26 novembre 2008

Acqua calda

Il segreto della buona divulgazione non è la semplificazione del complessità, ma il contrario.

06 novembre 2008

Obama presidente

Che tifavo Clinton non è un mistero per i tre lettori di questo blog. Tifavo Clinton per una serie di ragioni, ma quella più importante - come spesso accade - è quella sbagliata; tifavo Clinton perché ritenevo - sbagliando - che Obama non potesse vincere. E invece gli statunitensi mi hanno stupito ancora; quando decidono di cambiare - hanno fatto la rivoluzione prima dei francesi, non dimentichiamolo - lo fanno radicalmente, passando da un petroliere wasp analfabeta a un mezzosangue laureato a Harvard.

Ma cosa significasse questo cambiamento non l'avevo chiaro, per nulla. L'ho capito stamani, davanti a una scuola materna della periferia bolognese, vedendo due bimbi neri; due bimbi neri che da oggi guardando la televisione vedranno che l'uomo più potente della terra è nero. 

31 ottobre 2008

Ridateci Prodi

In ginocchio torneremo da Prodi, a chiedergli se per favore torna per battere Berlusconi, quel nano osceno, per la terza volta. A dirgli: "Ci scusi presidente, siamo ancora noi...abbia pietà..."

16 aprile 2008: Silvio Berlusconi dichiara (dal suo servo Vespa): "Esiste una società italiana che ha il "know how specifico" che, con l'assistenza di un "importante istituto bancario", si è fatta avanti per Alitalia. Credo che la soluzione possa giungere non dico facilmente, entro un mese" 
31 ottobre 2008

27 ottobre 2008

Curricula a confronto

Da pharyngula:

Barack Obama:
Columbia University - B.A.
Political Science with a Specialization in
International Relations.
Harvard - Juris Doctor (J.D.) Magna Cum Laude

Joseph Biden:
University of Delaware - B.A. in History and B.A. in Political Science.
Syracuse University College of Law - Juris Doctor (J.D.)

vs.

John McCain:
United States Naval Academy - Class rank: 894 of 899

Sarah Palin:
Hawaii Pacific University - 1 semester
North Idaho College - 2 semesters - general study
University of Idaho - 2 semesters - journalism
Matanuska-Susitna College - 1 semester
University of Idaho - 3 semesters - B.A. in Journalism

23 ottobre 2008

Call for Paper elvetiche

Visto che la scadenza è il primo dicembre, penso utilizzerò il prossimo raduno usenet - previsto per il 7 novembre - per raccogliere input.

CALL FOR ABSTRACTS

CANNABIS & PHILOSOPHY: WHAT WERE WE JUST TALKING ABOUT?

Dale Jacquette (ed.) Senior Professorial Chair in Theoretical Philosophy University of Bern, Switzerland


Abstracts with titles are solicited for a new volume in the Wiley-Blackwell series Philosophy for everyone, under the general series editorship of Fritz Allhoff. Like previous volumes in the successful ancestral Epicurean Philosophy series including Beer & Philosophy: The Unexamined Beer Isn’t Worth Drinking, Wine & Philosophy: A Symposium on Thinking and Drinking, and Food & Philosophy: Eat, Think, and Be Merry Cannabis and Philosophy will focus on philosophical, social, and economic aspects of a
popular albeit illegal indulgence.

There are countless philosophically interesting issues related to cannabis use. Suggestions for
topics include but are by no means limited to: cannabis gourmandise; phenomenology and
epistemology of cannabis intoxication; distinction between substance use and substance
abuse; morality of illegal substance ingestion; civil disobedience and cannabis use; medicinal
marijuana and the morality of legal sanctions against medically prescribed usage; related
health aspects of cannabis; definitions of ‘soft’ and ‘hard’ drugs; whether cannabis is a gateway
substance to harder substances; cannabis-influenced aesthetics in art and music;
political aspects of cannabis legalization and decriminalization movements; medical and
psychological effects of cannabis use, short- and long-term; social implications of cannabis
prohibition; relativism and cannabis-induced alterations of perception; memory and cannabis
use; impact of cannabis on popular culture; cannabis and nineteenth century literature;
globalism and worldwide cannabis cultivation practices; cannabis tourism; legal and social
dimensions of home cultivation; cannabis and philosophical insight; cannabis and the critical
outlook in philosophy; enhancement of pleasures using recreational drugs.

Contributors to the volume will include philosophers, academics outside of philosophy in
fields related to the volume’s themes, and knowledgeable experts in the industry and
production of cannabis and paraphernalia. There is no presumption that by writing for this volume
a contributor implies either personal cannabis ingestion or an endorsement of cannabis use by
others. The volume introduction will contain explicit disclaimers to this effect, and
individual contributors are welcome if they choose also to emphasize this fact in their own
specific cases. Critics of cannabis are especially invited to contribute. We will be
treating an important theme in an academic fashion like any other of social importance,
although we expect the collection also to feature a certain amount of fun and mature good humor
about marijuana use; contributors are accordingly encouraged if they choose to relate personal
anecdotes and impressions if any of their own or acquaintances’ experience with cannabis.

17 ottobre 2008

Gli ISP italiani e la censura/2

"Impedire che gli italiani accedano a siti sui quali potrebbero spendere i propri denari senza che vi sia un controllo delle autorità nazionali: c'è questo dietro provvedimenti che sempre più spesso ostacolano la navigazione degli utenti nostrani..." Da leggere.

hat tip: marco d'itri

10 ottobre 2008

Crisi!

Della crisi finanziaria sapete già tutto; di quella economica tutti ne sanno molto meno.
Ma al momento la notizia peggiore che si poteva immaginare è arrivata:

07 ottobre 2008

Traffico di schiavi

E poi quando mi capita di dire che in Italia esiste il traffico di schiavi vengo guardata con vivo stupore.

06 ottobre 2008

Il Vaticano e la Borsa

Le parole del papa sulla borsa portano a due considerazioni:
Lo IOR si è liberato dei suoi subprime in tempi non sospetti e si è messo corto sul mercato.

Esiste comunque un reato che si chiama "turbativa dei mercati", chissà come la pensa la Consob in proposito.

02 ottobre 2008

Università e precari

Tre link per seguire cosa accade all'università:




E' che si entra in un circolo vizioso; se da un lato è doveroso opporsi opporsi alla politica intorno all'università di un governo che sta cercando solo di smantellarla, dall'altro prevale l'amara consapevolezza che si cerca di difendere un sistema che vuole esclusivamente perpetuare  il suo potere, e che ha ai suoi vertici personaggi che sono realmente interessati alla ricerca più o meno come Berlusconi e i suoi guitti travestiti da sgherri.

Anche se la ricerca in Italia è finita, e questo ben prima dei tagli degli ultimi dieci anni, nel mondo continua, e l'umanità non soffrirà se nel nostro paese si deciderà di formalizzarne la fine.

E la domanda che mi faccio è: è etico, morale, corretto difendere questo sistema dai tagli del nano? La prima risposta che mi viene è: no; poi chiaro che - obtorto collo - si fa quel che si può, ma fortunatamente è poco.

Università, ricerca e tagli

Due link, due articoli da fronti opposti. 
Che Vattimo firmi un appello contro i tagli che bloccano la ricerca mi muove a una franca risata; se nei dipartimenti di filosofia non si fa (o si fa poca) ricerca la prima responsabilità va cercata in coloro che da quaranta anni lavorano all'università, sono nelle commissioni di concorso e firmano i progetti di ricerca. Per quel che mi riguarda, se decidessero domani di chiudere tutti i dipartimenti di filosofia in Italia e ricominciare da zero (o anche non ricominciare) non mi farei sfuggire una lacrima.

L'altro link porta un sito interessante, precaridellaricerca e narra dell'occupazione della presidenza del CNR e ben illustra anche il comportamento e il ruolo del sindacato all'università; e qui mi viene spontanea una domanda: per la didattica e la ricerca, il sindacato, oltre a mettere in cattedra un plotone di gente per lo più scarsamente portata, che altro ha fatto?

Peculiarità italiane

Tremonti afferma che le banche italiane non hanno problemi di liquidità.
Può essere vero, in fin dei conti, la nostra maggiore industria - la mafia - all'origine muove solo cash.

Repubblica: a futura memoria


Raccattare foto in giro non è buona politica per repubblica

hat tip: marco d'itri

16 settembre 2008

Memento

Questo link meriterebbe un commento articolato, che non ho modo di fare adesso. Però lo bloggo, ché non mi devo dimenticare di farlo.

Anche questo link meriterebbe un commento. E nello stesso post.

E anche questo. Sempre nello stesso post.

Insomma, questo post si intitola memento, ed è praticamente a uso interno.

La Carrefour perde clienti?

Speriamo. Ma saremmo in molti a essere contenti. Della vicenda del bimbo di Assago ormai parla tutta la blogosfera, ma un memento in più, per quelli della Carrefour, non fa male. Speriamo faccia malissimo.

A quanto pare, dopo una prima invereconda e impudica risposta, diretta non al bambino, non alla madre, ma ai clienti, la Carrefour ha contattato chi doveva contattare.

Intanto copioincollo lo splendido post di restodelmondo:
Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago, Carrefour di Assago...

e come lei aspetto di vedere se serve.

Poi linko anche kanemukkha e la sua splendida vignetta.

13 settembre 2008

Prostituzione e reato

Ecco, io la penso così:
Ciascuno ha piena sovranità sul suo corpo, quindi ha anche il diritto di venderlo.
Nessuno ha il diritto di comprare il corpo di un altro.

12 settembre 2008

Bologna news

Che bello sapere che il sindaco di Bologna(1) partecipa a una tavola rotonda sul federalismo alla festa dei giovani di An con Alemanno e Flavio Tosi.



(1) con un ufficio stampa estremamente attento alle problematiche della rete.

Sconcerto

C'è una cosa che non capisco (non una sola, sia chiaro, ma cominciamo da quella) nelle vicende di alcuni bambini scomparsi, come Denise Pipitone per intenderci. E sono le modalità, almeno per come le presentano i giornali. Allora, tu sei con un bambino (tuo figlio, tuo nipote, il figlio di un'amica alla quale fai un favore ecc..), passa un turista, un fachiro, un facocero, e nota una rassomiglianza con un bambino scomparso da anni; bambino che costui ha visto solo in foto, magari mesi prima.
E da questo ne consegue che arriva la polizia, vi prendono, vi separano, vi fanno l'esame del DNA e vi sparano sui giornali a tutto campo. Ecco, vorrei sapere se questo può accadere anche a me, o se accade solo a rom, extracomunitari, and so on. Perchè mi viene il dubbio che sia una procedura un po' razzista (molto) che viene messa in atto solo nei confronti di coloro che non sono in grado di far arrivare un avvocato al volo; e non parlatemi di documenti, ché le mamme che vedo in giro per strada dubito si portino dietro qualche documento che attesta che il pargolo è progenie loro.

09 settembre 2008

Scuola e tagli? No grazie

Leggo Uriel sulla scuola, ma non sono tanto convinta. Ha ragione quando dice che la scuola italiana era una scuola d'eccellenza, che ha dato al mondo - tra le altre cose - i ragazzi di via Panisperna; ma quei ragazzi venivano da una scuola superiore e da una università che, nei fatti e nella legge, erano a numero chiuso. Fino agli Sessanta le classi dei nostri licei erano formate da un numero di studenti che arrivava al massimo a sedici/diciotto persone. All'università, fino al 1969, anno della liberalizzazione degli accessi, la situazione variava di poco; chi ha fatto l'università pre-sessantotto non è che trovasse docenti migliori, trovava spazi e tempi, e ci cresceva.
Adesso la situazione media in un buon liceo italiano è questa: classi di venticinque/trenta persone. (e parlo dei licei, tacendo del resto per amor di me).
Vediamo cosa significa in pratica, per l'insegnamento di una disciplina che al liceo ho insegnato per cinque anni (in tutt'altra situazione comunque, perchè ho fatto quattro mesi di insegnamento in una scuola pubblica e sono fuggita inorridita).
Dunque: in una prima liceo classico le ore di filosofia alla settimana sono tre. Le settimane di scuola circa trenta; dunque in una prima liceo si fanno 90 ore di filosofia in un anno. Cominciamo dalle rogne, che insegnare è meraviglioso, ma interrogare e giudicare molto meno; pensiamo alla situazione migliore che mi possa capitare, una classe di venticinque persone. Devo interrogare ciascuno almeno due volte a quadrimestre, (la legge parla di numero "congruo" di valutazioni, senza specificare cosa vuol dire), ma per amore di teoria ammettiamo che ne bastino due, perchè tutti prendono la sufficienza o più in tutte le valutazioni. (quello che prende sei e quattro mi scombina già tutto, e mi rimanda al giro dell'oca). Sono venticinque. Quanto tempo dura ciascuna interrogazione? diciamo mezzora? tre domande, tre risposte. Quattro domande va. Venticinque studenti sono almeno, (almeno) venticinque ore a quadrimestre; I quadrimestri sono due; e le prime cinquanta ore sono volate. Nelle rimanenti quaranta devo spiegare, almeno, i seguenti argomenti:
origine della filosofia
sofisti
materialisti
platone
aristotele
le scuole ellenistiche
almeno, che dovrei arrivare, secondo programma ministeriale, al XV secolo, che l'anno successivo in teoria dovrebbe cominciare dal XVI.
Se va tutto bene, i miei studenti cominciano con un "buco" di settecento anni.
questo se va bene,  che se ci mettiamo che magari, su venticinque, non tutti capiscono al primo colpo, qualcuno si ammala, qualcun altro ha bisogno di un ripasso, tutto va a monte.
Tutto questo solo per cominciare a inquadrare il problema, che salto (ma ci ritorno se serve), tutta la parte burocratica che va assolta. Anche in classe. Per dire, fare l'appello, controllare le assenze, le giustificazioni, ecc...è qualcosa che ruba almeno dieci minuti all'ora.

Qualche soluzione solo alle tre banali cose qui esposte? Raddoppiare il numero delle classi. Al massimo quindici/diciotto persone. Meglio ancora dodici (12). Raddoppiare (raddoppiare) il numero dei docenti. Far eseguire la parte burocratica (controllo delle assenze, delle giustificazione, ecc...) al personale amministrativo, quando il docente entra in classe il suo compito deve essere uno: INSEGNARE.  E ogni insegnante deve insegnare la SUA materia, quella nella quale è laureato. Via con lo scandalo (SCANDALO) che il laureato in Filosofia insegni anche storia, che il geografo insegni matematica, l'economista informatica, il laureato in Lettere Moderne latino. Una materia, un insegnante.

Dopo che tutto questo funziona, pensiamo ai tagli. meditati o meno. Di sinistra o no. 
Perchè la questione è che al momento, chi fa meno danni, è chi sta fermo. Non siamo nemmeno nella paradisiaca situazione di dover scegliere tra geometra o architetto di tendenza. 
Se proprio nessuno ha un progetto,  perché *nessuno* ha un progetto sulla scuola, nemmeno questa sinistra di scalzacani d'accatto,  allora che stiano tutti fermi.

08 settembre 2008

Gli ISP italiani e la censura

Dal blog di Marco D'Itri. Da leggere e diffondere.

Repubblica e Aristotele

Forse non tutti sanno che esiste una cosa che si chiama "filosofia aristoteliana".
Meno male che per l'umor nero esiste repubblica, che comunque quattro risate riesce sempre a farcele fare.

05 settembre 2008

Uriel, al solito

Chiaro, sintetico, condivisibile fin nelle conclusioni: coordinate temporali.

02 settembre 2008

eh si, rosico

Rosico, devo ammetterlo, rosico. Dal Metaponto, a 34 gradi, con il mare blu, la grigliata accompagnata dal Primitivo a 17 gradi servita direttamente in spiaggia, dopo due pernod e un campari, devo ammettere che rosico. Con il wireless in spiaggia e i delfini a vista, rosico. Ammettle sconfitte, ammetto. (per candide e equilibriodinamico, ché non metto i link che con il sole vedo male il maus.)