici anni). Da me voleva che andassi a vedere un appartamento che aveva intenzione di acquistare in previsione degli studi universitari bolognesi dei suoi pupilli.
Accecato dall'affetto, tuttavia il bisnonno premuroso non perde di vista l'affare e la sua intenzione è l'acquisto di un appartamento in nuda proprietà da una persona anziana che presumibilmente possa lasciare libero l'appartamento nei sette/otto/nove anni che mancano all'immatricolazione universitaria di tanto fortunati discendenti.
Il favore allo zio mi costa poco e vado a vedere l'appartamento: un quadricamere più nservizi + attico +nmq di giardino con terrazza sul tetto che domina la città da una splendida posizione di mezza collina. Trattative riservate.
Vado, visito, e relaziono telefonicamente perchè lo zio novantaquattrenne è in ansiosa attesa.
Mi permetto di aggiungere che la signora che vende porta splendidamente i suoi 77 anni e mi pare probabile che possa aggiungerne almeno un'altra decina.
La replica è immediata: "ottantasette anni? ma scherzi? no no, dai retta a me, non ci arriva, è vecchia!".
Esprimo una velatissima riserva, considerata la sua, di età, ma anche questa obiezione cade nel vuoto davanti a un'affermazione alla quale, lo ammetto, non ho saputo replicare:
"Sai perché lei è vecchia e io no? Perchè lei non pensa al futuro, ma si prepara alla morte. Vedi, lei vuole vendere casa sua perchè pensa a quella come alla sua ultima casa. Io no. Io sono in trattative per comprare un appartamento in un residence in sardegna che sarà consegnato a fine 2008, e per ammortizzare l'investimento ci devo andare in vacanza almeno fino al 2015. E non ho certo intenzione di morire prima".
Ecco, è questa inconsapevole percezione del sè che muove al riso.




14 aprile 2007

Raduno usenet

Questo il panorama dall'agriturismo consigliato da maisele e prenotato da mmax.
Allora, di nuovo a un raduno usenettaro. Mmax, Rosalux, Candide, Orso, Maisele, Magister, Palmiro, Inminoranza (accompagnato da una splendida ragazza che spaccia per moglie), d'Itri.
L'unico problema è che la gente si ostina portandosi i bambini. Nota di demerito a Luca Tassinari, JP e Annarella che hanno bidonato, con scuse varie, il raduno.
Un abbraccio a TB.

With a little help from my friends

Mi servono delle indicazioni bibliografiche.
Sto cercando dei diari femminili tra gli anni venti e quaranta del novecento, di donne della piccola e media borghesia italiana.
Possono anche essere dei falsi, purché verosimili.
Il motivo della richiesta ve lo svelrò più avanti.
thanks in advance

13 aprile 2007

Essere giusti con Freud

Studiare e scrivere di notte è un'eredità che devo alla mia vita studentesca. Il buio, la calma, la possibilità notturna di avere molte ore consecutive tranquille hanno definitivamente educato una tendenza già presente. Potendo, io dormo di giorno e veglio la notte.
Così è andata anche questa e, dimenticando consapevolmente che questa mattina alle otto dovevo essere in piedi, sono andata a letto alle cinque.

Raramente sogno o, meglio, raramente ricordo i sogni. E mi capita solo quando sono estremamente vividi sul piano emotivo, nel bene e nel male.

Nel mio brevissimo quanto evidentemente profondo e intenso sonno, ho sognato di dover accudire, prendendola in braccio, imboccandola, cullandola, e via discorrendo, una enorme scimmia antropomorfa, paralizzata sul lato sinistro del corpo.

Ora, il lato sinistro del cervello è quello che la tradizione e il luogo comune riservano alla creatività, quindi in uno scherzoso e ironico esercizio interpretativo si potrebbe dire che il mio inconscio ha voluto rassicurarmi sul fatto che sono mentalmente sana e che sono davvero bloccata sul terzo capitolo del libro che sto scrivendo.

Il fatto che fosse una scimmia antropomorfa la protagonista del mio sogno mi stupisce ancora meno: che altro siamo, in effetti?

L'unica cosa che mi resta inspiegabile, al momento, è il tremendo mal di schiena che mi destato prima dello squillo della sveglia che avevo preso in prestito (mai posseduta una sveglia in vita mia)

11 aprile 2007

Primo Levi

Sul blog di rosalux un'intervista inedita a Primo Levi.

keyword

Rende l'umore altalenante il controllo delle keyword che portano a questo blog. Mi astengo da ogni commento:
invettive contro la televisione, blog italiani all'estero, progetto di vita, art.319 c.p., timeo danaos et dona ferentes, roger caillois, come eliminare le sofferenze d'amore tra partners nel buddismo, superficialità, giro blog, etichetta birra, sparta filosofia libro, parole di socrate ai suoi denigratori, turismo sessuale egitto, ariel toaff laureato in, bosnia sebrenika, manifestazione leo 2007 dico, quattrocento analisi sociale, marocco gay, ipazia blog, casa editrice golfo dei poeti, dico pacs, follia a due, uno straccio di laicità, vignette serra, visualizzazione pensiero, maschera golem, pesach.

Hume

Dal Trattato:
"Il difetto comune ai sistemi dei filosofi che hanno voluto sin ora rendersi conto delle azioni dello spirito è stato di supporre nel pensiero una sottigliezza e una raffinatezza che non soltanto eccede la capacità degli animali, ma anche quella dei bambini e della gente comune, i quali sono tuttavia suscettibili delle stesse emozioni e affezioni delle persone di genio e di scienza."

Gino Strada

E su Gino Strada io linko il post di Uriel: Emergenza emergency

10 aprile 2007

Telecom/3

L'otto marzo ho rifatto - per la terza volta - la richiesta per l'ADSL (da notare che ero stata contattata da Telecom che mi ha gentilmente informato - a dicembre - della nuova incredibile possibilità).
Dal nove marzo la mia richiesta è, secondo il 187, "in lavorazione".
Così, per dire che se se la compra l'AT&T io ci bevo anche sopra.

07 aprile 2007

I puntini sulle C

In Della grammatologia Derrida sostiene che il compito della grammatologia, ("gramma" è il termine greco che significa lettera scritta dell’alfabeto) è quello di comprendere il linguaggio a partire dal modello della scrittura, e non da quello della parola; questo anche perché la scrittura rende disponibile il testo al di fuori del contesto originario nel quale fu prodotto e consente di leggerlo nel tempo. Ed è a questo punto che Derrida introduce uno dei suoi concetti-cardine, il concetto di différance, che ha un duplice significato: da un lato sottolinea la differenza tra il testo e l’autore, tra i quali è sempre presente uno “scarto”, una distanza, ed è proprio questa distanza che consente interpretazioni diverse dello stesso testo; dall’altro la différance rimanda al “differimento”, alla distanza temporale, allo “scarto”, questa volta tra il lettore e il testo.

06 aprile 2007

Parole in prestito

In prestito si. Da anelli di fumo, che nella tragedia di Marco, il ragazzo sedicenne che si è suicidato, riesce lucidamente a individuare responsabilità e colpe: L'ultima vittima.

Atrocità

Ci sono mattine in cui la realtà decide di prenderti a calci nello stomaco.
E lo fa con metodo e con ferocia insieme.
E si resta attoniti, cercando di soffocare i conati di vomito.
No, non per il tabù della carne umana, ma per il dolore che traspare da ogni parola, da ogni vita.
Accompagnato dalla sorda consapevolezza che la rabbia è inutile.
E dalla vergogna per l'inanità.
Rovinatevi la giornata anche voi:
Pigmei in fuga dai cannibali. Siamo cibo per i ribelli

E mi raccomando, preparatevi a dire ai vostri nipoti che vi siete indignati moltissimo.

Hat tip: rosalux (anche se a essere sincera non so quanto le sono grata per la segnalazione)

02 aprile 2007

Uno straccio di laicità

E' splendida la blogosfera. Dal blog di anellidifumo - che sta in Canada, il paese dove la Binetti starebbe in galera, e probabilmente anche Bagnasco, dopo le ultime dichiarazioni - vengo a sapere che il Cassero, che sta nella mia città, ha aderito all'iniziativa dello straccio laico. (ne avevo già parlato qui)

01 aprile 2007

Pesach

Domani mattina parto per Roma (con portatile e connessione, naturalmente).
Mi aspetta almeno un seder aschenazita da favola.

31 marzo 2007

Passaparola laico

darik su it.politica.sinistra:

"Questa mattina hanno cominciato scherzando con gli ascoltatori:
"Mettiamo uno straccetto colorato alle nostre borse, alle auto, agli
scooter, alle finestre, uno straccetto per dichiarare pubblicamente la
nostra voglia di laicità e la nostra contrarietà alle pesanti e
quotidiane ingerenze del Vaticano nella vita politica italiana? E
scegliete voi il colore". Gli ascoltatori hanno scelto: rosa scuro
(porpora?). Un microfono aperto lanciato quasi per gioco si è
trasformato subito in un diluvio di telefonate per testimoniare la
voglia di laicità. Da questa mattina a Controradio (via del Rosso
Fiorentino 2b, 50142 Firenze) sono disponibili straccetti per tutti. E
sono già decine gli ascoltatori che sono passati a ritirarlo. Oltre
alle telefonate continue stanno ricevendo anche proposte - da parte di
edicolanti, commercianti, benzinai - di essere punto di distribuzione
degli straccetti."

Aderire e diffondere mi par d'obbligo.

Pulsione omicide

Ci sono mattine in cui uccideresti qualcuno perché viene a svegliarti con caffè, latte, succo d'arancia e biscotti al cioccolato.

I puntini sulle T

Etica è una parola di origine greca e morale di derivazione latina.
Sostanzialmente significano la stessa cosa: ta ethe (costumi, abitudini) e mores (usanze, consuetudini).

E' però possibile (e doverosa, e scientifica) una distinzione tra etica e morale.
L'etica è una "metamorale"; opera una decostruzione, non ha l'intento di delineare o comporre o fondare le regole di un sistema culturale, ma semmai di affermarne i principi ultimi attraverso una scomposizione delle strutture delle regole che ordinano la condotta.
L'etica riguarda la teoria e la fondazione dei giudizi morali.

Se poi oggi si parla di etica inteso in senso pratico (etica della medicina, etica degli affari, bioetica, etica dell'ambiente, e via discorrendo), noi ce ne freghiamo perchè se la maggioranza delle persone usa le parole a caso, è anche vero che questo blog non ha nessun obbligo formativo.

28 marzo 2007

Ma la Profe?

Mi sto preoccupando, la profe non posta da lunedì; e di conseguenza la qualità delle mie giornate decade.
Mentre aspetto - con un po' di ansia - il prossimo post vi consiglio di leggere questo: ho seriamente rischiato l'infarto per le risate (oltre ad avere scoperto una pratica della quale ignoravo l'esistenza).

Progetti di vita

Ci sono molte cose che alla maggioranza delle persone sembrano normale fluire della vita, e che invece continuano a stupirmi - nonostante l'età non sia più verde.
Una di queste sono i progetti di vita in comune, in breve, le relazioni, le convivenze, i matrimoni.
Per quel che mi riguarda non hanno mai avuto spazio, fosse mentale o fisico.
E quando qualcuno mi racconta delle sue intenzioni a questo riguardo io sono sempre molto perplessa, e qualunque sia l'età del mio interlocutore inevitabilmente penso che sia troppo giovane.
Dopodiché nella pratica quotidiana anche per me le cose sono andate in maniera diversa ma, appunto, non pensate tantomeno programmate. E anche ora, una delle chiavi di volta perchè la situazione non muti è quella di pensare - magari ingannandomi quasi consapevolmente - che sia una situazione transitoria. Convivo si, oggi. Domani chissà. E la convivenza oggi si fonda sul fondamento roccioso della sua presunta precarietà.
Così, davanti al progetto di vita di una persona a me molto vicina (e ormai sopra i trenta) che prevede l'acquisto di una casa a due mi chiedo (e gli chiedo) quanta certezza abbia in questa decisione.
La risposta che mi viene, un po' stupita, è che è il normale fluire della vita, due persone si incontrano, si innamorano e progettano un futuro insieme. E quando si decide di vivere insieme, matrimonio o meno, non si mette in conto che potrebbe finire.
E davanti ad argomentazioni così semplici, io resto perplessa, adesso come dieci anni fa.

26 marzo 2007

Incomprensioni

E se non avessimo capito niente? E se stesse lavorando per portare la chiesa alla rovina dall'interno? Sono quasi convinta che sia l'inviato di una loggia framassonica, di quelle mistico/gnostiche, leggete qui e palesate la vostra opinione (tutto, pur di non lavorare il lunedì mattina...).

20 marzo 2007

Darfur

Un servizio della BBC sul Darfur riporta alcune testimonianze di schiavi; si, avete letto bene, schiavi. SCHIAVI.
Ve lo ripeto? Schiavi.

hat tip: danzasull'acqua

19 marzo 2007

Metamorfosi

Sono in piena scrittura, e come sempre accade, mi trasformo piano piano in una bestia iraconda e irascibile; il processo comincia in maniera quasi impercettibile per poi prendere velocità e diviene inarrestabile.
Si comprende come mai la maggior parte dei filosofi non ha avuto famiglia (a parte l'ovvia considerazione che erano quasi tutti maschi); come è possibile che qualcuno possa sopportare un essere che si aggira per casa ringhiando, non risponde quando gli rivolgi la parola, e se lo fa bercia qualcosa di incomprensibile?
Ne sono certa, questa volta non sopravviverò alla metamorfosi.

16 marzo 2007

venerdì

Nessuno mi dice mai niente e stamattina, attraverso il blog di rosalux, scopro che il mio blog è censurato in Cina.
Non so se esserne seccata o orgogliosa.

15 marzo 2007

ICQ Log

Cochin (04:55 PM) : ho un progetto ipa
Cochin (04:55 PM) : rincoglionirmi totalmente
Cochin (04:55 PM) : iniziare a canalizzare spiriti, sta roba qui

Diotima (04:55 PM) : ? mi pari già a buon punto

Cochin (04:55 PM) : .visto?
Cochin (04:55 PM) : sapevo che avresti appoggiato
Cochin (04:55 PM) : voglio canalizzara kutumi

Diotima (04:55 PM) : più che altro constato.
Diotima (04:56 PM) : eh?

Cochin (04:56 PM) : è importante, canalizzare kutumi

Diotima (04:56 PM) : kutumi sarebbe?

Cochin (04:56 PM) : C’è una vasta categoria di fonti di canalizzazione metafisiche e un numero incalcolabile di esseri extraterrestri, maestri ascesi, principi, spiriti della natura e individui non classificabili. Ci sono filosofi che offrono consulenze generali, come pure un sistema filosofico abbastanza completo in cui la consultazione è collocata, che hanno, in aggiunta ad un punto di vista e filosofia abbastanza coerenti, la volontà di offrire informazioni personali agli individui piuttosto ampie. I maestri ascesi sono canalizzati da diversi gruppi di strumenti (chi canalizza) grandi ed organizzati, quali l’Ordine dei Rosacrociani, Eckankar e i Teosofi. Molte persone hanno canalizzato Kuthumi
Cochin (04:56 PM) : non so cos'è, ma pare che molti l'abbiano canalizzato e voglio farlo anch'io

Diotima (04:56 PM) : Cochin, tu la devi smettere di bere prima del tramonto.

Cochin (04:59 PM) : ssssh, sto canalizzando kutumi

Diotima (04:59 PM) : hahaahahahahah
Diotima (05:00 PM) : per me ha qualcosa a che fare con la prostata

Cochin (05:01 PM) : Ashimah bmsishat shabiratunx schimimk

Diotima (05:02 PM) : guarda che posto il log eh?

Cochin (05:02 PM) : ASHMATUK

Timeo Danaos et dona ferentes

E l’idropico: "Tu di’ ver di questo:

ma tu non fosti sì ver testimonio

là ’ve del ver fosti a Troia richesto".

"S’io dissi falso, e tu falsasti il conio",

disse Sinon; "e son qui per un fallo,

e tu per più ch’alcun altro demonio!".

"Ricorditi, spergiuro, del cavallo",

rispuose quel ch’avëa infiata l’epa;

"e sieti reo che tutto il mondo sallo!".

"E te sia rea la sete onde ti crepa",

disse ’l Greco, "la lingua, e l’acqua marcia

che ’l ventre innanzi a li occhi sì t’assiepa!".

Allora il monetier: "Così si squarcia

la bocca tua per tuo mal come suole;

ché, s’i’ ho sete e omor mi rinfarcia,

tu hai l’arsura e ’l capo che ti duole,

e per leccar lo specchio di Narcisso,

non vorresti a ’nvitar molte parole".

Ad ascoltarli er’io del tutto fisso,

quando ’l maestro mi disse: "Or pur mira,

che per poco che teco non mi risso!".

Quand’io ’l senti’ a me parlar con ira,

volsimi verso lui con tal vergogna,

ch’ancor per la memoria mi si gira.

Qual è colui che suo dannaggio sogna,

che sognando desidera sognare,

sì che quel ch’è, come non fosse, agogna,

tal mi fec’io, non possendo parlare,

che disïava scusarmi, e scusava

me tuttavia, e nol mi credea fare.

"Maggior difetto men vergogna lava",

disse ’l maestro, "che ’l tuo non è stato;

però d’ogne trestizia ti disgrava.

E fa ragion ch’io ti sia sempre allato,

se più avvien che fortuna t’accoglia

dove sien genti in simigliante piato:

ché voler ciò udire è bassa voglia".

14 marzo 2007

In giro per blog

E stamattina tutti a leggere Mastroviti: Bersagli leciti.

13 marzo 2007

Ritorni

Il pensiero morale del settecento è uno dei ciclici ritorni dei miei studi. Per una ragione o per l’altra finisco sempre per tornarci sopra.

Sugli inglesi e sugli scozzesi, in primo luogo; oggi ho passato la mia giornata su questi due, e domani si replica.

Shaftesbury scrive il Saggio sulla virtù e il merito prima di avere vent’anni; sostiene che l’uomo distingue, in maniera immediata e intuitiva, il bene dal male con quello che definisce moral sense, che considera il vero fondamento delle passioni umane.

Influenzato dal platonismo di Cambridge, intende il sentimento morale come innato, anche se suscettibile di modifica dall’ambiente e dall’educazione; e, come per ogni bravo platonico, anche per Shaftesbury chi cede al male è in primo luogo un infelice, perché non vive in armonia.

Sulla medesima linea, ma con sensibilità più vicina all’empirismo lockeano si muove Hutcheson, che ha però da parte sua l’esigenza di demolire le riflessioni di Mandeville (se non avete ancora letto La favola delle api correte a farlo); dapprima scrive il Saggio sull’origine delle nostre idee di bellezza e di virtù, poi il Sistema di filosofia morale, testi sui quali si formeranno, tra gli altri, David Hume e Adam Smith.

Nome in codice: cut a tree

Sono almeno due giorni che fremono discussioni. Le posizioni sembrano e sono inconciliabili. Persone che si conoscono da anni dibattono ferocemente, chiamando in causa e a testimonianza torti antichi, antiche ragioni.
Vengono passate al vaglio le posizioni sull'universo mondo, sul ruolo dell'umano, sull'interazione e sull'integrazione.
Chi urla: "siete razzisti, odiate il meticciato", chi mette sul piano esigenze di ordine e di legalità,non senza appellarsi all'intera armonia naturale.
Chi tace, e vergognosamente non si schiera. (meglio tacere che schierarsi dalla parte del torto comunque).
Chi minaccia di andarsene, e chi se ne è andato(1).
Mentre, inesorabile, l'intera operazione, ormai messa in moto, procede senza esitazione alcuna.

Abbiamo salvato il prugno selvatico, ma salutiamo cinque querce, tre oleandri e uno splendido, ma ormai malato, melo incrociato con chissà che.
Al loro posto arriveranno cinque ciliegi, due peschi e, unica mia vittoria, altri tre alberi di gelso (more bianche e more nere, tiè!)

(1) Io, da Kilombo, anche se ancora non mi hanno tolto.

10 marzo 2007

Kilombo: risposte e chiarimenti

Dopo aver letto tutti i commenti arrivati al post precedente, ho deciso di scrivere questo per riassumere e chiarire i punti sollevati in un'unica soluzione - anche per comodità di lettura. Naturalmente vi ringrazio per avermi dato l'occasione di tornare sull'argomento, ho cassato un commento solo, che chiamava in causa inesistenti problemi di tipo personalistico e che, per questo, mi pareva fuorviante e fuori luogo.
Il primo punto mi pare quello dell'antisemitismo della IADL, per il quale molti degli intervenuti cercano fonti e spiegazioni. Tra l'altro, molti cercano fonti e spiegazioni di affermazioni non fatte da me. E questo mi pare curioso.
Io ho risposto, non a caso, all'articolo di Francesco, e precisamente alla parte che quoto qui:

" E' vero, non si trova tantissimo sulla IADL in rete. Ma quel poco che si trova non è nè antisemita nè filoterrorista. Poi si può discutere sulle idee di questo o quel membro della IADL, ma dal giudizio su una persona non segue eguale giudizio per una organizzazione. Applicando lo stesso criterio, non potremmo - ad esempio - accettare un premio nemmeno dalla Cgil, visto che nelle sue file si sono nascoste (e forse si nascondono ancora) persone che attentano all'integrità dello Stato. Ma questo rende la Cgil filoterrorista? No, secondo me."

Secondo Francesco, dalla personale posizione politica di qualcuno non è possibile risalire ad una responsabilità dell'associazione; questa considerazione non mi convince. La IADL non ha mai preso le distanze - al contrario di quanto ha fatto la CGIL per quel che concerne i terroristi - da affermazioni razziste di alcune dei suoi membri, e questa mancata presa di distanza configura una responsabilità che non può essere negata. E che pesa.
Allo stesso modo, - e l'analogia da me proposta mi pare più opportuna di quella configurata da Francesco - si è comportata la chiesa cattolica nei confronti dei preti pedofili, non allontandoli, non prendendo le distanze, non denunciandone le pratiche. E infatti, proprio per questi motivi, i cittadini comuni, ma anche i tribunali, hanno ritenuto di poter addossare alle gerarchie ecclesiastiche le loro responsabilità per quelle drammatiche vicende. Io un premio dalla chiesa cattolica lo rifiuterei per questo solo motivo (poi ce ne sarebbero anche altri, ma questo mi pare sufficiente).
Altra accuse alla IADL nel mio post non ce ne sono.

Skeight afferma: "Io credo che Kilombo continuerà ad essere uno spazio di discussione credibile sinché darà a tutti coloro che vogliono occasione di parlare; accettare o meno questo premio, non credo possa fare la differenza in questo senso."

Io penso di no. E per due ragioni: dare a tutti la possibilità di parlare non significa ipso facto essere uno spazio di discussione credibile, e lo confermano altre esperienze passate (ricordate i microfoni aperti di radio radicale? E più recentemente Indymedia?), e accettare il premio di una organizzazione politicamente schierata, e di certo non a sinistra, sarebbe un duro colpo alla credibilità di uno spazio nato autonomo, dal basso, e che si propone come uno spazio democratico che non isola nessuna delle voci della SINISTRA.
E metto SINISTRA in maiuscolo, perchè è questa la caratteristica di Kilombo che mi interessa e alla quale tengo di più.

Francesco scrive: "Io non credo esistano i margini per giustificare il rifiuto del premio; tuttalpiù, credo che un premio "allo splendido lavoro [...] e alla democrazia interna" assegnato in una cornice del genere possa essere un'occasione preziosa per portare un certo tipo di messaggio: che democrazia è partecipazione, uguaglianza, libertà. E 'democrazia', 'uguaglianza' e 'libertà' sono parole che in determinati ambienti vicini all'Islam difficilmente si sente pronunciare o elogiare."

Francesco, io penso che le ultime righe smentiscano le prime, e sono convinta che l'assegnazione del premio a Kilombo sia assolutamente strumentale, e funzionale a un tentativo di accreditamento. Usano e mettono in campo strumenti democratici che non condividono, un'operazione che - nel suo piccolo - ricorda quella dell'ufficio stampa di Komeini nei suoi anni francesi. Tra l'altro, piccolo particolare da non dimenticare, chi riceve il premio della IADL ne diventa membro onorario, e - come tale - anche politicamente responsabile di ciò che l'associazione mette in atto. Contenti i redattori di Kilombo...

My two cents.

ps. Per quel che riguarda l'intolleranza, ripeto: il mondo sarebbe un posto migliore se fossimo un po' più intolleranti.

09 marzo 2007

Kilombo

Leggo abitualmente il blog di Francesco Costa, e sono spesso d'accordo con quello che scrive. Non ho linkato, per pigrizia, il suo post sull'otto marzo, e quindi lo faccio ora.
Ma quello che scrive sul premio che la IADL vuole assegnare a Kilombo non mi pare condivisibile; Francesco dice che quello che ha trovato in rete sulla IADL è poco, ma non lo trova antisemita. Sbaglia, e l'errore sembra tanto più rilevante perchè viene da una persona avvezza a farne pochi; continua dicendo che non si può imputare a un'associazione le posizioni di qualcuno dei suoi membri: è vero fino a un certo punto. Se le associazioni accettano dai loro membri - per quanto poco rappresentativi - posizioni che sono in contrasto con la loro politica poi devono assumersene le responsabilità; se non ne prendono le distanze allora noi tutti dobbiamo tenerne conto. (la CGIL ha ben preso le distanze, e non da ora, dal terrorismo.)
Passiamo quindi a parlare direttamente del problema: premio si o premio no.
Per quel che mi riguarda la risposta è: Kilombo deve rifiutare il premio, a costo di apparire intollerante.
E' ora di rivalutare l'intolleranza, non è sempre e comunque un valore negativo. Anzi. Sono spesso intollerante, e mi par d'esserlo troppo poco.
Sono intollerante nei confronti del razzismo aperto, quello volgare e becero di cui tutti abbiamo fatto esperienza nei bar o sugli autobus.
Sono intollerante nei confronti del razzismo che non si riconosce, spesso mascherato da paternalismo buonista.
Sono intollerante nei confronti della dittatura della libertà di espressione, che troppo spesso diviene il tabù al quale dobbiamo sottostare per un malinteso senso di "civiltà".
Sono perfettamente consapevole che per moltissimi uomini "le donne sono tutte troie". Non mi interessa, possono continuare a pensarlo, ma dobbiamo togliere loro gli spazi per "dirlo".
Ecco, la mia speranza è che Kilombo resti uno spazio in cui certe cose non si possono dire.
Che i razzisti scompaiano mi par risultato arduo da raggiungere, mi limito ad auspicare che ci siano degli spazi in cui non sia loro consentito parlare.
In breve, quello che penso è questo: se Kilombo vuole rimanere uno spazio credibile per la discussione a sinistra deve rifiutare il premio.