29 giugno 2007

26 giugno 2007

La sinistra si parla addosso

Candide mi segnala un articolo del manifesto (lo straccio antisemita cit.) in cui si parla di Rifondazione Comunista, dello stupore di Franco Giordano e del quotidiano del partito, Liberazione.

L'unica notizia di tutto l'articolo mi pare questa:
"Liberazione, circa 10mila copie in edicola, è finanziata dal partito con 2 milioni di euro all'anno oltre ai 3,7 erogati dallo stato a sostegno dei giornali politici."

Viene il sospetto che le diecimila copie vengano tirate con costosissime lastre al titanio quotidianamente rinnovate.

20 giugno 2007

Gay Pride video

E adesso aspettiamo ansiosi quello da Dubai.



15 giugno 2007

In viaggio

Cosa non si fa per interrompere la monotonia del viaggio. In tempo quasi reale da icq:

Cochin ‎(17.14):ahaahahhaahahahhahhhhahama sei in treno?

Diotima ‎(17.15):in treno? no. perchè dovrei essere in treno?

Cochin ‎(17.15):non vieni a roma?

Diotima ‎(17.15): a roma?? ma sei ubriaca?

Cochin ‎(17.15):eh?

Diotima ‎(17.16):non capisco

Cochin ‎(17.16):carm, che stai dicendo? hai organizzato la serata da pls!(ma stai cazzeggiando, vero?)

Diotima ‎(17.17):HAHAHAAHAHAHAHHHAHAHHAHAHAHAHAHHAH

Cochin ‎(17.17):?

Cochin ‎(17.17): ma vaffanculo

Diotima ‎(17.17): ti sei cagata in mano eh?

Cochin ‎(17.17): ma ssarai stronza???
ahhahahahahahhahahahhahhahaah

Diotima ‎(17.17): sto cercando di non ridere, ma mi guardano

Cochin ‎(17.17): VAFFANCULO!!!

Diotima ‎(17.17): haahahahahahahaha

13 giugno 2007

Gay Pride - 16 giugno 2007

Ho appena prenotato i biglietti per Roma. Anche quest’anno, come sempre, l’appuntamento con il Gay Pride è necessario, nel senso che non può non accadere.

Nel corso degli anni la partecipazione al Gay Pride per me è diventata un punto discriminante.

Chi non partecipa, chi non lo sente come un momento preciso e puntuale di lotta politica, chi non è consapevole che è un punto irrinunciabile, allora non so da quale parte politica militi, ma è un mio nemico.
Non avversario politico, nemico.

Perché un avversario si ha nel gioco, i nemici sono solo quelli che attentano alla tua vita, e non ci sono regole che tengano con i nemici.
Non mi interessa sapere cosa vota, chi sfila al Gay Pride.
Non è affatto importante una scelta elettorale e nemmeno la collocazione politica quotidiana.
Non mi interessa sapere cosa pensa del mediooriente, della guerra in iraq e del buco dell’ozono.

Chi sfila al Gay Pride mi offre la certezza di essermi accanto nelle scelte fondamentali, nell’indicazione alta e illuminista dell’agire politico, nella lotta non solo contro il pregiudizio radicato in italia, ma contro tutte le forme di discriminazione in tutti i paesi, e in primo luogo in quei paesi che per gli omosessuali prevedono la galera, la tortura, la morte.

Penso che il Gay Pride sia l’unica risposta possibile al fondamentalismo, religioso e laico.

Si, esiste anche un fondamentalismo laico, quello che non si riconosce nelle parole di Mill:

“Over himself, over his own body and mind, the individual is sovereign”.


E non parlo qui degli atei devoti, invenzione tutta giornalistica e italiana. Non sto pensando alla destra becera e reazionaria, o al cascame preconciliare.
Non sono quelli il problema per chi si riconosce nel Gay Pride.
O, meglio, lo sono anche loro, ma non nell’accezione che voglio ricordare qui.

Il primo nemico è quella “sinistra” (tra mille virgolette) che è pronta a spaccare vetrine e fermare treni, non diversa nei modi e nel pensiero dagli ultras, ma che per le battaglie di vita e civiltà non si mobilita mai.
E spesso usa i termini “frocio” e “troia” come insulto.
La “sinistra radicale” non sarà in piazza con noi sabato.
Non ci sono voti da raccogliere, non ci sono cassonetti da rovesciare.

Il primo nemico è quella “sinistra” (tra mille virgolette) che sui Pacs, sui Dico, e su ogni possibile variante sta affogando in un mare di ambiguità e di infamia.
Un’ambiguità e un’infamia che non riescono a celare la sostanziale omofobia di una classe dirigente cattocomunista nel pensiero se non nei modi.
La “sinistra riformista” non sarà in piazza con noi sabato.
Non ci sono voti da raccogliere, non ci sono preti da omaggiare.

Sabato 16 giugno, con il Gay Pride, non sfila solo l’orgoglio omosessuale, sfila anche la forza e la determinazione di dire no.
No a chi vuol controllare la nostra sessualità.
No a chi vuol controllare il nostro corpo.
No a chi vuol controllare la nostra vita.

Sabato 16 giugno, con il Gay Pride, ci contiamo.
E sapremo che chi non c’è sabato, per noi non ci sarà mai.

06 giugno 2007

Libri

Quello dei libri è un problema serio. Casa mia è suddivisa da "single"; 150 mq due grandi stanze e una camera da letto. E questo significa che mancano le pareti.
(adesso poi ci sono altre due persone, di cui una colleziona strumenti musicali...)
Non mi sono mai posta il problema del tipo di libreria, in pratica quando ho
bisogno di scaffali vado all'ikea e compro. Il che vuol dire che ho assemblati vari; io e mio fratello un bel giorno abbiamo deciso di unire alcuni settori di interesse comune e ci siamo impadroniti della stanza degli ospiti dei miei, facendone qualcosa di meditato ex novo, ma questo solo per alcune cose appunto - preistoria, storia antica, letturature varie- e i problemi reali sono rimasti intatti. Il disordine librario regna sovrano; per esempio gli ultimi due giorni li ho parzialmente persi a cercare invano Il computer di Platone, salcazzo dove è finito. (non l'ho trovato e quando devo ricomprare un libro che so di possedere mi viene l'ulcera da rosicamento compulsivo)
Per lavorare seguo ormai da anni un utile consiglio di Eco: tenere tante scrivanie quanti sono gli argomenti in corso, peccato che ormai i miei percorsi siano per certi versi così strettamente intrecciati che è diventato un consiglio obsoleto.
Senza contare che ogni scrivania ha di fianco le relative pile che non
trovano spazio sopra.
Non sono una bibliofila e mi rendo che il modo con cui tengo i libri fa inorridire, ma non sono altro che strumenti, e mostrano i segni dell'uso. D'altro canto, con il trascorrere degli anni il numero dei libri acquistabili è inevitabilmente e fortunatamente diminuito.
Sia lode al signore dell'universo per la specializzazione.

01 giugno 2007

Vaticano e pedofilia

Lucidamente, e con la puntigliosità che fortunatamente lo contraddistingue lettura lenta con
si guadagna anche il link del giorno.

Un'occasione sprecata

Non ho mai sopportato Santoro. Da anni non lo guardo e la sua dipartita dalla tv non mi aveva particolarmente colpito.
Ieri sera ho fatto un'eccezione, e ho perso tempo. Non so per quale motivo ma a Rino Fisichella, rettore dell'Università Pontificia non è stato opposto un avversario all'altezza.
Fisichella ha potuto dire una serie di cose a cui nessuno ha obiettato.

La scelta di Odifreddi come interlocutore è poco comprensibile, possibile che non ci fosse un magistrato, un filosofo del diritto, un giurista disponibile? Possibile che non ci fosse nessuno, se non questo ateo militante, ieri sera anche un po' stordito, a opporsi a Fisichella? Perchè un matematico? Che c'entra un matematico con leggi, ordinamenti, reati, processi? Che tipo di competenza e di credibilità può avere Odifreddi in questi settori? E infatti, ben sapendolo, è intervenuto pochissimo; mi chiedo però perché abbia accettato di essere presente.

Fisichella non ha un cervello, ha un bisturi. E ieri sera non è stato impegnato nemmeno per decimo delle sue possibilità. Nessuno lo ha incalzato, nessuno ha fatto le prime obiezioni possibili. Anche il giornalista della BBC in collegamento, che pure tre cose sensate le ha dette, non è riuscito a metterlo in difficoltà, forse perchè, da bravo giornalista albionico, aveva altre priorità che quelle di vincere un confronto in diretta con uno dei rappresentanti più importanti del Vaticano. Noi, invece, che viviamo in periferia di San Pietro avremmo avuto alcune cose da opporre alle affermazioni di Fisichella. Cose come queste:

1. Fisichella ha affermato che i vescovi che vengono a conoscenza di reati connessi alla pedofilia possono denunciare il fatto alla magistratura.

obiezione non fatta:
Come sarebbe a dire possono? Non devono? Non hanno un obbligo, nemmeno morale, nemmeno cristiano?

2. Fisichella ha affermato che è a conoscenza di tutti i fatti di questo genere perché sono avocati alla Congregazione della Fede di cui fa parte.

obiezione non fatta:
Allora lui era a conoscenza che prima di essere processati internamente questi preti spesso erano stati trasferiti? In caso contrario chi ha tenuto queste informazioni nascoste alla Congregazione della Fede? E se invece lo sapeva come spiega questi trasferimenti? Che provvedimenti ha preso contro i vescovi che li hanno ordinati (i trasferimenti intendo, non i preti)? Sono stati processati a loro volta dalla Chiesa? E la Chiesa non ha ritenuto suo dovere denunciarli per complicità e connivenza alla magistratura dei paese di riferimento? E se non l'ha fatto, perchè?
(a margine, se li conosce tutti questi casi, perchè in seguito ha affermato di aver saputo dai giornali delle vicende del prete fiorentino?)

3. Fisichella ha dichiarato che i preti processati - dalla Congregazione della Fede - sono stati condannati, se trovati colpevoli, e ridotti allo stato laicale o sospesi o qualcos'altro (non s'è capito benissimo).

obiezione non fatta:
chissenefrega se li avete puniti voi. Vogliamo processarli noi. E vogliamo accesso alle vostre prove. E non ci interessa se sono documenti riservati. I preti non sono esentati dal rispondere delle loro azioni alla magistratura ordinaria.

4. Fisichella non ha detto che dopo i processi le prove vengono distrutte. Affermazione che veniva fatta nel documentario della BBC, almeno su quello che io ho visto su Internet, perchè - a meno di una mia disattenzione - nella versione passata da Santora questa parte non c'era.

obiezione non fatta:
E' vero? E' vero che distruggete le prove di un reato? E con quale autorità? Sapete che è un reato occultare e distruggere le prove di un reato?

Santoro ha perso un'occasione, ma quello che è più grave l'ha fatta perdere a noi.

E si affaccia l'ultima ipotesi: Santoro è un artificiere. Ha preso quella che poteva essere una bomba e l'ha disinnescata; a lui certamente la gratitudine delle gerarchie ecclesiastiche; a noi un po' di amaro in bocca.

Ma che Santoro fosse un opportunista questo blog lo pensa da sempre.

ps. stendiamo un velo pietoso sul prete di Noto, che ha sparato tante cazzate da far impallidire chiunque. Anche Fisichella non è riuscito a reprimere una smorfia quando il grassone con la faccia lucida ha dichiarato che ci sono bambini di pochi giorni che subiscono abusi sessuali, e anche in questo caso nessuno che gli abbia chiesto dove, quando e come è venuto in possesso di queste informazioni, e perchè non le ha denunciate.
n un paese civile il prete di Noto avrebbe trovato polizia e magistrato appena uscito dallo studio di registrazione.
In un paese civile, non in una provincia dello stato della chiesa.