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24 gennaio 2008

20 dicembre 2006

Al Fatah - Palestina

Su repubblica di ieri è apparsa un'intervista a Baha Belusheh, dirigente di Al Fatah e inviato di Abu Mazen con il compito di coordinare i servizi segreti. E' un'intervista straordinaria che merita di essere conosciuta e diffusa. E' l'uomo al quale Hamas ha ucciso davanti alla scuola tre figli, Salam tre anni, Osama sei anni e Amhed otto anni.
Il testo integrale potete trovarlo sulla rassegna stampa della Camera dei Deputati. Qui però riporto alcune frasi importanti.

"Io parlo il linguaggio dei fatti" - spiega Belusheh arrotolando come se fosse una piccola pergamena la foto dei suoi tre figli morti - "E le dico che Israele in questa storia di Gaza non c'entra niente. Anzi, faccio appello a Israele e al mondo perché ci aiutino a fermare l'incendio di Gaza, che presto minaccerà l'intera regione. E per fermare le fiamme c'è un solo modo: bloccare le armi che arrivano qui e i terroristi al servizio di potenze straniere che stanno provocando il caos. Noi, da soli non ce la possiamo fare."

"Non si stupisca delle mie parole. [...] Queste uccisioni, questa violenza, questa anarchia sono il passaporto che questi criminali al servizio di potenze straniere stanno conquistandosi per mettere piede a Gaza. Parlo di Paesi che ci circondano, come l'Iran e la Siria, parlo degli Hezbollah e parlo anche del Darfur. [...] Queste armi vengono dalle montagne del Sudan e vengono acquistate con i dollari contrabbandati a Gaza."

"[...] Per questo dico agli Israeliani: aiutateci a ripulire Gaza dalle armi e dai terroristi.
[...] Quelli che dicono: abbiamo le armi per distruggere gli israeliani sono gli stessi che stanno distruggendo il popolo palestinese."

18 dicembre 2006

medio oriente

Qualche interrogativo e un paio di riflessioni. Sul blog di mau, su quello di mmax e anche su codadilupo.

20 novembre 2006

coda di lupo

Vi rimando, per altre riflessioni sulla manifestazione di Roma e sul ruolo della sinistra al blog di codadilupo, in un post dal titolo Quando i rossi prediligono il verde e fanno l'occhiolino al giallo.

29 ottobre 2006

Segnali di fumo

GERUSALEMME: La pace in Medio Oriente rimane un miraggio? L'università di Gerusalemme suggerisce la strada da percorrere per realizzare il miracolo: marijuana e hashish. Qualche giorno fa nella prestigiosa Beit Mayersdorf del campus universitario del Monte Scopus (Università di Gerusalemme) è stato indetto il primo convegno sul 'Joint israelo-arabo per la questione della politica della pace e degli stupefacenti in Medio Oriente'. Nella ricerca della pace, è stato sostenuto, la marijuana e l'hashish possono quello che non hanno potuto decenni di sforzi diplomatici.
Continua su repubblica.

23 agosto 2006

Europa unita

I francesi mandano - forse - duecento uomini; i tedeschi proprio non possono, per i russi dobbiamo comandare noi e gli spagnoli non rispondono al telefono.

07 agosto 2006

Come stanno i palestinesi in Libano?

Dal blog di Rolli:

L'inferno dei palestinesi sono gli arabi

Mentre affermano di combattere Israele in nome e per conto della causa palestinese, i libanesi mantengono i rifugiati nei campi profughi - i peggiori di tutto il Medio Oriente - in condizioni pessime, privi di diritti e di assistenza.
Ai rifugiati palestinesi in Libano non è concessa la cittadinanza, nonostante siano presenti sul territorio ormai da decenni, tantomeno l'accesso al sistema sanitario - invece concesso ad altri stranieri - o alle scuole statali.
Non possono essere proprietari di immobili o terreni, nè esercitare 73 tipi di mestieri, tra i quali medicina, ingegneria, legge); dal 1998 il governo libanese vieta, in molti insediamenti, l'introduzione di materiali da costruzione, utili per riparare le baracche ormai ridotte a tane. L'acqua non è potabile e le fogne sono a cielo aperto, tra le baracche
Nessun deputato di Hezbollah in Parlamento, ha ha mai posto all'ordine del giorno la situazione vergognosa dei campi profughi palestinesi in Libano
All'interno, la situazione dei profughi palestinesi tra i fratelli arabi, raccontata in un'inchiesta di Francesco Ruggeri.

potete leggere il resto direttamente qui